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Il Veneto è una regione italiana di circa 4,8 milioni di abitanti, situata nel Nord-Est della penisola e avente come capoluogo Venezia. Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia), a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna. Per secoli nazione indipendente sotto le insegne della Repubblica di Venezia, dopo una breve parentesi austriaca, il Veneto è stato annesso al Regno d'Italia nel 1866. Ancora oggi, oltre all'italiano, la grande maggioranza della popolazione parla veneto, spesso come madrelingua. Per lungo tempo, dopo la fine della Repubblica, terra di povertà ed emigrazione, il Veneto, grazie a un notevole sviluppo industriale, è tornato oggi ad essere una delle regioni più ricche d'Italia. Inoltre, grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico, è, con oltre 60 milioni di turisti all'anno, la regione più visitata d'Italia.
Etimologia (origine del nome): Il nome si collega all'antico nome di popolo: Veneti che a sua volta deriva da wene-to che probabilmente significa "vittorioso".
Geografia: Il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%). L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po. I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave, interamente racchiuso entro i confini della regione.
La montagna veneta
La montagna veneta comprende il 70% della totalità delle Dolomiti nella Provincia di Belluno: quest'area, di particolare bellezza e di alto valore turistico, include il Cadore, il Comelico, l'Ampezzano, l'Agordino. Fra i rilievi più importanti, la Marmolada, le Tre Cime di Lavaredo, il Pelmo, le Tofane, il Civetta. Queste montagne, appartenenti ai gruppi orientali e meridionali delle Dolomiti, non formano catene montuose ma si presentano come dei massicci isolati di roccia calcareo-dolomitica. L'orogenesi alpina ha sollevato e frantumato coltri di rocce organogene (coralli, alghe, conchiglie) isolandole in banchi solitari, dai quali è possibile vedere la stratificazione nelle pareti immense delle dolomiti. Molte di queste montagne superano i 3000m s.l.m. con la Marmolada di 3.342 metri come maggiore cima.
Le prealpi venete
Il ripiegamento ed il sollevamento di strati sedimentari marini ha formato quella catena di montagne in cui si alternano massicci e altipiani che va dal lago di Garda fino alle prealpi carniche. Tra questi troviamo: l'altopiano della Lessinia, l'altopiano di Asiago, il massiccio del monte Grappa, la catena del monte Cesen, del Nevegal, e infine l'altopiano del Cansiglio. Le cime massime oscillano dai 1700 m s.l.m. ai 2200 m s.l.m. Ad ovest, a cavallo fra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige, si trova il bacino del Garda, il più esteso lago italiano.
Le colline venete
La fascia collinare veneta si estende ai piedi delle prealpi venete, spesso disposte in modo parallelo alle stesse prealpi. Ne sono un esempio le colline che da Bassano del Grappa proseguono fino a Vittorio Veneto, passando per Asolo e Conegliano. Di diversa formazione sono, invece, le colline che si trovano allo sbocco delle valli dei fiumi Adige e Piave, le quali si sono formate a seguito di depositi dovuti ai ghiacciai quaternari. Tali colline sono, quindi, di tipo morenico. Le colline di treviso viste dal Monte Cesen
La fascia collinare veneta si estende ai piedi delle prealpi venete, spesso disposte in modo parallelo alle stesse prealpi. Ne sono un esempio le colline che da Bassano del Grappa proseguono fino a Vittorio Veneto, passando per Asolo e Conegliano. Di diversa formazione sono, invece, le colline che si trovano allo sbocco delle valli dei fiumi Adige e Piave, le quali si sonno formate a seguito di depositi dovuti ai ghiacciai quaternari. Tali colline sono, quindi, di tipo morenico. Differente è il discorso per i Colli Berici e per i Colli Euganei, gruppi collinari isolati nel mezzo della pianura veneta. I primi, situati a sud di Vicenza, sono una continuazione della Lessinia, e presentano caratteristiche simile a questa, con rocce di tipo vulcanico. I Colli Euganei, in provincia di Padova, sono di natura prettamente vulcanica, come si può notare anche dalla formazione conica degli stessi, e come è testimoniato dalla notevole presenza di sorgenti termali. Altro fenomeno orogenetico isolato è costituito dal Montello, in provincia di Treviso. Tofana di Rozes
Parco delle Dolomiti d'Ampezzo: Il Parco delle Dolomiti d'Ampezzo occupa un'area di circa 11.200 ha. Tra le cime dolomitiche più famose si possono trovare le Tofane, le Tre Cime di Lavaredo, il Lagazuoi. Esso nasce nel 1990 a Nord del comune di Cortina d'Ampezzo, lungo il confine con il Trentino-Alto Adige. All'interno del parco vi sono ben 11 rifugi. Ci sono 4 valli principali e numerosi sono i corsi d'acqua: torrenti, laghi, sorgenti e cascate. Caratteristiche sono anche le formazioni geologiche del parco. Dei 112 km² del parco circa ¼ è costituito da riserve.
Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi:

Con una superficie di 31.500 ha circa, il parco delle dolomiti bellunesi comprende le montagne situate a Nord della Valbelluna e del feltrino, caratterizzate da pascoli d'alta quota e rocce dolomitiche. Tra i luoghi da vedere, vanno ricordati la Val Canzoi, le marmitte del Brenton nella Valle del Mis, le cime dolomitiche della Schiara e del Pelf, i pascoli erbosi dei Piani Eterni e la Certosa di Vedana.
Parco Naturale Regionale della Lessinia:

Il Parco regionale della Lessinia, situato in provincia di Verona, comprende l'altopiano superiore della Lessinia, e si sviluppa su una superficie di 10.000 ha. Il parco è caratterizzato da alcune particolarità geologiche come doline, ponti naturali, grotte, fossili. Sono famosi il Ponte di Veja, la Valle delle Sfingi, il Covolo di Camposilvano, le cascate di Molina (Fumane). Sono particolarmente interessanti le foreste di Bosco Chiesanuova ed Erbezzo.
Parco Regionale dei Colli Euganei:
 Questo parco ha un'estensione di 18.000 ha, che comprendono i rilievi collinari dei colli euganei, in provincia di Padova. Tra le ville e le abbazie presenti nel territorio è possibile vedere il castello del Catajo a Monselice, il giardino di Villa Barbarigo a Galzignano Terme, l'Abbazia di Praglia, Villa dei Vescovi a Luvigliano. Il parco dei colli euganei va ricordato per il patrimonio botanico che sicuramente lo rende un esempio unico in tutto il nord Italia, a causa di un microclima dovuto all'origine vulcanica dei rilievi. E' possibile, infatti, trovare piante tipiche della macchia mediterranea (Fichi d'India) accanto ad una vegetazione tipica della montagna (Faggio, Epidemio Aplino, ecc..). Nelle immediate vicinanze si trova il complesso termale euganeo.

Parco Regionale del Delta del Po: Il parco del Delta del Po comprende le foci del fiume Po ed è la zona umida più grande d'Italia. Zona di grande interesse paesaggistico, geografico, scientifico ma anche letterario, dato che questi luoghi hanno saputo ispirare pagine di alto lirismo e poesia come il romanzo Scano Boa di Gian Antonio Cibotto.
Storia: Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli Euganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei Veneti. Il processo di romanizzazione della Venetia avvenne in maniera graduale a seguito dell'alleanza stipulata tra Veneti e Cenomani coi Romani nel 225-222. Il processo di romanizzazione proseguì quindi con la deduzione nel 181 a.C. della colonia latina di Aquileia, sino all'estensione - al termine della guerra sociale nell'89 a.C. - dello Ius Latii, cioè del diritto latino, con la lex Pompeia de Transpadanis ed infine alla concessione del plenum ius, cioè della cittadinanza romana, da parte di Giulio Cesare nel 49 a.C..
In epoca augustea venne costituita la Regio X Venetia et Histria, trasformata da Diocleziano in Provincia Venetiae et Histriae, mantenendone i confini sostanzialmente inalterati. Contemporaneamente, nei primi secoli d.C. iniziò il processo di cristianizzazione del Veneto: centro di irradiamento della nuova religione fu Aquileia, metropoli della Venezia endolagunare, in cui la nuova religione era giunta probabilmente per mare dall'importante centro di Alessandria d'Egitto, città a sua volta evangelizzata da San Marco. Durante le invasioni barbariche del V secolo d.C., il Veneto venne attraversato da Unni, Eruli ed infine Goti, che lo tennero sino alla metà del VI secolo, quando, con la prammatica sanzione di Giustiniano il territorio venne unito all'Impero Bizantino e inquadrato nella Prefettura d'Italia. Con la discesa, però, dei Longobardi nel 568 d.C gran parte del Veneto venne sottomesso dai nuovi invasori, creando una divisione tra la zona continentale, sotto il Regnum Longobardorum, e quella costiera, rimasta nell'orbita dell'Esarcato di Ravenna, prima come eparchia Annonaria, quindi col nome di Venezia marittima. Mentre dunque nell'entroterra i Longobardi costituivano i ducati di Verona, Vicenza e Ceneda, sulla costa si sviluppavano i nuovi centri della laguna veneta, eretti dai bizantini a Ducato di Venezia nel 697. Nel IX secolo, declinato il potere bizantino, e sostituito sul continente il regno longobardo dall'Impero dei Franchi di Carlo Magno, il sempre più indipendente ducato lagunare si diede nuova capitale la nascente città di Venezia, polo commerciale sempre più fiorente, il cui prestigio venne rafforzato nell'821 dalla traslazione del corpo di San Marco Evangelista, destinato a divenire nuovo patrono della città e dello Stato. Frattanto, scampato il flagello dalle invasioni degli Ungari, l'entroterra veneto venne riorganizzato amministrativamente dell'impero franco, con la creazione della Marca di Verona. Dopo l'anno Mille, si assistette in tutto la Venetia ad un decollo economico e ad una ripresa della vita sociale nelle città principali, che iniziarono ad esercitare un controllo egemonico sul loro contado: col declinare dell'organizzazione feudale, emersero quindi i liberi comuni di Verona, Padova, Treviso e Vicenza. Nel secolo successivo, mentre Venezia iniziava la sua espansione nel mediterraneo, i liberi centri dell'entroterra riaffermarono la loro indipendenza dal potere imperiale riunendosi nella Lega Veronese e nella Lega Lombarda per opporsi alle mire egemoniche del Barbarossa. Nel XIII secolo si assistette in tutta la terraferma alla trasformazione dei liberi Comuni in potenti signorie in lotta tra loro per l'egemonia regionale. La prima fu la signoria di Ezzelino da Romano, che riuscì a conquistare gran parte del Veneto centro-settentrionale; successivamente presero il potere i da Camino a Treviso, i Della Scala a Verona, i Da Carrara a Padova. Contemporaneamente Venezia gettava le basi del proprio impero marittimo con la partecipazione alla Quarta Crociata e la conquista di Costantinopoli. Dal XIV secolo la crescente potenza veneziana, sopravvissuta alle vicende della guerra di Chioggia, portò la Serenissima a scontrarsi più volte e duramente con le potenti signorie dei Carraresi e degli Scaligeri per il controllo delle vie commerciali dell'entroterra, sino a portare a compimento tra il 1388 e il 1405 la conquista dell'intera terraferma. Nel Quattrocento, il territorio veneto, organizzato nei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia, si espanse a comprendere la Lombardia orientale, il Friuli, il Polesine, parte del Trentino e la Venezia Giulia. Agli inizi del Cinquecento, però, tale dominio parve sul punto di crollare sotto la pressione congiunta di Francia, Sacro Romano Impero e Papato, riuniti nella Lega di Cambrai: la disastrosa sconfitta nella battaglia di Agnadello comportò la perdita della Terraferma, la cui faticosa riconquista poté dirsi completata solo nel 1530 con la Pace di Cambrai. Nel Seicento e Settecento, l'esaurimento progressivo dei commerci orientali per effetto della scoperta delle nuove rotte oceaniche per l'India e le Americhe e la perdita, nonostante l'accanita resistenza, delle colonie marittime sotto la pressione dell'Impero Ottomano portarono ad un profondo mutamento del carattere dello Stato, sempre più incentrato sugli interessi terrieri nel contado veneto e su una sempre più spiccata neutralità nei confronti dei conflitti tra le emergenti potenze europee rappresentate dagli stati-nazione. La fine dell'indipendenza e del dominio veneziano vennero improvvisamente provocati a seguito della Rivoluzione Francese, quando l'invasione di Napoleone Bonaparte del neutrale territorio veneto provocò l'abdicazione del governo il 12 maggio 1797 e la successiva cessione del territorio all'Impero d'Austria con il trattato di Campoformio. Dopo una breve parentesi all'interno del Regno d'Italia (1805-1814) napoleonico, a seguito del Congresso di Vienna il dominio austriaco sul Veneto venne riaffermato e consolidato nella costituzione di un nuovo Regno Lombardo-Veneto, vicereame dipendente da Vienna. Il XIX secolo venne però caratterizzato anche dalla nascita di un nuovo spirito nazionale italiano, che nei moti risorgimentali del 1848 percorse anche le terre venete, con la nascita dell'effimera Repubblica di San Marco, infine soppressa dagli austriaci l'anno successivo in conseguenza della sconfitta piemontese nella Prima guerra di indipendenza. Perduta agli austriaci la Lombardia con la Seconda guerra di indipendenza, il Veneto passò al neonato Regno d'Italia con il plebiscito del 1866 seguito alla Terza guerra d'indipendenza e alla vittoria prussiana nella battaglia di Sadowa. Il XX secolo fu aperto dalle devastanti conseguenze della Grande Guerra, durante la quale il Veneto fu prima retrovia di approvvigionamento per le armate e quindi fronte di combattimento nel periodo tra la disastrosa ritirata seguita alla disfatta di Caporetto, le sanguinose battaglie del Piave e la vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto. Devastato, il Veneto divenne fonte di massiccia emigrazione nel periodo tra le due guerre. Solo parzialmente interessato dalle vicende della Seconda Guerra Mondiale, il territorio subì tuttavia massicci bombardamenti alleati sui suoi centri maggiori. La nascita dell'Italia alla fine del conflitto e la riorganizzazione dello Stato con la nuova Costituzione portarono a istituire il Veneto come una delle venti regioni italiane. Il secondo dopoguerra fu caratterizzato dalla rinascita economica e da un forte sviluppo industriale, entrato in crisi a metà degli anni Ottanta. Il declino della grande industria venne però seguito da una forte crescita della piccola e media impresa che ha accompagnato l'economia veneta per tutto il decennio successivo, rendendo il territorio uno dei più produttivi d'Italia e terra di immigrazione. Arte, Medioevo a Venezia e Verona:
Il Medioevo ha permesso la creazione di opere monumentali quali il complesso di chiese dell’isola di Torcello, nella laguna veneziana, con la cattedrale di Santa Maria Assunta fondata nel 639, il campanile eretto nell’XI secolo e la chiesa di Santa Fosca realizzata intorno al 1100, edifici importanti per la presenza di mosaici. A Verona il Medioevo ha visto la costruzione della basilica di San Zeno Maggiore, opera nella quale più che altrove si scorge la mescolanza di stili che in quel periodo fecero di Verona un importante crocevia per il Nord Europa. Giotto e Padova:
La crocefissione di Gesù, Giotto, cappella degli Scrovegni. Mentre nelle città venete l’impostazione rimaneva quella bizantina, un elemento di innovazione viene portato a Padova da Giotto, portatore di una nuova tradizione pittorica: quella toscana. Verso il 1302 riceve l’incarico dal banchiere Enrico Scrovegni di affrescare la cappella di famiglia, oggi nota appunto con il nome di Cappella degli Scrovegni, uno dei monumenti artistici più importanti di Padova e del Veneto. Le influenze del contributo di Giotto si sono fatte sentire subito, e ora si possono ammirare negli affreschi di Giusto de' Menabuoi nel battistero accanto al duomo di Padova e in quelli di Altichiero nella basilica di Sant'Antonio. Il Rinascimento troverà in Padova la sua culla veneta dove crescere e svilupparsi. Tra gli artisti rinascimentali che operarono troviamo Donatello, il quale lavorò soprattutto a Padova e in particolare nell’altare della basilica di Sant’Antonio, il Pisanello, le cui opere sono presenti soprattutto a Verona e in particolare nella chiesa di Sant’Anastasia (suo è l’affresco di San Giorgio). Tra gli esempi di arte gotica, oltre alle chiese veneziane di Santa Maria Gloriosa dei Frari e a quella di Santi Giovanni e Paolo, troviamo le arche scaligere nel centro storico di Verona.
Il rinascimento in Veneto, Giorgione e Tiziano:
La Tempesta di Giorgione, galleria dell'accademia.
Dopo una fase in cui l’arte gotica si sviluppò permettendo la creazione di opere importanti tra cui il palazzo della Ca' d'Oro, il Palazzo Ducale, e le chiese di Santa Maria Gloriosa dei Frari e di Santi giovanni e Paolo a Venezia, ecco che l’influsso rinascimentale pone fine ad un ciclo artistico per inaugurare una nuova stagione. Oltre al già citato Donatello, un importante artista rinascimentale fu il veneto Andrea Mantegna (1431-1506), la cui opera più importante presente in Veneto è il polittico di San Zeno a Verona. Ma con l’espandersi in terraferma della Serenissima e il consolidarsi delle sue istituzioni si ha anche uno sviluppo artistico che ha pochi altri esempi ad esso paragonabili. Con Mantegna, Vittore Carpaccio, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, il Pordenone si gettano le basi di quella che sarà la stagione della pittura veneta. Un’altra fase vedrà come protagonisti Giorgione, Tiziano, Sebastiano del Piombo e Lorenzo Lotto. Se nella prima fase, con Carpaccio e Bellini le influenze della pittura internazionale sono ancora evidenti e i riferimenti all’arte fiamminga numerosi, con Giorgine e Tiziano inizia un nuovo modo di fare pittura, originale e innovativo che caratterizzerà i pittori della scuola veneta rispetto ad altre tradizioni. Giorgione, artista enigmatico per le sue opere piene di allegorie, crea le sue opere senza partire da un disegno preparatorio ma utilizzando il colore a macchie per trasmettere la sensazione dell’immagine. Questa innovazione cerca l’imitazione dei fenomeni naturali creando delle atmosfere con i colori mettendo in secondo piano la ricerca della perfezione figurativa. La sua opera più famosa, “La tempesta”(1506-1508), oggi presente nelle Gallerie dell'Accademia a Venezia, è un esempio di questo uso del colore, in cui l’impasto cromatico indefinito e la trama continua della pittura priva di disegno preparatorio conferiscono all’opera una atmosfera particolare. Tiziano, bellunese, nato a Pieve di Cadore, ha portato avanti l’uso di questa tecnica pittorica senza disegno, creando dei veri e propri capolavori come l’“Assunta” (1516-1518), pala d’altare dalle dimensioni imponenti visitabile nell’altare principale della basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia; un’opera la cui suggestione è dovuta all’uso del colore in cui predominano toni accesi. Un’altra opera che va ricordata di Tiziano è la “Pietà”, presente alle Gallerie dell’Accademia (Venezia).
Tintoretto, Veronese e Bassano:
L'Ultima Cena del Tintoretto. Jacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594) riprende il manierismo romano ma lo rielabora in uso tipicamente veneto del colore, accentuando il luminismo e dando alle proprie opere delle prospettive insolite, a volte vere e proprie deformazioni prospettiche, con lo scopo di accrescere il senso di tensione che permea l’opera. Palazzi e chiese di Venezia sono pieni di capolavori firmati da Tintoretto, ma vanno citati senza dubbio i 66 dipinti presenti nella Scuola Grande di San Rocco e l’Ultima Cena nella chiesa di San Giorgio. Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588), con opere che celebravano la vita di Venezia, si dedica ad opere civili come palazzi e case di nobili veneziani. Sue furono parte della decorazione di Palazzo Ducale e la decorazione di numerose ville palladiane, tra cui Villa Barbaro. Jacopo da Ponte detto Bassano (1517-1592) rinnovò l’arte figurativa lagunare pur essendo un artista dell’entroterra, grazie all’introduzione di immagini prese dalla vita reale, arricchiti da un tocco drammatico e intenso.
Andrea Palladio:
Nato a Padova nel 1508 e morto nel 1580, Andrea Palladio è sicuramente l’architetto veneto più famoso. Tra le sue opere ricordiamo le ville dislocate soprattutto nella campagna tra le province di Padova, Vicenza, Treviso e le chiese di San Giorgio, quella del Redentore, e delle Zitelle, nell’isola della Giudecca a Venezia. L’architettura palladiana riprende i motivi dell’arte classica progettando delle ville che richiamano le forme del tempio greco, creando capolavori quali Villa Emo, Villa Barbaro, Villa Capra detta la Rotonda, Villa Foscari detta la Malcontenta. A questa estetica neoclassica, viene aggiunta la funzionalità che doveva avere una villa di campagna, nella quale il corpo centrale deve consentire una funzione anche di controllo sulla campagna circostante, strutturando le parti funzionali, come le barchesse, a ridosso del corpo centrale. Nel caso di villa Badoer, la barchessa, formata da un ampio colonnato circolare, racchiude l'aia in uno spazio antistante la facciata della villa, permettendo così di creare uno spazio che richiama l'idea antica di foro romano, e portando tutte le attività della campagna a gravitare davanti la villa stessa. La ricerca stilistica del Palladio ha dato vita ad un movimento architettonico che ha avuto grande seguito, ispirando altri architetti, molti dei quali suoi allievi diretti, tra cui Vincenzo Scamozzi. Inoltre, occorre ricordare che Palladio ha progettato parte del Teatro Olimpico a Vicenza, poi concluso dal già citato Vincenzo Scamozzi. Tra ‘600 e ‘700
In questa epoca si afferma Andrea Brustolon (1662-1732) scultore di intaglio nel legno, il quale realizzerà importanti opere nelle chiese del bellunese, in alcuni palazzi veneziani, tra cui Palazzo Rezzonico, e la sinagoga levantina.
Il Vedutismo: Un altro elemento caratteristico dell'arte veneta è il Vedutismo, che vede in Giovanni Antonio Canal (1697-1768) detto il Canaletto e in Francesco Guardi (1712-1793) le due figure di spicco. Il Canaletto ricorre a studi prospettici rigorosi cercando di rendere quasi “fotograficamente” la realtà, modellando i colori per accentuare la vitalità dell'immagine. Francesco Guardi cerca invece un taglio più soggettivo e meno preciso, cercando di comunicare un'emozione.
Il 700
Il tempio di Antonio Canova a Possagno
L'arte del settecento ha visto due grandi artisti imporsi, quali Antonio Canova e Giambattista Tiepolo. Il primo nato a Possagno, elabora l'arte classica diventando il riferimento del neoclassicismo. Nel tempio di Possagno da lui stesso progettato, si conservano i calchi delle opere più famose, che si trovano nei vari musei nel mondo, data la sua fama che si impose a livello internazionale. Tra le opere più importanti “Amore e psiche giacenti” e il “Monumento funerario per Maria Cristina d'Austria”. Con Giambattista (1696- 1770) la prospettiva assume un ruolo centrale nella rappresentazione ma non per dare enfasi alla tensione dell'immagine, ma solo per dare un impatto teatrale alle figure. Con Tiepolo, infatti la prospettiva viene forzata fin oltre i limiti usuali, dipingendo sui soffitti figure riprese dal basso in un movimento che le rende spettacolari.
Tra 800 e 900
Venendo a mancare un centro principale dopo la caduta della Serenissima, ogni città ha declinato l’arte secondo varianti proprie e modelli specifici. Importante fu, tuttavia, il ruolo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che seppe attrarre numerosi artisti giovani dal territorio circostante. Tra gli artisti più noti si possono trovare:
Guglielmo Ciardi: riprende l'esperienza dei macchiaioli unendola al colorismo tipico della scuola classica veneta, facendo emergere dai suoi quadri una essenzialità cromatica.
Giacomo Favretto: anch'egli, come Ciardi, valorizza il colorismo, talvolta in modo molto accentuato.
Federico Zandomeneghi: pittore che si discosta dalla tradizione del colorismo veneto, per avventurarsi in uno stile di stampo impressionista tipicamente francese.
Luigi Nono: pittore che nelle sue opere giunge ad esiti veristi, anche se, oltre alla pittura di scene di genere, si impone per ritratti di raffinata descrizione psicologica. Cultura
Letteratura e Teatro in lingua italiana
Venezia
Il veneziano più conosciuto al mondo è Marco Polo (1254 - 1324) che non scrisse ma dettò il Milione, divenuta l'opera più famosa per la conoscenza del mondo asiatico e della Cina nell'Europa del Medioevo. A Venezia hanno scritto: Carlo Goldoni (1707 –1793) padre della commedia italiana e Giacomo Casanova (1725–1798) scrittore prolifico ma ricordato soprattutto per la sua autobiografia Histoire de ma vie (Storia della mia vita), che si identifica con Venezia anche per la fama libertina che la città aveva nel '700. Ugo Foscolo (1778 – 1827) nato a Zante allora Repubblica di Venezia, famoso poeta e patriota del risorgimento. Il Novecento
Tra gli scrittori del '900 che hanno lasciato un'importante traccia nel panorama culturale italiano, vanno sicuramente citati alcuni importanti scrittori veneti. Tra questi occorre citare sicuramente Giuseppe Berto, autore di Anonimo Veneziano, Il Male oscuro e Il cielo è rosso. Inoltre, va ricordato Mario Rigoni Stern (1921-2008), il quale, nato e cresciuto ad Asiago, ha saputo raccontare i personaggi, i colori, i suoni e i silenzi dell'altopiano di Asiago a cui si è sempre sentito legato. In tal senso, una delle opere più rappresentative è il Bosco degli urogalli, o uomini, boschi, api. Ma l'esperienza della campagna di Russia ha segnato la sua vita e ha ispirato dei veri e propri capolavori come Il sergente nella neve. Un altro scrittore e poeta italiano da segnalare è Antonio Fogazzaro (1842–1911) la cui opera più famosa è sicuramente il romanzo Piccolo Mondo Antico (1895).
Letteratura e Teatro in lingua veneta
La letteratura in lingua veneta affonda le sue radici nella produzione di testi poetici e in prosa in lingua volgare, che si sviluppa nell'area corrispondente all'incirca all'odierna Regione Veneto a partire dal XII secolo. La letteratura veneta, dopo un primo periodo di splendore nel Cinquecento con il successo di artisti come il Ruzante, giunge al suo massimo apogeo nel Settecento, grazie all'opera del suo massimo esponente, il drammaturgo, scrittore e librettista italiano Carlo Goldoni (Venezia, 25 febbraio 1707 – Parigi, 6 febbraio 1793). Goldoni è considerato uno dei padri della commedia italiana, come recita una targa affissa su Palazzo Poli, a Chioggia, città nella quale visse per qualche tempo e nella quale ambientò una delle sue opere più conosciute: Le baruffe chiozzotte. È stato autore anche di numerosissimi libretti di opera lirica. Successivamente la produzione letteraria in lingua veneta subisce un periodo di declino a seguito della caduta della Repubblica di Venezia, riuscendo comunque nel corso del Novecento a raggiungere vette liriche mirabili con poeti come Biagio Marin di Grado. Musicisti veneti
Antonio Vivaldi: fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo, sicuramente il più ammirato, e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato unanimemente il più importante, influente e originale compositore della penisola italiana della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Non trascurò inoltre l'opera lirica. Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra. Rondò Veneziano: sono un ensemble musicale italiano che compendia la musica barocca prodotta da una tipica orchestra da camera e le sonorità della musica pop e rock.
SITI UNESCO
(Padova) Orto botanico Padova 1997
(Verona) Città di Verona 2000
(Venezia) La laguna di Venezia 1987
(Vicenza) Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto 1994- 1996
Castelli in veneto:
Castello di Alboino:
Feltre romana fu fortificata da Teodorico, distrutta dai Longobardi, ma poi ricostruita da Alboino. Sulla parte più alta della città sorgeva presumibilmente una torre di vedetta romana. La leggenda dice che il Castello fu edificato nel 570, ma le prime testimonianze storiche di un vero e proprio Castello a Feltre risalgono solo al X-XI secolo.
Castello Carrarese:
Il nucleo più antico del Castello di Padova risale ai tempi di Ezzelino III da Romano, tiranno della città dal 1237 al 1256. Sui resti di questa struttura i Carraresi, signori di Padova, edificarono il loro Castello, che, come hanno dimostrato i restauri, era esternamente decorato a quadrati bianchi e rossi. Una parte del castello venne poi trasformata in carcere agli inizi dell'ottocento.
Arsenale di Venezia:
l'Arsenale di Venezia fu il cuore dell'industria navale veneziana a partire dal XII secolo. È legato al periodo più florido della vita della Serenissima: grazie alle imponenti navi qui costruite, Venezia riuscì a contrastare i Turchi nel Mar Egeo ed a conquistare le rotte del nord Europa. Fu fatto costruire nel 1100 e poi, negli anni e secoli a venire, è stato ampliato in più parti. Infatti già nel 1104, su volere del doge Ordelafo Faliero, venne fondato l'Arsenale vecchio; nel 1303 la costruzione si estese verso sud, su ordine del doge Pietro Gradenigo; nel 1473 avvenne un ulteriore ampliamento.
Castello di Zumelle:
Il castello di Zumelle ha origini antiche ed è stato sicuramente fatto costruire per presidiare militarmente il territorio. Colpisce infatti ancor oggi la bellissima posizione strategica di questa fortezza, a strapiombo com'è sul torrente Terche e a dominare l'intera vallata. Il bel castello presenta pianta quadrangolare e suggestive mura merlate ben conservate. Presumibilmente nella zona dovevano esserci numerosi castelli in epoca medievale, ed il castello di Zumelle pare proprio che sia l'unico maniero arrivato ai giorni nostri.
Castello Conegliano:
Il castello di Conegliano risale attorno all'anno 1100. Il bel maniero si può oggi ammirare ancora nella sua bellezza in quanto ben conservato. Soprattutto gli interni si presentano a noi in ottimo stato: sono riccamente arredati e ricchissimi di quadri ed affreschi. Inoltre nel castello si può ammirare una bellissima collezione di armature.
Località turistiche:
Bassano del Grappa:
è un fiorente centro economico e culturale in provincia di Vicenza, bagnato dalle acque del Brenta. Il Ponte degli Alpini - Il ponte di Legno è il simbolo della città di Bassano del Grappa.
San Donà di Piave:
assieme a Portogruaro, è uno dei "capoluoghi" della cosiddetta Venezia Orientale, è posto nel basso corso del fiume Piave. San Donà di Piave è un punto nevralgico tra il Veneto e il Friuli, a ridosso delle aree di sviluppo del trevigiano e le aree balneari di Jesolo, Caorle ed Eraclea.
Soave:
è un comune italiano di 6.808 abitanti della provincia di Verona, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. È noto per il castello Scaligero e il tipico vino che porta il suo nome.
Valdobbiadene:
è un comune di circa 11.000 abitanti della provincia di Treviso. Valdobbiadene e la vicina Conegliano sono considerate le città del vino Prosecco. In particolare sulle colline che ne caratterizzano il territorio vi si produce il VALDOBBIADENE Prosecco DOC e il Prosecco Superiore CARTIZZE. Valdobbiadene è inoltre inserito nel circuito Città del Vino ed è da oltre quarant'anni la sede della Mostra Nazionale degli Spumanti, ora "Forum Spumanti d'Italia".
Valeggio sul Mincio:
si trova in provincia di Verona e, assieme al magnifico borgo medievale di Borghetto, è famosa per il suo patrimonio artistico ricco di fortificazioni medioevali, che gli ha fatto guadagnare il riconoscimento di città d'arte. Il paese è noto anche per la sua buona tavola e per le bellezze paesaggistiche, prime fra tutte il Parco Giardino Sigurtà, il Parco Acquatico Cavour, Acquapark Altomincio ed il vicino Parco del Mincio.
Località balneari:
Bibione:
Sviluppatasi di recente, Bibione è stata costruita pensando in modo esclusivo al benessere. Otto chilometri di arenile dorato, parchi, isole pedonali e passeggiate sul lungomare, un rinomato centro termale e moderne strutture ricettive.
Caorle:
è una rinomata località balneare, premiata più volte come una delle spiagge più pulite d'Italia. Ma prima di tutto è una città: per cultura, storia e tradizione.
Cavallino:
è una delle più belle spiagge italiane ed è considerata la capitale europea del "plein air". E' il litorale di Cavallino: circa quindici chilometri di sabbia dorata, pinete, lagune e barene che ne fanno un luogo ideale per una vacanza.
Chioggia- Sottomarina:
due località legate per storia e tradizioni. Sottomarina è un importante centro balneare dotato di moderne ed efficienti strutture ricettive. Chioggia è una cittadina da visitare in tranquillità e magari in bicicletta.
Eraclea Mare:
immersa nel verde brillante di un'antica pineta, Eraclea gode di un clima particolarmente salubre in tutte le stagioni. Specie d'estate, quando l'aria odora di resina dei pini e viene rinfrescata dalle brezze provenienti dal mare.
Jesolo:
è uno dei litorali più frequentati d'Italia con i suoi quindici chilometri di sabbia ambrata e i circa 82.000 posti letto complessivi. Più che località turistica, Jesolo è un enorme parco divertimenti dalle mille attrattive e per tutti i gusti.
Lido di Venezia:
è la località balneare meno affollata dell'Alto Adriatico. Se in passato era frequentata dalla nobiltà europea, oggi è l'ideale meta turistica per chi vuole abbinare il turismo culturale a una rilassante vacanza al mare.
Località di Montagna:
Altopiano di Asiago:
d'inverno si trasforma in un angolo di paradiso per i fondisti. E per chi non scia restano sempre le passeggiate a cavallo, il pattinaggio e tanto altro ancora.
Cortina D'Ampezzo:
la Regina delle Dolomiti, il Salotto Alpino d'Italia: è Cortina d'Ampezzo cuore geografico e turistico delle Dolomiti e di tutta la montagna veneta, meta di villeggiatura ambita dai turisti di tutto il mondo.
Dolomiti Bellunesi:
queste montagne affascinanti d'inverno diventano il paradiso degli sciatori con oltre 400 chilometri di piste.
Lessinia e Monta Baldo:
è uno dei più piccoli comprensori sciistici del Veneto. La natura meravigliosa in cui è immerso ne fa un luogo privilegiato per vivere una vacanza invernale comunque emozionante.
Recoaro Mille e Tonezza del Cimone:
le guglie delle Piccole Dolomiti incorniciano questi paesaggi fiabeschi. Qui, lontani dalla ressa, vi divertirete su facili piste. Oppure, con le racchette ai piedi, scoprirete una natura incantata.
San Vito di Cadore:
splendido e tipico paese di montagna, situato a mille metri di quota al centro della valle del Boite, nel cuore delle Dolomiti della montagna veneta, alle porte di Cortina d'Ampezzo, da cui dista appena dieci minuti d'auto. San Vito di Cadore è una stazione turistica sia estiva che invernale, con collaudata organizzazione per l'ospitalità e per lo svago, che ha conservato integro il fascino e l'interesse del suo patrimonio più importante, l'ambiente.
Località Termali:
Abano Terme:
meta privilegiata per le cure e il benessere del corpo, Abano Terme deve la sua fama alle preziose e caldissime acque termali che sgorgano in centinaia di piccole piscine.
Bibione Thermae:
è l'ultima nata tra gli impianti del Veneto e si propone nel mercato del termalismo inseguendo una nuova filosofia che garantisce benessere ed equilibrio psicofisico a 360 gradi.
Montegrotto Terme:
nel cuore dei Colli Euganei alberghi raffinati e di charme sono il luogo dove indossare un semplice accappatoio, abbandonarsi alle coccole e ritrovare una perfetta forma fisica.
Le altre Terme Euganee:
Battaglia Terme, Galzignano Terme e Teolo sono immersi in un paesaggio suggestivo nel cuore dei Colli Euganei. Già apprezzate in passato, oggi sono una delle mete preferite dal turismo termale d'élite.
Recoaro Terme:
un complesso termale inserito in una cornice naturale di rara bellezza e un'esplosione di tinte smaglianti. Ma la fortuna di Recoaro Terme sembra sia cominciata nel 1600 con la scoperta di una fonte...
Terme di Caldiero:
un paesaggio incantevole tra boschi di latifoglie e conifere e piccoli laghi. A Caldiero sorge un complesso termale già noto ai tempi dei Romani, un'oasi di bellezza e di benessere.
Terme di Valgrande:
le terme più alte del mondo si trovano in una vallata alpina ai piedi di Cima Bagni, che già nel nome richiama la vocazione di questi luoghi.
Località Lacustri:
Bardolino:
sulle circostanti colline moreniche viene prodotto l'ottimo vino rosso chiamato, appunto, Bardolino. Una località turistica molto conosciuta e che nel passato fu contesa da imperatori, monaci e famiglie nobili.
Brenzone:
è famosa per la produzione di olio extravergine di oliva, ma è al turismo che deve la sua ricchezza Piccola cittadina sul Garda, Brenzone regala scorci inediti che paiono sospesi tra le sfumature azzurre del lago e quelle verdi del Monte Baldo.
Garda:
un pittoresco centro storico, una rigogliosa vegetazione e un panorama romantico e suggestivo. Questa è la cittadina di Garda, che nel XII secolo diede il nome al lago che fino a quel momento si chiamava Benaco.
Lago di Garda:
paradiso della vela e del windsurf, del parapendio e della mountain bike, il Lago di Garda offre anche interessanti scorci paesaggistici e attrattive storico-culturali.
Lazise:
affacciata sul lago di Garda, in una posizione di straordinaria bellezza, Lazise è custode di un passato antico di cui restano sorprendenti memorie.
Peschiera del Garda:
è situata nella parte meridionale del lago dove nasce il fiume Mincio. E' uno dei luoghi più panoramici e per la sua posizione strategica è sempre stata considerata un crocevia di primaria importanza.
Enogastronomia veneta:
Per conoscere a fondo una regione, bisogna assaggiare i suoi prodotti locali, i quali esprimono tutta la storia del posto e le caratteristiche formatesi nel tempo degli stessi abitanti. La storia della cucina appartiene alla storia della cultura dell'uomo, intrecciandosi con quella dell'arte e della poesia, del teatro, della musica, delle religioni. Spesso addirittura influenzandola. Tra le cucine regionali italiane, quella veneta si contraddistingue per completezza di ricettario, in virtù di una morfologia territoriale estremamente varia: mare, montagna, collina, pianura, laghi, fiumi e torrenti, ma anche valli e lagune. Tanta diversità di ambienti regala una pluralità di prodotti tipici a denominazione d'origine riconosciuta (Marchio di qualità approvato dall’Unione Europea) in ogni campo alimentare: da ortaggi e frutta ( il radicchio rosso di Treviso e quello variegato di Castelfranco, l'asparago di Cimadolmo) a formaggi (l'Asiago., il Montasio e il Grana padano), da insaccati (il prosciutto Veneto e la sopressa Vicentina ) al riso Vialone Nano veronese, fino agli olii extravergine di oliva Veneto e del Garda. Tutti prodotti sottoposti a rigorosi controlli Questo ha consentito la natura. Il resto, ed il più, lo hanno fatto l'intelligenza e la fatica delle donne e degli uomini che, nel gioco secolare del prova e riprova, hanno manipolato tante risorse fino all'eccellenza. La storia ha dato una mano: il risultato è una tavola imbandita di piatti, dove si mescolano raffinatezze patrizie e sapori contadini, ispirazioni terragne e profumi marinari, gusti indigeni e aromi forestieri. Piatti che si accompagnano alla ricca e diversificata gamma dei vini veneti, capace di soddisfare i diversi gusti dei consumatori.
Nella dolce terra veneta il vino è di casa.
Un vigneto di quasi 80 mila ettari , che originano più di 8 milioni e mezzo di ettolitri di vino, di cui oltre 2 milioni prodotti nelle aree vocate a DOC e DOCG: questi i numeri di una regione vitivinicola ai primi posti in Europa per quantità e per qualità.
Questo è il Veneto: un ricco e diversificato patrimonio che non è solo alimentare, ma racchiude in sé anche tutti i valori e i saperi di una regione dalla grande storia.
Il buon vino del Veneto una cultura antica:
La storia del vino veneto ha radici profonde e nobili. Basti pensare ai mercanti della Serenissima che resero il "Vino de Venegia", come si diceva allora, giustamente famoso in mezzo mondo fin dal Medio Evo. Da oriente ad occidente, dalla Persia alla Germania, si gustava ed apprezzava il vino proveniente da tutte le provincie del Veneto; ed ognuna di esse si distingueva per una produzione che aveva già spiccate caratteristiche di tipicità.
Una storia di qualità
Il vino veneto ha quindi una storia antica di prodotto di qualità, destinato, oltre ad allietare le tavole della Serenissima, anche all'esportazione. Questo rappresentava un punto d'orgoglio per i viticoltori, ma era anche stimolo a perfezionare, a migliorare continuamente la qualità della produzione. L'apertura agli scambi e alle novità, caratteristica fondamentale dei mercanti veneziani, favorì infatti l'introduzione di nuovi vitigni. La volontà di migliorare, spinse poi i viticoltori a continue sperimentazioni che proseguirono per generazioni. Si trovarono così per ogni terreno i vitigni ideali e si perfezionò l'arte di miscelare con cura e attenzione uve di grande qualità.
Di casa nel mondo
La qualità del vino veneto è premiata anche da una crescente richiesta da parte dei mercati esteri più attenti ed evoluti. Per quanto concerne la domanda il mercato estero assorbe intatti il 75% della produzione dei Vini Veneti D.O.C.. Tale situazione si discosta nettamente dalla domanda complessiva di vini D.O.C.. italiani, assorbiti per il 59% dal mercato interno e solo per il 41% da quello estero.
Elenco di vini veneti:
Alto Livenza (IGT) , Amarone (DOC) , Bardolino (DOC) , Bianco di Custoza (DOC) , Breganze , Cabernet (IGT) , Colli Berici , Colli Euganei , Colli Trevigiani (IGT) , Conselvano delle Venezie (IGT) , Delle Venezie (IGT) , Gambellara , Lessini Durello , Lison Pramaggiore , Lugana , Montello e colli Asolani , Marca Trevigiana (IGT) , Merlot (IGT) , Piave , Pinot , Prosecco , Prosecco di Conegliano , Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze , Provincia di Verona o Veronese (IGT) , Recioto di Soave (DOCG) , Recioto della Valpolicella (DOC) , Refrontolo passito (DOC) , Rosso di Garda , Sauvignon (IGT) , Soave (DOC) , Tocai italico (IGT) , Torchiato di Fregona , Vallagarina (IGT) , Veneto (IGT) , Veneto orientale (IGT) , Valdadige , Valpollicella (DOC) , Verdiso (IGT) , Verduzzo (DOC) Elenco di formaggi veneti
Caciotta misto pecora, Casatella trevigiana, Fior delle Dolomiti, Formaggio Acidino - fior di capra con o senza erbette, Formaggio Bastardo del Grappa, Formaggio Busche, Formaggio Caciotta di Asiago, Formaggio Casato del Garda, Formaggio Casel Bellunese, Formaggio Cesio, Formaggio Comelico, Formaggio Contrin, Formaggio Dolomiti, Formaggio Fodom, Formaggio Imbriago, Formaggio Latteria di Sappada, Formaggio Malga dell’Altopiano dei Sette Comuni, Formaggio Malga Bellunese, Formaggio misto pecora fresco dei Berici, Formaggio pecorino fresco di malga, Formaggio Moesin di Fregona, Formaggio Montemagro, Formaggio Morlacco, Formaggio Nevegal, Formaggio Pecorino dei Berici, Formaggio Pecorino fresco di malga, Formaggio Piave, Formaggio Renàz, Formaggio Schiz, Formaggio Tosella, Formaggio Zigher, Formaggio Zumelle,Formai nustran .........alcune ricette venete consigliate:
Antipasti mare:
Baccalà mantecato, Casso pipa alla ciosota, Folpeti lessati, Luccio in salsa, Sarde in saor, Scampi alla bùsara.
Antipasti di terra:
Carpaccio alla Cipriani, Nervetti, Pinza onta, Skiz con polenta.
Primi Piatti:
Bigoli in salsa, paparele in brodo coi fegatini, Pasticcio di radicchio rosso di Treviso, Risi e bisi, Risotto all'Amarone in cialda di grana, Risotto agli asparagi, Risotto al radicchio rosso di Treviso, Risotto allla tinca, Risotto ricco alla Padovana, Pasta e fagioli, zuppa di funghi, zuppa di radicchio rosso di Treviso,
Secondi di carne:
anatra arrosto, bollito misto con la pearà, fegato alla Veneziana, oca arrosto ripiena, spezzatino d'asino, pastissada de caval.
Secondi di pesce:
Anguilla ai ferri, baccalà alla vicentina, fritto misto dell'adriatico, seppie alla veneziana.
Verdure:
Frittata rognosa, asparagi con le uova.
Per concludere dei dolci secchi:
galani, pinza, torta sabbiosa, fregolota, caramei col steco.
Dolci cremosi:
crema fritta frittelle di mele, rufioi, tiramisu. |
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ALBERGHI
ALBERGHI DIFFUSI
AGRITURISMI
BED & BREAKFAST
CASE VACANZE
CAMPING
FATTORIE DIDATTICHE
OSTELLI
RISTORANTI
RIFUGI
STABILIMENTI BALNEARI & DIVING CENTER
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