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La Valle d'Aosta (in francese Vallée d'Aoste, in arpitano Vâl d'Aoutha) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo. Confina a nord con la Svizzera, a ovest con la Francia, a sud e ad est col Piemonte. Risulta essere la regione più piccola d'Italia (3.263 km²) e anche quella meno popolata (126.660 abitanti). Situata nelle vette d’Europa, la Valle d’Aosta è una delle zone turistiche più importanti e rinomate d’Europa.
Etimologia (origine del nome): I Romani dopo aver sconfitto i Salassi, un popolo gallico stabilitosi nella valle della Dora Baltea nel 25 a.C., fondarono una città dove sorgeva un accampamento. Fu chiamata in onore di Ottaviano Augusto, Augusta Praetoria e da quel nome ne deriva il nome attuale della Regione e della città: Aosta, Città dal grande interesse storico per via dei numerosi reperti archeologici risalenti soprattutto all'età romana.
Geografia: E’ circondata dalle Alpi Graie dove troviamo il Gruppo del Gran Paradiso e del Monte Bianco e dalle Alpi Pennine con il Monte Cervino e il Monte Rosa. Tutta la regione interamente montuosa è raccolta intorno alla valle formata dalla Dora Baltea, dove si trovano altre numerose valli: la Val Ferree, la Valle del Gran San Bernardo, la Val Tournanche, la Val d’Ayas, la Valle di Gressoney, a destra la Valle della Thuile, la Valgrisanche, la Valsavaranche e la Val di Cogne. I valichi naturali più importanti che consentono di superare l’alta catena montuosa sono il Piccolo San Bernardo che collega l’Italia alla Francia e il Passo del Gran San Bernardo che collega la Valle d’Aosta alla Svizzera. Questi passi si trovano ad altitudini molto alte, oltre i 2000 m., quindi buona parte dell’anno non sono transitabili a causa della neve e del ghiaccio. Già il popolo dei Romani usava questi passi come via di transito della città di Aosta.
Monte Rosa |
 Parco Gran Paradiso |
 Monte Cervino |
Paesaggio: Nella più piccola regione d’Italia ci sono le più alte montagne d’Europa. L’aspetto della Val d’Aosta è quello tipico dell’alta montagna con gole strette e rocciose, punte altissime, neve e ghiacciai perenni, prati colorati, pascoli, boschi, piccoli villaggi, case tipiche, alberghi lussuosi e strade con ripide pendenze.
Storia: Già abitata in tempi protostorici da una popolazione di cultura megalitica, fu insediamento della tribù Celto-Ligure dei Salassi. Narra una leggenda che nell'anno1158 a.C. venne fondata la città di Cordelia da Cordelo capostipite dei Salassi discendente di Saturno e compagno di spedizione di Ercole. Uniche testimonianze della presenza dei Salassi sono una necropoli e un'area di culto risalente al III millennio nella zona di Saint-Martin de Corleans e alcune tombe megalitiche.
Medioevo: Dopo il plurisecolare dominio dell'impero e la sua cristianizzazione la città, grazie alle Alpi ed alle mura riuscì a subire poche invasioni. Secondo una leggenda Augusta Praetoria sarebbe stata distrutta dai Saracene e dai Barbari; in realtà la città romana subì i danni maggiori dalla ricostruzione tardo medioevale che utilizzò blocchi di pietra delle costruzioni romane per l'edificazione di torri e chiese. La città divenne sede vescovile verso la fine del IV secolo, appartenendo prima alla vastissima diocesi di Vercelli, poi alla chiesa metropolita di Milano fino al VIII secolo. All'inizio del VI secolo la città appartenne al regno dei Goti; successivamente venne contesa tra i Franchi e i Longobardi che la cedettero nel 575 a Gontranno, re di Borgogna. I Franchi di Pipino il Breve giunsero da qui per scacciare i Longobardi dall'Italia Settentrionale. L'impero di Carlo Magno diede impulso alla Via Francigena che collegava Roma con Aquisgrana, infine alla morte di Carlo III, l'ultimo imperatore Carolingio nel 888 seguì dapprima le sorti del regno d'Italia, poi verso la metà del secolo X quelle del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. Le conseguenze furono evidenti sul piano culturale e linguistico: dal latino si svilupparono i dialetti franco-provenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nella Svizzera Romanda e poi la lingua francese. La nascita della Contea dei Savoia con capitale Chambéry comportò alla città di seguirne le sorti fino all'unità d'Italia.
Castelli della Valle d'Aosta:
Fortezza di Bard: La Fortezza prende il nome dall'omonimo Comune della bassa Valle d'Aosta, caratterizzato da una superficie assai ridotta (3 km quadrati), ma famoso in tutto l'arco della storia grazie alla presenza della fortezza che fin dal medioevo ha dominato lo spuntone roccioso che sbarra, fin quasi a chiudere completamente, la valle della Dora Baltea. La rocca di Bard dovette essere fortificata fin dall'epoca preromana; risale al 1034 la prima citazione di un insediamento fortificato.
Castello di Verres: Il castello di Verrès è ritenuto una fortezza militare del periodo gotico. Il castello avente principalmente scopo di difesa, fu costruito su di un promontorio roccioso a strapiombo sul torrente Evançon. Questa fortezza militare risale al 1287 e dai documenti ritrovati la indicano tra i posssedimenti dei Signori De Verretio.
Castello di Issogne: Proprietà dei vescovi di Aosta sino al 1379, restaurato e ampliato verso il 1400 da Ibleto di Challant, il castello di Issogne assunse l'aspetto attuale tra il 1490 e il 1510 per opera di Giorgio di Challant, priore di S. Orso, che lo restaurò e lo trasformò in sontuosa dimora. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1872, fu acquistato dal pittore Vittorio Avondo che lo restaurò e lo donò allo Stato. Oggi il castello appartiene all'Amministrazione Regionale.
Castel Savoia: L'inizio dei lavori del Castel Savoia, su progetto dell'ing. Emilio Stramucci, architetto capo della Real Casa, avvenne nel 1900, con la posa della prima pietra alla presenza dei Reali. Nel 1904 il castello fu completato.
Castello di Graines: A 15 chilometri da Verrès, si imbocca la Val d'Ayas, dopo Challand, appena passato l'abitato di Arcesaz, a destra troverete la strada per Graines. Prima di arrivare nell'abitato c'è la rocca del castello. Il castello fu eretto intorno al X secolo dagli Abati del Monastero Vallesano di San Maurizio d'Agauno, che già da diversi secoli possedevano gran parte delle terre della Valle d'Ayas.
Castello di Ussel: Il castello di Ussel è il primo esempio di castello monoblocco (a corpo unico) in Valle d'Aosta e si configura come un'architettura intermedia tra l'austero castello di Verrès e quello più articolato di Fénis. Ha un grande valore da un punto di vista storico perché, non avendo subito altri interventi edilizi dopo la costruzione, ha potuto conservare le sue caratteristiche originarie.
Castello di Fenis: Vera icona medioevale, il castello di Fénis è noto per la sua straordinaria architettura e la potenza evocativa delle sue torri e mura merlate. La complessa, armoniosa struttura, organizzata concentricamente attorno al cortile interno, evoca un'immagine quasi fiabesca.
Castello di Quart: La parte più antica del castello fu eretta nel 1185 a scopi difensivi da Jacques de la Porte de Saint Ours capostipite della Signoria di Quart. Il castello subì, in epoche diverse, parecchie trasformazioni.
Castello di Sarre: Costruito nel 1710 sui resti di una casa forte già menzionata nel 1242, dopo vari passaggi di proprietà fu acquistato dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, che lo ristrutturò e lo utilizzò come residenza durante le battute di caccia in Valle d'Aosta. Il castello fu abitato per villeggiatura anche da Umberto e dalla regina Maria José. Nel 1989, la Regione Valle d´Aosta ha acquistato il complesso per restaurarlo.
Castello di Aymavilles: Le prime notizie che possiamo ritrovare sul feudo e sul castello di Aymavilles risalgono al 1278, quando il castello era costituito semplicemente da una torre quadrangolare circondata da una cinta muraria, secondo la diffusa tipologia del castello recinto tipica dei primi castelli valdostani.
Castello di Saint Pierre: Molti sono i castelli che sorgono sulle alture e in cima a poggi scoscesi e isolati, ma nessuno ha raggiunto, per questa caratteristica, la notorietà e la popolarità del castello di Saint Pierre, che a quello di Fénis contende la palma di simbolo dei castelli della valle di Aosta.
Località turistiche:
Ayas Saint André: Sullo sfondo spiccano i bellissimi ghiacciai che chiudono la testa della valle. È un frequentato centro di villeggiatura sia durante la stagione estiva che invernale. Il paese è noto sia per le infrastrutture turistiche di alto livello, che per gli ottimi impianti del Monterosa Ski. Il comprensorio sciistico dispone complessivamente di 150 km di piste adatte a tutti i livelli. Per chi non scia esistono comunque valide alternative: pattinaggio su ghiaccio, parapendio e paracadutismo.
Breuil Cervinia: Appartiene al comune di Valtournenche ed è una delle località sciistiche più famose dell'arco alpino.
Champorcher: Champorcher (m 1427) è il capoluogo di una piccola valle, famosa per i suoi paesaggi e le sue cascate tanto da aver meritato il nome di Valle delle Cascate. Qui vi si trova il Parco del Monte Avic primo parco naturale valdostano con la più ampia foresta di "Pino uncinato" e una fauna rappresentata dai i più noti animali a diffusione alpina presenti nella regione.
Courmayeur: Collocata ai pedi del Monte Bianco, Courmayeur è una località di fama internazionale acquisita grazie agli splendidi paesaggi dei quali possono godere tutti gli sciatori, dal fuoripista allo sci di fondo.
Gressoney Saint Jean: E' un rinomato luogo di villeggiatura estiva ed invernale. Dispone di un discreto numero di impianti e piste da sci. Fa parte del comprensorio sciistico Monterosa Ski.
La Thuile: La Thuile, rinomato centro di villeggiatura estivo ed invernale, è dominato dal bellissimo ghiacciaio del Rutor. Il paesaggio è caratterizzato da imponenti montagne, ghiacciai incantati, piccoli e grandi laghi, cascate e ruscelli.
Pont Saint Martin: Situato all'inizio della valle, alla base della valle del Lys, conserva nei suoi pressi i resti dell'antica strada romana per le Gallie. Attraversato dalla Dora Baltea, è situata a poco distanza da Bard, ove sorge il forte omonimo. Fa parte della Comunità Montana Monte Rosa. Dista 40 km da Aosta
Saint Vincent: La presenza delle Terme e l’attenta organizzazione turistica, fanno di Saint Vincent una delle zone più note e frequentate della valle.
Torgnon: In forte espansione l'attività legata al turismo, che può avvalersi di strutture di buon livello, in grado di accogliere un flusso di villeggianti costante durante tutto l'anno. Dal vicino Colle di Saint-Pantaléon si può avere una spettacolare vista sull'intera Valtournenche: dalle Grandes Murailles, al Cervino, al ghiacciaio del Breithon da una parte, e una buona porzione della Valle centrale dall’altra.
Valle di Cogne: Fa parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso, conosciuta per la presenza di ottime piste di sci per l'attività sciistica di fondo.
Valtournenche: Si inserisce nel bellissimo territorio della Comunità Montana del Monte Cervino ed è conosciuta come una delle principali località turistiche sia estiva che invernale.
Enogastronomia valdostana:
Quando si parla della cucina valdostana è impossibile non pensare alle vicende storiche che hanno influito sia sulla gastronomia e sia sulla vita della gente. La tradizione gastronomica di questa regione è legata agli ortaggi, al cavolo soprattutto, al pane di segale, alle castagne, e, in misura molto contenuta, al latte, alla caccia e agli animali da cortile di cui i meno abbienti si riservavano le parti non commerciabili. La cucina dei benestanti era molto diversa: più varia e pregiata,aveva raccolto i suoi alimenti principali dalla cucina Francese e Svizzera.
Mentre i contadini preparavano le loro zuppe con pane di segale e verdure di stagione, i signori amavano gustare le zuppe arricchite con brodo di carne, formaggio e burro; conservate da epoca romana fino ai giorni nostri, le più famose sono la "seuppa y plat" e la "seuppa vapeullenèntse": quest'ultima ha origine dal luogo di probabile provenienza della ricetta, cioè la Valpelline.
Anche il pane non era lo stesso per i contadini e per i signori: mentre i primi mangiavano il pane nero, i secondi potevano degustare il pane bianco fresco. Il pane nero veniva preparato una volta all'anno coinvolgendo tutta la famiglia; mentre le donne impastavano, gli uomini si occupavano del forno a legna del paese. Una volta essiccato, diventava molto duro e per tagliarlo si utilizzava lo "copapàn", una specie di coltello di ferro che si trova ancora oggi nei negozi di artigianato. Questo pane veniva poi ammorbidito mettendolo per pochi minuti a bagno nelle minestre, nel latte, o, in mancanza d'altro, nell'acqua.
Formaggi:
Aostano, Aostino, Brossa, Fontina, Formaggio di capra a pasta molle, Formaggio di capra o pecora a pasta pressata, Réblèque, Réblèq de Crama, Salignon, Seras, toma della bassa val d'Aosta, Toma di Gressonay, Valle d'Aosta Fromadzo .
Vini:
Le condizioni climatiche della Valle d'Aosta, unitamente alle caratteristiche dei terreni e alla loro esposizione, giacitura e pendenza, sono i punti di forza di una viticoltura di montagna che, inserita in un ambiente ancora incontaminato, ha saputo evolversi con modernità e oggi rappresenta una realtà di grande valore. I vigneti si snodano lungo tutto il versante esposto a mezzogiorno della Valle, che prende il nome di "adret", su terrazzamenti con pendenze tali da permettere ai raggi del sole di giungere sull'uva con un angolo di inclinazione di 90°, apportando maggiore energia alla vite e di conseguenza migliore qualità del vino. La vite viene coltivata fra i 300-400 metri della Bassa Valle e i 1.225 m sul livello del mare di Morgex, in Alta Valle: i più alti vigneti d'Europa. La scarsità delle piogge, il clima secco e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte durante il periodo di maturazione accentuano l'intensità dei profumi dei vini valdostani.
In questo scenario i valdostani, con la pazienza e la tenacia che caratterizza i popoli alpini, hanno sviluppato una viticoltura eroica caratterizzata da terrazzamenti e muri a secco per aumentare la superficie disponibile e per smorzare i forti dislivelli, dalla difficoltà di meccanizzazione e dal ricorso alla difesa integrata, per salvaguardare la genuinità e la tipicità dei propri prodotti. Punta di diamante di una produzione limitata ed esclusiva è la riscoperta di alcuni vitigni autoctoni, inseriti nella Denominazione di origine controllata Doc “Valle d'Aosta- Vallée d'Aoste” che racchiude il meglio della produzione valdostana.
La Valle d’Aosta è caratterizzata dalla produzione delle DOC Donnas (da uve prevalentemente Nebbiolo, localmente conosciuto come Picotendro), Arnad-Montjovet (da uve prevalentemente Nebbiolo, anche nella versione Superiore), Valle d’Aosta (nelle versioni Bianco, Chardonnay, Muller-Thurgau, Petite Arvine, Pinot Grigio, Pinot Nero, Rosato, Premetta, Rosso, Fumin, Gamay, Petit Rouge, Pinot Nero), Chambave (nelle versioni Moscato, Moscato Passito e Rosso), Nus (nelle versioni Malvoise, Malvoise Passito e Rosso), Torrette (da uve prevalentemente Petit Rouge), Enfer d’Arvier (da uve prevalentemente Petit Rouge) e Blanc de Morgex (dal vitigno omonimo).
Dolci:
Crema di Cogne, crema di formaggio con i mirtilli, lou mécoulen (pane dolce), tegola di Aosta, torta cretoblintze, torta di Saint-Pierre, zuppa di mandorle, zuppetta dell'asino.
Piatti Tipici:
Aosta:
Le specialità tipiche di Aosta sono a base di formaggio fontina: fonduta e gnocchi, costolette alla valdostana, polenta concia (polenta e formaggio), "soupe alla valpellineintze" (pane, cavoli, fontina e brodo). Ottima la cacciagione, camosci e stambecchi in salmì, trote, carne secca di camoscio "carbonade" (ragù). Il Genepy è il liquore caratteristico della valle.
Champoluc:
Champoluc è famosa per la fontina dei suoi alpeggi. Nei ristoranti e trattorie i piatti più celebrati sono la fonduta e la polenta concia (polenta e formaggio).
Cogne:
Nei ristoranti della zona si trovano "soupe cogneintze" (pane, fontina, riso e brodo), mocetta (coscia) di camoscio e per finire, caffè alla cogneintze (caffè bollente con scorza di arancia).
Primi piatti consigliati:
Zuppa Valdostana, gnocchi e fonduta, la favò, la seuppa, gnocchi alla fontina, minestra di castagne, risotto alla valdostana, seupetta de Cogne, Valpellenentse, zuppa di Valpelline.
Secondi piatti:
Salsicciotti della val d'Aosta, carbonata, capriolo alla valdostana, carbonade, costolette alla valdostana, caccia mista, la soca, tacchino al melograno, frittata rustica. |
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