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parchi e riserve

 

L'Umbria, posta nel cuore d'Italia, è una tra le più piccole regioni italiane e l'unica a non avere confini esterni, terrestri o marittimi. È anche l'unica regione dell'Italia peninsulare a non essere bagnata dal mare. Confina ad est ed a nord-est con le Marche, ad ovest e nord-ovest con la Toscana ed a sud e sud-ovest con il Lazio.

Etimologia (origine del nome): Il nome Umbria identifica in latino il "paese degli umbri", popolazione italica che abitava una zona molto più vasta rispetto a quella identificata oggi dai confini regionali. Il termine "Umbri" ha origine sconosciuta al momento.

Geografia: Il 29,3% del territorio Umbro è montuoso; la quota dei monti aumenta spostandoci da ovest verso est e da nord verso sud. Il restante 70,7% è occupato da colline. Non vi sono pianure significative nella regione. Nel sud-est della regione si trova il gruppo dei monti Sibillini con altezze superiori ai 2.000 metri, dove troviamo la cima più alta della regione, la Cima Redentore con 2.448 metri.
Sul territorio umbro sono presenti diversi laghi. Il più grande è il lago Trasimeno (quarto d'Italia per superficie). Il fiume principale che solca il territorio umbro è il Tevere; dei suoi 405 Km di sviluppo, ben 210 sono percorsi in territorio umbro.
Una delle più suggestive bellezze naturali della zona è la Cascata delle Marmore, una cascata a flusso controllato tra le più alte d'Europa, potendo contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti (il primo, più alto, di 83 m). Il nome deriva dai sali di calcio presenti sulle rocce che sembrano simili a marmo.
Sulle origini della cascata c'è una leggenda: una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino (il fiume che forma la cascata). Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò Nera in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore.

Aree naturali protette:
Le aree naturali protette dell'Umbria sono sette, istituite a partire dagli anni '90, e coprono una superficie pari a circa il 7,5% dell'intero territorio dell'Umbria. I principali ambienti salvaguardati dai parchi nella regione sono quello montano e quello fluviale, preziosi relitti degli ambienti intatti degli Appennini o importanti stazioni per la protezione dell'avifauna stanziale e migrante. Nello specifico sono: il Parco del monte Cucco, il Parco del monte Subasio, il Parco del Lago Trasimeno, il Parco di Colfiorito, il Parco fluviale del Tevere, il Parco fluviale del Nera, e il Parco nazionale dei Monti Sibillini, che è condiviso con la regione delle Marche, dove ha sede l'ente parco.
parco monte cucco Parco del monte Cucco:
istituita nel 1995, l'area del parco del monte Cucco (1566 mt) è particolarmente ricca di reperti paleontologici. Si tratta, soprattutto, di ammoniti di diverse dimensioni (da alcuni centimetri a pochi millimetri). Di forte interesse speleologico sono le grotte del monte Cucco, la cui profondità è stata misurata in oltre 990 metri
parco monte subasio Parco del monte Subasio:
istituito nel 1995, il parco è costituito dal sistema montuoso che prende il nome dal monte Subasio con i suoi 1290 metri di altezza. Qui storia, natura e cultura si fondono, ed Assisi, il cui nucleo storico è nel Parco, ne costituisce la "porta" naturale. L'interesse del Parco è dovuto soprattutto per la presenza, al suo interno, dell'Eremo delle Carceri (dove san Francesco e i suoi seguaci si ritiravano - si "carceravano" - in preghiera) e per la grande varietà di flora presente.
lago trasimeno Parco del Lago Trasimeno:
istituito nel 1995, è il più grande dei parchi regionali umbri; il territorio si estende lungo il perimetro del lago Trasimeno e comprende le tre isole: Isola Polvese, Isola Maggiore e Isola Minore.
colfiorito Parco di Colfiorito:
istituito nel 1995, si tratta del parco più piccolo tra le aree protette dell'Umbria, ed è famoso per la sua zona umida di montagna, la palude, che è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dalla Convenzione internazionale di Ramsar.
parco tevere Parco fluviale del Tevere:
il Parco fluviale del Tevere nasce nel 1990 come area protetta del WWF. Il suo territorio si estende in 7 comuni della Provincia di Terni e passa anche presso la Comunità Montana dell'Amerino. Nel parco vi sono anche siti archeologici nei comuni di Baschi e Orvieto.
parco nera Parco fluviale del Nera:
istituito nel 1995, è stato definito il "parco delle acque" ed elemento caratterizzante è il tratto della Valnerina ternana. In particolare è rinomato per le gole della Valnerina e il grandioso salto della Cascata delle Marmore. Ma esiste anche un "parco nel parco": quello dell'archeologia industriale, con le grandi centrali idroelettriche e le fabbriche, nate grazie all'abbondanza di energia, ma oggi dismesse.
monti sibillini Parco nazionale dei Monti Sibillini:
istituito nel 1993, si estende a cavallo delle regioni Marche e Umbria. Le province interessate sono pertanto: Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Perugia.

Storia: La regione venne abitata in epoca protostorica dagli Umbri e dagli Etruschi.
Per secoli Umbri ed Etruschi si combatterono duramente per il dominio della regione, fino a quando, nel 299 a.C. le legioni romane iniziarono l'invasione del territorio umbro. Nel 295 a.C. dopo la battaglia di Sentino fu conquistata dai Romani, che vi stanziarono alcune colonie e ne attraversarono il territorio con la via Flaminia (220 a.C.). Gli Umbri divennero da allora fedeli alleati dei Romani, richiesti come soldati scelti e, secondo la tradizione, vero e proprio nerbo di molte legioni romane. Durante la seconda guerra punica e l'invasione di Annibale vennero combattute in territorio umbro la battaglia del Lago Trasimeno (217 a.C.), presso l'attuale Tuoro sul Trasimeno e la battaglia di Plestia (presso l'attuale Colfiorito, non lontano da Foligno). Nel 90 a.C. vennero concessi agli Umbri gli stessi diritti amministrativi e civili dei Romani, ossia lo status di cives romani. Durante la guerra civile scoppiata fra Marco Antonio e Ottaviano, Perugia divenne l'ultima roccaforte dei seguaci di Marco Antonio: assediata, capitolò e fu distrutta nel 40 a.C. e solo più tardi venne ricostruita per ordine dello stesso imperatore Augusto. Il territorio della regione, dopo la fine dell'impero romano vide le lotte tra Ostrogoti e Bizantini e la fondazione nella parte orientale della regione del longobardo ducato di Spoleto (indipendente tra il 571 e la metà del XIII secolo). Ai Bizantini rimase comunque il cosiddetto corridoio bizantino, striscia di territorio estesa lungo il corso del Tevere e facente capo all'Esarcato di Ravenna. Carlo Magno conquistò la maggior parte dei domini longobardi e li cedette al Papa. Con il crollo dell'impero di Carlo Magno, l'autorità del papato si consolidò fortemente e la Chiesa annetté città e territori umbri allo Stato pontificio, investendo i vescovi di ampi poteri secolari. Le città conquistarono una certa autonomia e furono spesso in guerra tra loro, inserendosi nel più generale conflitto tra papato e impero e tra Guelfi (sostenitori del potere temporale della Chiesa) e Ghibellini (fedeli all'imperatore). Nel XIV secolo nacquero diverse signorie locali che furono però assorbite dallo Stato Pontificio, sotto cui la regione rimase fino alla fine del XVIII secolo. Dalla prima metà del Cinquecento alla fine del Settecento quindi l'Umbria rimase ai margini della storia italiana, con il completo asservimento allo Stato Pontificio e la fine delle autonomie municipali. Con le vicende successive alla Rivoluzione francese fece parte della Repubblica romana (1789-1799) e dell'Impero napoleonico (1809-1814). Nel 1860 a seguito dei moti risorgimentali la regione entrò a far parte del Regno d'Italia.

san francesco Spiritualità e santuari:
L'Umbria mistica nasce con quello che sarà il fondatore del monachesimo: san Benedetto da Norcia (480-547). I monasteri da lui creati hanno fatto la storia e la cultura della religiosità. In Umbria i monasteri più importanti sono San Pietro, a Perugia, Sassovivo, nei pressi di Foligno, Santa Maria di Valdiponte, a Montelabbate vicino a Perugia, San Benedetto del monte Subasio, nei pressi di Assisi, San Salvatore di Monte Corona e l'abbazia di Petroia, nei pressi di Città di Castello. Nel XIII secolo ad Assisi nacquero due figure importanti per il cattolicesimo: san Francesco (1182-1226) e santa Chiara. Gli splendidi affreschi di Giotto, Cimabue, Lorenzetti e Simone Martini, presenti nella basilica assisana, fanno ben comprendere la potenza della religiosità medioevale e il fervore mistico del tempo. A Todi, nella cripta della chiesa di San Fortunato, riposa Jacopone da Todi, seguace di san Francesco. Ai monasteri benedettini e francescani si aggiunge la basilica e il monastero di santa Rita da Cascia, mentre a Terni troviamo la basilica dedicata a san Valentino, vescovo ternano decapitato a Roma nel 273. Vanno infine citati san Rinaldo di Nocera Umbra, sant'Ubaldo di Gubbio, san Feliciano di Foligno, e ancora la beata Angela da Foligno, santa Chiara da Montefalco, e san Rufino di Assisi.

giotto Produzione artistica:
Chiese romaniche, cattedrali gotiche, basiliche ed antichi palazzi stanno ancor oggi a testimoniare la grande produzione artistica che, dal XII al XVI secolo, diede all'Umbria capolavori immortali. Sull'onda del grande fervore religioso, impresso soprattutto dagli ordini mendicanti, gli artisti da tutte le parti d'Italia vennero nella regione a lavorare, facendo scuola con le loro opere straordinarie. Ma una disciplina, in particolar modo, segnò il trionfo artistico dell'Umbria: la pittura. Capiscuola con intere botteghe, maestri noti e meno noti, vennero in Umbria chiamati ad affrescare chiese e palazzi. Inizialmente artisti senesi e fiorentini, tra cui Giotto e Cimabue, lavorarono ad opere singole o a cicli, seguiti poi da artisti provenienti da tutta Italia ed infine da pittori locali che, per la loro bravura, raggiunsero le più alte vette della pittura rinascimentale italiana. Nel XV secolo assistiamo al nascere di una vera e propria scuola umbra con, tra gli altri, quello che è stato considerato il rappresentante più illustre: Pietro di Cristoforo Vannucci, detto il Perugino (1445-1523). Nato a Città della Pieve, in provincia di Perugia, si formò artisticamente alla scuola di Piero della Francesca e del Verrocchio a Firenze. Un altro importante pittore umbro fu Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio (1454-1513); nativo di Perugia, lo si può ritenere il più famoso decoratore del '400.

SITI UNESCO
(Perugia) Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani (2000)

Castelli, rocche, eremi e Abbazie dell?Umbria:

san cassiano Abbazia di San Cassiano:
il complesso abbaziale si trova nei pressi di Narni, sulle pendici scoscese del monte di S. Croce, in una posizione inusuale per tale tipologia di edificio, essendo difficilmente raggiungibile anche dall’attuale strada di accesso. L’abbazia fu fondata dai monaci benedettini e le prime notizie riguardanti il monastero risalgono al 1091.
san salvatore Abbazia di San Salvatore di Montecorona:
fra le più importanti abbazie benedettine umbre, si trova poco distante dalla città di Umbertide in contesto isolato.
Legata alla storia dell’ordine dei Camaldolesi, fu probabilmente fondata da san Romualdo nel 1008-1009. Divenne nel tempo sede di attività economiche e di una vasta tenuta, conservatasi intatta e tuttora tra le maggiori aziende agricole della regione. Una strada mattonata, collega l’Abbazia con l’Eremo di Montecorona che si trova sulla cima del monte.
santa croce Abbazia di Santa Croce di Sassovivo:
imponente alla vista, arroccata alle pendici del Monte Aguzzo, la sua mole di pietre calcaree si staglia sul cupo bosco di lecci che ricopre le pendici dei monti circostanti. È una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina nella Valle Spoletina.
santo eutizio Abbazia di Sant'Eutizio:
immersa all’interno del verde e suggestivo paesaggio della Valnerina, l'abbazia rappresenta uno dei primi esempi di insediamento eremitico in Umbria (V secolo d. C.), poi divenuto potente abbazia benedettina.
basilica san francesco Basilica di San Francesco:
all'interno del centro storico di Assisi, la poderosa costruzione della basilica di San Francesco (XIII secolo) occupa l'estremità occidentale del colle Asio. Formata dalla sovrapposizione di due chiese (Basilica Superiore e Inferiore) e dalla cripta, dove è conservato il corpo del santo, è da secoli meta di pellegrinaggi. L'interno custodisce capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini.
eremo delle carceri Eremo delle Carceri:
l'eremo (XIV secolo) è immerso entro una fitta selva all’interno del suggestivo territorio di tutela del Parco del Monte Subasio e gode di un bel panorama che si apre sulla Valle Umbra. A circa 4 Km da Assisi, sorge intorno l’antica chiesetta di Santa Maria delle Carceri, circondata da grotte naturali frequentate da eremiti già in età paleocristiana. Qui decise di ritrarsi in preghiera (si “carcerava”) anche san Francesco seguito dai suoi primi compagni. Il monastero vero e proprio venne costruito nel XV secolo su sollecitazione di Bernardino da Siena.
castello cavalieri malta Castello dei Cavalieri di Malta:
la struttura originaria del castello risale all’XI secolo. Fu costruita in una località anticamente chiamata Villa di Pian del Carmine con la funzione di Magione, ovvero di ricovero per i pellegrini che si recavano a Roma o a Gerusalemme, e che percorrevano la vicina via Francigena verso Santiago de Compostela. A partire dal 1200 vi si insediarono i Cavalieri Templari, il potente ordine religioso abilitato all’uso delle armi. La Magione passò quindi ai Cavalieri di San Giovanni di Rodi.
castello alviano Castello di Alviano:
il castello sorge sulle fondamenta di un nucleo fortificato del X secolo. Le mura del castello rinascimentale di Alviano ospitano, nelle grandi sale a volta del seminterrato, il museo della Civiltà Contadina e il museo dei Capitani di Ventura Umbri.
rocca di assisi Rocca Maggiore di Assisi:
nel punto più alto della città, la rocca (XIV secolo) è raggiungibile salendo da via porta Perlici, nei pressi della cattedrale di San Rufino, o percorrendo la circonvallazione esterna che arriva sulla cima del monte Asio. Anche se non ci sono riscontri certi si ipotizza che il sito avesse precedentemente ospitato una roccaforte umbra o etrusca. Visitare la struttura dà l’opportunità di osservare un significativo esempio di architettura militare trecentesca ancora ben conservato, godendo di un panorama tra i più suggestivi dell’Umbria.
rocca di narni Rocca Albornoziana di Narni:
la rocca risale al XIV secolo e si erge in posizione dominante su Narni e sulle gole del Nera. L’imponente edificio fa parte di quel sistema di fortezze che il papato, dopo Avignone, pose a presidio dello stato della chiesa appena riconquistato. Si consiglia una visita per godere dello splendido panorama sul territorio circostante oltre che per visitare i suoi spazi museali e il centro multimediale.
rocca flea Rocca Flea:
la rocca risale al X secolo ed è uno degli esempi più significativi di architettura militare difensiva umbra. Dal 1999 ospita la Pinacoteca comunale, la Raccolta della Ceramica Storica, un Centro multimediale e all’interno della Chiesa, l’Antiquarium con reperti archeologici che documentano il popolamento del territorio gualdese dalla preistoria all'alto medioevo.
rocca umbertide Rocca di Umbertide:
nel centro storico di Umbertide spicca il poderoso mastio della fortezza medievale progettata nel 1374. La costruzione è formata da un'imponente torre quadrata alta più di 30 metri e da altri tre torrioni merlati più bassi. Nella parte inferiore è provvista di spesse mura ed un tempo da porte dotate di ponti levatoi.

Località turistiche:

acquasparta Acquasparta:
Situata nell’area meridionale dell’Umbria, Acquasparta è un borgo medievale adagiato ai piedi di una collina dal quale domina la valle del Naia, affluente del Tevere. Il territorio, una delle zone più verdi dell’Umbria, era noto già in epoca romana come centro termale per le proprietà curative delle sue acque provenienti dalle sorgenti dell’Amerino e di Furapane. Da non perdere: Palazzo Cesi e la Chiesa di San Francesco.
assisi Assisi:
Situata nella parte centro-orientale dell’Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio da dove domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere. La città, che ha dato i natali a San Francesco (Patrono d'Italia) e Santa Chiara, si è imposta all’attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica “pietra rosata” del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l’atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. La Città di Assisi, unitamente alla quasi totalità del suo territorio, è stata inserita nella lista del patrimonio mondiale nell'anno 2000. Nella motivazione l’UNESCO ha sottolineato che Assisi costituisce un esempio unico di continuità storica di una città con il suo paesaggio culturale e l’insieme del sistema territoriale. Da non perdere: la Basilica di San Francesco, l'Eremo delle Carceri e la Basilica di Santa Maria degli Angeli.
bevagna Bevagna:
Situata nel cuore dell’Umbria, Bevagna è collocata al margine occidentale della piana di Foligno. Il colle della Valle Umbra dove sorge la città è circondato da una fertile pianura ricca di acque e coltivata a grano, viti ed olivi. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de “I Borghi più Belli d’Italia”. Da non perdere: il Palazzo dei Consoli, le Chiese romaniche di San Silvestro e di San Michele Arcangelo, l'Edificio termale di epoca romana.
cascia Cascia:
Situata nella parte sud-orientale dell’Umbria, Cascia sorge nella zona più montuosa della regione, vicino al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Adagiata sul colle S. Agostino, è circondata da superbi rilievi che scendono fino al fiume Corno, affluente del Nera. Città natale di Santa Rita, è uno dei principali centri spirituali dell’Umbria e meta di frequenti pellegrinaggi da tutto il mondo. Da non perdere: la Basilica e il monastero di Santa Rita, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di Sant'Antonio Abate.
citta della pieve Città della Pieve:
Situata nella parte occidentale dell’Umbria, Città della Pieve è adagiata in una posizione panoramica su una collina a forma di altopiano che domina la circostante Valdichiana e il vicino lago Trasimeno. Città ricca di arte e di storia, è la patria di Pietro Vannucci detto il Perugino, uno dei maggiori pittori del Rinascimento italiano. Da non perdere: il Palazzo della Corgna, la Chiesa di Santa Maria dei Bianchi, la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio.
citta di castello Città di Castello:
Situata nel versante nord-occidentale dell’Umbria, Città di Castello si distende lungo l’Alta Valle del Tevere ai confini con la vicina Toscana e non distante dalle Marche. Il territorio regala piacevoli sorprese al visitatore: è un’area ricca di storia e di monumenti, con una cultura secolare in un ambiente dove il rispetto della natura è accompagnato ad una vitale realtà industriale. Da non perdere: la Pinacoteca comunale e la Cattedrale.
corciano Corciano:
Situato nell’area nord-occidentale dell’Umbria, Corciano è un caratteristico borgo medievale che si erge su un colle ad ovest di Perugia, da cui dista solo 12 Km.
L’ambiente naturale, ricco di vegetazione, è dominato dal monte Malbe, sulla cui sommità sorge il Colle della Trinità. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de “I Borghi più Belli d’Italia”. Da non perdere: il Centro storico medievale, la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, il Castello di Pieve del Vescovo.
foligno Foligno:
Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Foligno si distende ai piedi dell’Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Monotre. Il territorio comprende la bella pianura della Valle Umbra, con i dolci rilievi collinari ed i contrafforti della dorsale appenninica. Da non perdere: il Duomo di San Feliciano, la Chiesa di San Francesco, l'Abbazia di Sassovivo.
gualdo tadino Gualdo Tadino:
Situata nella parte nord-orientale dell’Umbria, Gualdo Tadino sorge sul colle Sant’Angelo dominato dalla Rocca Flea ai confini con le Marche. In un contesto ambientale di notevole interesse paesaggistico, la città è un attivo centro manifatturiero con una specializzazione nella produzione di ceramica artistica a lustro in oro e rubino. Per la sua secolare tradizione ceramistica aderisce all’Associazione Italiana Città della Ceramica (marchio nazionale “Ceramica Artistica e Tradizionale”). Da non perdere: la Rocca Flea, la Chiesa di San Francesco, la Cattedrale di San Benedetto.
gubbio Gubbio:
Posta nella zona nord-orientale dell’Umbria, Gubbio è adagiata sulle pendici del monte Ingino da dove domina una fertile conca pianeggiante. La città dei Ceri (scelti come simbolo della Regione Umbria) è uno dei centri più importanti dell’Umbria ed è meta di un attento turismo d’arte. Per la sua secolare tradizione ceramistica aderisce all’Associazione Italiana Città della Ceramica (marchio nazionale “Ceramica Artistica e Tradizionale”). Da non perdere: il Palazzo dei Consoli, la Basilica di Sant'Ubaldo.
montefalco Montefalco:
Situato nell’area centro-orientale dell’Umbria, Montefalco sorge sul vertice di un colle ricoperto di olivi e viti che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere. Per la sua splendida posizione panoramica Montefalco è definita la “Ringhiera dell’Umbria”. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de “I Borghi più Belli d’Italia”. Da non perdere: la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di Sant'Agostino, il Palazzo Comunale.
narni Narni:
Situata nella parte meridionale dell’Umbria, Narni è una splendida città ricca di storia arroccata su uno sperone di roccia calcarea che domina il fiume Nera. Considerata il centro geografico d'Italia, in superficie conserva un ricchissimo patrimonio artistico accumulato in tremila anni di storia, e nel sottosuolo svela il passato di un’intera regione, dagli Etruschi al Medioevo, passando per i Romani. Da non perdere: la Rocca albornoziana, la Chiesa di San Domenico, Narni sotterranea.
Nocera Umbra:
Situata sulla sommità di uno sperone roccioso dal quale domina l’alta valle del fiume Topino, Nocera Umbra si trova lungo la via Flaminia che collega Foligno e Gualdo Tadino. La risorsa naturale più significativa del territorio sono le acque naturali: le qualità terapeutiche sono note fin dal XVI secolo, quando furono costruiti stabilimenti, sistemi di prelievo e di trasporto. Da non perdere: la Chiesa di San Francesco, il Duomo, le Terme in località Bagni di Nocera.
norcia Norcia:
Posta nell’area sud-orientale dell’Umbria, Norcia è situata sulle pendici dei monti Sibillini, al margine settentrionale dell'altopiano di Santa Scolastica, una fertile conca attraversata dai fiumi Sordo e Torbidone. Patria di San Benedetto, alla profonda spiritualità benedettina unisce il fascino della natura, le meraviglie dell’arte e la genuinità della gastronomia. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de “I Borghi più Belli d’Italia”. Da non perdere: la Basilica di San Benedetto, Piano Grande di Castelluccio, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
orvieto Orvieto:
A sud-ovest dell’Umbria, Orvieto è una spettacolare città di origine etrusca che si innalza su un’imponente rupe di tufo a dominio dell’ampia valle del fiume Paglia.
La città, che dispone di un ricco patrimonio artistico e culturale, porta con sé la magia e la forza di tremila anni di storia visibili nella struttura urbanistica medievale rimasta inalterata nel tempo. Per la sua secolare tradizione ceramistica aderisce all’Associazione Italiana Città della Ceramica (marchio nazionale “Ceramica Artistica e Tradizionale”). Da non perdere: il Duomo, il Museo Archeologico Nazionale, Orvieto sotterranea.
san gemini San Gemini:
Situato nella parte meridionale dell’Umbria, San Gemini sorge su una piccola collina lungo l'antico tracciato della Via Flaminia. Città ricca di storia, deve molta della sua notorietà per la presenza di una sorgente di acqua minerale, sfruttata fin dal 1889, e famosa per le sue proprietà curative derivanti dall’habitat naturale ed incontaminato dei Monti Martani. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de “I Borghi più Belli d’Italia”. Da non perdere: la Chiesa di San Gemine, l'Abbazia di San Nicolò, Carsulae.
spello Spello:
Posta nella parte centro-orientale dell’Umbria tra Assisi e Foligno, Spello è adagiata sulla pendice meridionale del monte Subasio da dove si affaccia sulla fertile valle del fiume Topino. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de “I Borghi più Belli d’Italia”. Da non perdere: il Teatro, l'Anfiteatro e le mura romane, la Chiesa di Santa Maria Maggiore (Cappella Baglioni), la Chiesa di San Claudio.
spoleto Spoleto:
Situata nell’area sud-orientale dell’Umbria, Spoleto è tra le più affascinanti città d’arte della regione. Per la ricchezza della sua storia, la varietà dei suoi beni culturali e l’importanza dei suoi eventi artistici è tra le mete turistiche più apprezzate dai visitatori. Da non perdere: il Duomo, la Chiesa di San Pietro, il Ponte delle Torri.
todi Todi:
Situata nella parte centro-meridionale dell’Umbria, Todi è una splendida città d’arte che sorge sull’alto di un colle dal quale domina la Media Valle del Tevere.
Per la ricchezza del suo patrimonio storico, artistico ed architettonico è una delle mete turistiche più apprezzate della regione. Da non perdere: il Tempio di Santa Maria della Consolazione, il Tempio di San Fortunato, la Piazza del Popolo.
umbertide citta Umbertide:
Situata nella parte settentrionale dell’Umbria, Umbertide sorge nel territorio dell’Alta Valle del Tevere in una verde vallata dominata dal Monte Acuto, una zona molto fertile grazie alla presenza del fiume Tevere, che l’attraversa per circa 50 chilometri. Da non perdere: la Rocca, la Chiesa e il Museo di Santa Croce, l'Abbazia e l'Eremo di Montecorona.

Enogastronomia umbra:

foor e.r. La tradizione è alla base della Cucina umbra, con piatti non sempre poveri o popolari. Poco influenzata dalle regioni vicine, si basa essenzialmente sulla carne e sui prodotti della terra, che vengono usati sia nelle grandi occasioni sia nel pasto quotidiano. È una cucina semplice, con lavorazioni in genere non troppo elaborate, che esaltano i sapori delle materie prime. Le radici della cucina umbra affondano nella civiltà degli Umbri prima (Etruschi per la zona tra Perugia e Orvieto) e dei Romani poi, con frequente uso di legumi e cereali. La tipologia può essere divisa in tre grandi aree che, grossomodo, corrispondono a quelle culturali e dialettali in cui si divide la regione. Tipica la lavorazione del maiale e la produzione di salumi, in particolare nella zona di Norcia, da cui il termine italiano "norcino" per indicare il produttore ed il venditore di salumi. Altri ingredienti "nobili" che ricorrono nei sapori umbri sono il tartufo e l'olio extravergine di oliva: di quest'ultimo la cucina umbra non può fare a meno.

Pane e farinacei:
Pane (sciapo) - il pane umbro (assieme al toscano e al marchigiano) è tradizionalmente sciapo, ossia nell'impasto non si usa sale.
La tradizione sciapa viene fatta risalire alla preparazione del pane nell'ambito della mezzadria umbra, con i contadini che lo auto producevano per il proprio sostentamento. In seguito, con la cosiddetta guerra del sale, in ribellione alla tassa imposta da Paolo III nel 1531 per l'uso di questo condimento su tutto il territorio pontificio, l'usanza divenne estesa e permanente.
Torta al testo (Perugia e Umbria settentrionale) - si tratta di un impasto di acqua, lievito, farina e sale che viene lasciato levitare e poi cotto sul testo, ossia un disco di pietra riscaldato sulle braci del focolare. La cottura è facilitata ponendo sull'impasto schiacciato un cerchio in metallo, anch'esso ricoperto da brace. Può essere assimilata ad una piadina romagnola spessa e larga; probabilmente, deriva da una focaccia che veniva preparata dai soldati romani sul testum, una tegola in laterizio. Questo alimento viene di solito consumato con una farcitura di salumi (prosciutto), di salsicce arrosto, oppure di salsicce ed erba campagnola lessa. Più insolita, e di recente introduzione, la farcitura con cioccolato fuso o Nutella. Questa ricetta è diffusa pressoché in tutta l'Umbria, ove viene conosciuta con nomi diversi: torta al testo nel perugino, trasimeno e media valle del tevere, crescia nell'eugubino, ciaccia nell'alta valle del Tevere verso il confine toscano.
Torta di Pasqua o Pizza di Pasqua - detta anche torta (o pizza) pasqualina (diffusa in gran parte dell'Umbria) - Si tratta di una pizza con farina, uova, formaggi, pecorino, pepe, sale a aromi naturali. Il formaggio viene aggiunto sfuso (pecorino e a volte parmigiano o altro grattugiato), in alcuni casi viene aggiunto anche a tocchetti (emmenthal o altro). La sua forma più diffusa è del tutto simile a quella del panettone e viene tradizionalmente consumata durante la festività pasquale. La pizza di Pasqua rappresenta l'alimento principe per la cosiddetta colazione di Pasqua, ossia l'abbondantissima prima colazione pasquale che si consuma tradizionalmente in molte case umbre. In essa, la pizza di Pasqua viene servita accompagnata da salame, ciavuscolo, capocollo e altri salumi, con vino e assieme a uova sode.

Tra i salumi più noti troviamo: il Ciavuscolo - insaccato spalmabile tipico delle Marche e in Umbria della Valnerina e della montagna folignate confinanti con la contigua regione; le Salsicce di cinghiale (Norcia) - l'impasto di queste salsicce è in realtà a base di maiale, ma ad essa viene aggiunta una buona percentuale di macinato di cinghiale; il Prosciutto di Norcia - è un prosciutto IGP prodotto nell'area di Norcia e comuni limitrofi.

I formaggi principali sono il Pecorino umbro - formaggio duro a base di latte di pecora; e la Ricotta salata – che viene lasciata stagionare per un paio di settimane e servita grattugiata.

Olio umbro:
Da secoli le colline umbre, soprattutto la fascia appenninica dove si arroccano Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello e Spoleto, sono ornate da continue coltivazioni di "piantoni" d'olivo. Da queste antiche coltivazioni nasce, grazie alla sapiente opera dei coltivatori umbri, tramandata nei secoli e già nota a Romani ed Etruschi, l'olio extravergine d'oliva. Le modalità di raccolta, trasporto, lavaggio, molitura e conservazione sono tutte finalizzate ad esaltare le caratteristiche tipiche di un prodotto affermatosi nei secoli; pertanto l'olio extra vergine di oliva prodotto in Umbria ha un colore verde brillante, sapore e aroma molto pronunciati.

Tartufi umbri pregiati:
Oltre ai tartufi bianchi ed al tartufo nero pregiato, esistono in Umbria almeno altre sette-otto specie di tartufi capaci di adescare il nostro palato lungo tutto l'arco dell'anno. L'Umbria, con il suo dolce paesaggio collinare di cui il bosco costituisce una parte predominante, è un'immensa tartufaia. Il tartufo nero pregiato umbro è la qualità prevalente e matura da novembre a marzo. Mentre il tartufo bianco è ancor più raro e pregiato perché vegeta ad una profondità superiore rispetto ad altri tartufi. Giunge a maturazione da ottobre sino a tutto dicembre, ma in zone particolarmente riparate lo si può trovare sino a tutto il mese di gennaio. Con il tartufo si preparano i piatti più prelibati di questa regione, come le classiche tagliatelle al tartufo, dal gusto un po' forte ma assolutamente da provare!

Vini e liquori:
I vini a Denominazione di origine controllata in Umbria sono undici: Orvieto, Lago di Corbara, Assisi (Grechetto, bianco, novello, rosato, rosso), Colli Altotiberini (bianco, rosato, rosso), Colli Amerini (bianco, rosso, Malvasia), Colli Martani (Grechetto, Grechetto di Todi Sangiovese Sangiovese riserva Trebbiano), Colli Perugini (bianco, rosato, rosso), Colli del Trasimeno (Cabernet Sauvignon, Cabernet Sauvignon riserva, Gamay, Gamay riserva, Grechetto, Merlot, Merlot riserva, bianco, bianco vin santo, bianco frizzante, bianco scelto, rosato, rosso, rosso frizzante, rosso novello, rosso riserva, rosso scelto, spumante classico), Montefalco, Rosso Orvietano, Torgiano (bianco, rosso, spumante). I vini a Denominazione di origine controllata e garantita sono due: il Torgiano Rosso Riserva ed il Montefalco Sagrantino (Rosso nelle tipologie Secco e Passito). L'Orvieto costituisce il 70% della produzione di vino a Doc dell'intera regione.
Tra i liquori si annoverano:
Amaro al tartufo nero - prodotto alcolico a base di erbe varie e un infuso di tartufo nero di Norcia.
Maniere (Perugia) - sciroppo fermentato del frutto del corbezzolo.
Vin Santo - vino ottenuto dalla spremitura di uva lasciata appassire per un paio di mesi, in luogo asciutto e ben aerato. Generalmente viene preparato nei mesi di dicembre-gennaio.
Viparo - si tratta di un amaro preparato a Terni da un unico produttore, la famiglia Morganti. Si prepara a partire da un infuso di erbe, radici e legni aromatici. Il nome viene dal latino vis paro, "genero forza".

Piatti tipici:
Ecco un elenco di piatti tipici umbri che potrete trovare in qualsiasi luogo di ristorazione della zona e gustare in tutta tranquillità immersi in un paesaggio da favola, accompagnando il pasto con dell'ottimo vino.

Tra gli antipasti troviamo:
Antipasto umbro - con questo termine si intende un piatto di salumi e formaggi servito in apertura. Esso si compone generalmente di una o più fette di prosciutto, salame, capocollo, lonza o salsiccia, associate con formaggio pecorino o caprino e una foglia di rucola.

Tra i primi piatti la scelta è vasta:
Gnocchi al sugo d'oca (Perugia) - gnocchi di patate serviti con ragù di oca (preferibilmente abbastanza giovane).
Pappardelle alla lepre - questa pasta, simile a delle tagliatelle molto larghe, viene tipicamente servita con un ragù a base di carne di lepre.
Strangozzi, o Strozzapreti, o Ciriole - si tratta di una pasta simile alle tagliatelle, ma senza uova, con sezione piuttosto spessa rispetto alle tagliatelle e lunghezza inferiore. A Terni detti ciriole.
Strangozzi al tartufo - generalmente tartufo nero pregiato di Norcia, ma anche il meno pregiato scorzone estivo od il pregiatissimo e raro tartufo bianco, tipico dell'Alta Valle del Tevere, dell'Eugubino Gualdese e dell'Orvietano.

Come secondi piatti potrete gustare:
Agnello scottadito e Castrato scottadito
Lumache (folignate) - le chiocciole terrestri vengono raccolte a mano e preparate cotte in diversi modi.
Fagiano in salmì - cacciagione.

E...Dulcis in fundo:
Fave dei morti (Perugia) - sono dei biscottini di forma ellittica preparati con un impasto di mandorle finemente triturate, zucchero ed uova. Si consumano in occasione delle festività dei primi giorni di novembre.
Mostaccioli - in periodo di vendemmia, vengono preparati aggiungendo all'impasto del pane anice, mosto e zucchero. Si fa un piccolo filoncino, che viene cotto una prima volta, affettato, e biscottato.
Panpepato (Terni) - è fatto da un impasto a base di cacao, nocciole, zucchero e pepe.

 

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