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Il Trentino Alto Adige (in tedesco Trentino-Südtirol e in ladino Trentin-Südtirol) è una regione dell'Italia nord-orientale di circa un milione di abitanti con capoluogo Trento. Corrisponde alla parte più meridionale del Tirolo, regione storica dell'Impero Asburgico, recentemente rilanciata con l'istituzione, nell'ambito dell'Unione Europea, dell'Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino. Il Trentino-Alto Adige è formata da due aree storico-culturali e amministrative: a nord l'Alto Adige, corrispondente alla provincia autonoma di Bolzano, e a sud il Trentino, corrispondente alla provincia autonoma di Trento. Confina a nord con l'Austria, a sud ed est col Veneto ed a sud e ovest con la Lombardia, a ovest con la Svizzera. Nell'uso quotidiano italiano spesso la regione viene erroneamente indicata con la sola denominazione di Trentino, che indica in realtà il solo territorio corrispondente alla provincia autonoma di Trento.
Etimologia (origine del nome): La prima parte del nome fu assegnata quando nacque la città di Trento, deriva quindi da tridentum (triforcazione). La seconda parte del nome si riferisce alla linea di confine che è posta nella valle dell'Adige.
Geografia: In Trentino si parla l'italiano, ma è largamente diffuso per cultura e tradizione il dialetto trentino, parlato nei centri principali e nelle valli (dove si possono riscontrare varianti dalle differenze anche piuttosto marcate). Sul territorio sono poi presenti minoranze linguistiche germanofone (valle dei Mocheni, altopiano di Luserna) e ladine (val di Fassa). Dal punto di vista geologico la Provincia di Trento presenta complessi montuosi di origine diversa. Nel lembo occidentale del Trentino, a confine con la Lombardia, dominano per la loro struttura massiccia, la presenza di nevi perenni (tra le più estese d'Italia) e le loro elevazioni l'Adamello e la Presanella, formati da diorite tonilica. Attraversando la valle del fiume Noce, si arriva nel settore dominato dal gruppo dell'Ortles-Cevedale. Esso è costituito soprattutto da scisti cristallini ed è caratterizzato da ampi ghiacciai.
In Trentino sono poi presenti diversi gruppi dolomitici, costituiti cioè da dolomia, doppio carbonato di calcio e magnesio. Nella parte occidentale della Provincia, le Dolomiti di Brenta rappresentano l'unico complesso dolomitico situato a ovest del fiume Adige. Nella parte orientale della Provincia si estendono poi altri gruppi dolomitici, spesso in continuità con il Veneto e il vicino Alto Adige. Fra questi, basti ricordare la Regina delle Dolomiti, la Marmolada, l'estrema varietà di forme, paesaggi e guglie delle Pale di San Martino (gruppi condivisi con la provincia di Belluno); il massiccio castello del Gruppo del Sella (condiviso con le province di Belluno e Bolzano); i pinnacoli e i campanili del Latemàr e le inconfondibili forme del Sassolungo e del Catinaccio (situati fra Trentino e Alto Adige).
Nel Trentino orientale sono presenti poi l'ampia catena montuosa del Lagorai e il massiccio granitico della Cima d'Asta, che rappresentano i territori più incontaminati e selvaggi della Provincia. Infine, meno elevate ma non meno importanti sono le vette della Paganella e del Monte Bondone, non lontani dal capoluogo, nonché le porzioni trentine delle Prealpi venete, costituite dai settori settentrionali del Monte Baldo, dei Monti Lessini, delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, al confine meridionale con il veneto.
Storia:
Dai primi insediamenti all'età romana:
Il cambiamento del clima circa 10.000 anni fa, resosi più mite e meno rigido, permise l'insediamento di popolazioni sedentarie nel territorio del Trentino, in particolare in prossimità di corsi d'acqua e piccoli laghi. All'Età del Bronzo risalgono alcune importanti strutture abitative in legno (palafitte), edificate su pali in legno in prossimità di ambienti lacustri. Scavi archeologici realizzati negli anni 30 nei pressi della sponda meridionale del lago di Ledro, in comune di Molina di Ledro, hanno portato alla luce un importante insediamento che viene fatto risalire a circa 2000 anni prima di Cristo. Attorno al VI secolo a.C. si insediò nel territorio provinciale, come del resto in buona parte dell'arco alpino centrale ed orientale, la popolazione dei Reti, che si stabilì nelle diverse vallate e in particolare nel Trentino occidentale (reperti importanti sono stati rinvenuti ad esempio a Sanzeno in Val di Non, nell'altopiano della Paganella, a Stenico nelle Giudicarie esteriori). I primi contatti fra Reti e Romani risalgono al III secolo a.C., ma solo nel I secolo iniziò l'espansione romana verso nord. Nel 49 a.C. Tridentum divenne municipium romano e assunse i caratteri del più importante centro economico, commerciale e politico della Regione.
Dall'Alto Medioevo al Principato Vescovile:
In parallelo alla crisi dell'Impero Romano, ormai evidente tra il IV e il V secolo d.C., si assistette a un'ampia opera di evangelizzazione delle vallate del Trentino, in particolare dovuta alla dedizione di San Vigilio, terzo vescovo di Trento e poi partono della città, e dei missionari anatolici evangelizzatori dell'Anaunia, Sisinio, Martirio e Alessandro. Dopo le incursioni dei Goti, una buona parte del Trentino venne inclusa nel Ducato longobardo di Trento retto per primo dal duca Evino († 595), per alcuni aspetti il primo vero fondatore dell'unità territoriale trentina, e poi dal cattolico Gaidoaldo. In seguito il ducato venne conquistato da Carlo Magno (774) assieme al restante regno longobardo. Infine il Trentino venne integrato nel Sacro Romano Impero nel corso del IX secolo per opera degli Ottoni. L'origine del Principato Vescovile di Trento risale al 1027 (secondo alcuni storici al 1004), quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II il Salico decise di affidare il potere temporale sull'area geografica trentina al vescovo di Trento, creando il Principato Vescovile di Trento. Questa istituzione politica resistette per otto secoli e garantì autonomia di governo al Trentino rispetto al Sacro Romano Impero Germanico. Il principe vescovo di Trento era infatti dotato di potere politico e aveva pari dignità rispetto a tutti gli altri principi dell'Impero. La parziale indipendenza politica che derivò da questo tipo di istituzione non godette però sempre del sostegno dei Duchi d'Austria, che più volte tentarono di diminuire il margine di libertà del Principato. Un accordo (1339) con il re di Boemia permise al vescovo Nicolò da Bruna, già cancelliere reale, di riorganizzare l'esercito del Principato e di dotarsi dello stemma raffigurante l'aquila di San Venceslao, tuttora simbolo della Provincia, saldando i legami fra il Trentino e la Boemia. Seguirono periodi piuttosto turbolenti, con interventi militari tirolesi e rivolte contadine che misero in discussione l'autorità del vescovo. L'esercizio del potere temporale da parte del vescovo era limitato per il fatto che a questi non era concesso esercitare direttamente le pene capitali (Ecclesia non sitit sanguinem) né occuparsi direttamente di questioni militari (der Pfaffe ist nicht wehrhaf). Per queste incombenze, importanti nel Medioevo e imprescindibili per un'autentica sovranità, il vescovo doveva dunque ricorrere ad altri, chiamando (ad vocare) un feudatario di sua fiducia. È in questo momento che i conti di Tirolo (conti venostani - dal toponimo Tirolo, vicino a Merano) entrano a far parte della storia del principato vescovile tridentino, riuscendo gradualmente ad assumere (spesso mediante usurpazioni violente) il controllo militare delle regioni che corrispondono oggi a Trentino-Alto Adige e Tirolo del Nord e a mettere in discussione l'autorità politica del vescovo. Nel corso del XIV secolo si assistette infatti ad una serie di tensioni tra il vescovo trentino e i conti tirolesi: questi ultimi tentarono in molti modi di imporre la loro autorità, cercando di limitare i poteri vescovili e di subordinare il principato alla politica tirolese, in cambio di protezione militare del territorio. Ma tra il Principato trentino e la Casa di Boemia si era instaurato un rapporto di fedeltà e fiducia: Carlo di Boemia, figlio del re Giovanni, aveva portato con sé in Trentino il cancelliere Nicolò da Bruna che nel 1337 venne eletto vescovo principe di Trento grazie al sostegno del re boemo. Sempre più minacciato dai tentativi di secolarizzazione e inglobamento da parte dei conti del Tirolo, Nicolò si rivolse al re Giovanni di Boemia ottenendone l'appoggio politico necessario per riuscire a conservare l'indipendenza.
Età moderna e contemporanea:
Il "rifondatore" del Principato tridentino è considerato il cardinale Bernardo Clesio (1514-1539), principe sensibile alla cultura umanistica, protagonista di una riqualificazione architettonica di Trento e uno dei più importanti organizzatori del Concilio di Trento (1545-1563). A Clesio succedettero al vertice della Chiesa tridentina quattro membri della potente famiglia Madruzzo (i cardinali Cristoforo, Ludovico e Carlo Gaudenzio e il vescovo Carlo Emanuele), che mantennero il Principato al centro degli equilibri della Regione per più di un secolo (1539-1658).
Nel XVIII secolo il Principato perse gran parte della propria autonomia a favore del Tirolo. Terminata l'esperienza dell'invasione napoleonica (1815), alla quale gli abitanti delle valli trentine si opposero partecipando attivamente alla resistenza guidata dal patriota tirolese Andreas Hofer, il Principato Vescovile venne sciolto e il Trentino cessò di godere di una propria autonomia, entrando a far parte della Contea del Tirolo, abitata in maggioranza da popolazioni di lingua tedesca. Pur essendo il Trentino nel complesso ben amministrato e avendo propri rappresentati alle Diete di Innsbruck e Vienna, nella seconda metà dell'Ottocento si formò un movimento filo-italiano (Irredentismo) (anche come risposta al centralismo austriaco e ai tentativi di germanizzazione), costituito soprattutto da intellettuali (come Cesare Battisti) e poco sentito dalla popolazione rurale, che sosteneva l'annessione della Provincia al Regno d'Italia. Prima dell'avvento della Grande guerra le autorità austriache allestirono una linea di fortificazioni per la difesa dei confini meridionali dell'Impero. Esempi ne sono la Festung Trient, la Fortezza di Trento, con i suoi innumerevoli forti che circondano la città, e le fortezze degli altipiani trentini, come il Forte Campo Luserna. Il territorio del Trentino divenne uno dei principali teatri di guerra nel corso del primo conflitto mondiale (1915-1918) tra Regno d'Italia e Austria-Ungheria, che causò distruzioni enormi. Dall'ordine di mobilitazione emanato dall'Imperatore Francesco Giuseppe il 31 luglio 1914, oltre 60.000 trentini combatterono nell'esercito austro-ungarico, prima sul fronte orientale contro russi e serbi (1914-1917) e dal 1915 anche sul fronte meridionale, contro gli italiani. I soldati trentini pagarono un tributo pesantissimo: circa 10.500 caduti ed altre migliaia di feriti e prigionieri. Decine di migliaia poi i civili, abitanti dei paesi a ridosso del fronte, che furono costretti ad abbandonare le proprie case ed evacuati in campi profughi. Con il Trattato di Versailles (1919) il Trentino venne annesso all'Italia e con la neocostituita provincia di Bolzano entrò a far parte della regione della Venezia Tridentina. Nel secondo dopoguerra, in base all'accordo (1948) fra il ministro degli esteri italiano (il trentino Alcide Degasperi, che seppe abilmente far estendere al Trentino, sebbene abitato quasi esclusivamente da italiani, l'autonomia concessa alla minoranza tedesca dell'Alto Adige ) e quello austriaco (Karl Gruber), venne costituita la Regione Autonoma Trentino Alto Adige. Nel 1972, a causa dell'insoddisfazione altoatesina nei confronti dell'istituto regionale, percepito come centralista e poco attento alla diversità della minoranza tedesca, gran parte delle deleghe venne attribuite alle due province, che divennero autonome, mentre la regione divenne un semplice organo di raccordo fra le politiche del Trentino e quelle dell'Alto Adige.
Castelli del Trentino Alto Adige:
Castel Tirolo:
E' il più importante castello dell'Alto Adige e si può dire dell'intero Tirolo. Questa rocca principesca, che i Tirolesi chiamarono "das Herz des Landes" (il cuore del paese), fu costruita su di un colle morenico - che da un lato precipita a picco - nella prima metà del secolo XII, dai Conti di Venosta (poi divenuti del Tirolo), i quali, in quell'epoca, si trasferirono stabilmente, a monte di Merano. Il castello è oggi di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano, che lo ha trasformato in museo storico etnografico.
Castel Coira:
E' uno dei più grandi e ben conservati manieri dell'Alto Adige, incastonato in uno scenario paesaggistico unico, con alte cime come sfondo, tra cui il massiccio gruppo dell'Ortles. Il castello venne fato costruire nel 1253 dai vescovi di Coira a fini prettamente difensivi, onde proteggere nobili Signori e le vallate sottostanti.
Castel Tures:
E' un castello molto ricco di fascino e suggestione, sia esternamente che internamente. Innanzitutto si erge in una posizione splendida, a ridosso delle Alpi Aurine a dominare la rigogliosa vallata. Il maniero presenta inoltre bellissime mura antiche che lo cingono ed alte torri circolari e quadrate che si stagliano nel cielo. Gli interni sono anch'essi imperdibili.
Castello di Rodengo:
Fu eretto nel XII secolo su volere di Friedrich I von Rodank, che ne restò proprietario fino al XIV secolo. Il maniero, oggi in buono stato di conservazione, è uno dei più grandi nella provincia di Bolzano ed è caratterizzato da una possente architettura fortificata che troneggia nel cuore di Rodengo.
Castello Principesco:
Venne fatto costruire nella seconda metà del XV secolo dal duca Sigismondo d’Austria, che lo volle, come abitazione cittadina. Per tutto il Cinquecento il Castello rimase una residenza principesca. Il Castello venne aperto al pubblico nel 1880. Oggi conta più di 20.000 visitatori all’anno.
Castel Mareccio:
E' stato costruito nel Duecento. E' un maniero splendido, chiaro esempio di architettura fortificata medievale. Il castello appare oggi in ottime condizioni, compresi gli interni, nei quali si trovano saloni che accolgono importanti affreschi, volte a cassettoni e camini antichi. Dopo anni di attento restauro l'Azienda del Turismo di Bolzano lo ha trasformato in un prestigioso centro congressi.
Castel Tasso:
Venne fatto costruire nel XII secolo. Il castello, sicuramente tra i meglio conservati di tutto l'Alto Adige, si proietta in verticale secondo un fiabesco impianto architettonico, creando un'atmosfera molto romantica attorno a se. Cinto da un'alta muraglia merlata, sorge in mezzo ad un'area paludosa da tempo bonificata ed è raggiungibile tramite un suggestivo sentiero nelle rocce.
Castello di Rovereto:
Il Castello venne fatto costruire nel Trecento dai nobili di Castelbarco, che lo organizzarono quale piazzaforte del proprio potere feudale in Val Lagarina. Il maniero ha un'immagine austera, tipica di una roccaforte voluta prettamente per scopi difensivi.
Castello del Buonconsiglio:
Antica residenza dei vescovi di Trento, ha origini molto antiche in quanto iniziò ad essere costruito nel 1100. Concluso completamente tre secoli più tardi, arriva ai giorni nostri in ottimo stato di conservazione e con i tre nuclei originari ancora ben visibili.
Castello di Drena:
Ha origini molto antiche. Si pensa infatti che sia nato come maniero-fortezza sorgendo su di un antico castelliere preistorico. Dopo il Medioevo, grazie ai signori di Drena che se ne impossessarono attorno al 1175, venne trasformato in una autentica e splendida fortezza. Notevole è l'altezza della torre centrale, che raggiunge quasi i 30 metri.
Castello di Arco:
E' stato costruito nel XII secolo su volere della famiglia Arco. Oggi il castello, di proprietà del Comune di Arco, è in buono stato di conservazione ed appare splendido sull'altura in cui è sito, a dominare il paese ed il Lago di Garda. Per la sua posizione, il castello ispirò molti artisti, tra i quali il Durer che nel '400 lo dipinse in un famoso acquerello oggi al Louvre.
Castel Pietra:
Il maniero, grazie anche ad importanti lavori di restauro avvenuti di recente, appare oggi in tutta la sue bellezza. Questo splendido castello, che si erge su di una roccia, ha un'architettura di pregio notevole e persino il Machiavelli ne rimase affascinato.
Località turistiche:
Le principali località turistiche sono centri a carattere montano, caratterizzate dalla presenza di numerosi impianti di risalita, spesso parte di ampi caroselli sciistici, e di strutture per la pratica degli sport invernali.
Il centro più mondano della Provincia è Madonna di Campiglio, adagiata a 1.550 metri, sorta in una conca tra le Dolomiti di Brenta e le nevi perenni dell'Adamello e della Presanella, antica sede di un ospizio medievale dedicato a Santa Maria. A Campiglio (pista 3-Tre) vengono spesso disputate gare di slalom speciale della Coppa del Mondo di sci alpino. Accomunato dalla stessa origine, nel Trentino orientale si è sviluppato San Martino di Castrozza, attorniato dai prati un tempo custoditi dall'antico monastero di San Martino e Giuliano e dalle vette del più esteso fra i gruppi dolomitici, le Pale di San Martino. La località, situata nel Primiero, è considerata da molti la zona più bella delle Dolomiti. Sempre nella Valle di Primiero è presente un altro borgo storico ricco di fascino, Fiera di Primiero, situato proprio ai piedi del summenzionato massiccio delle Pale.
Da San Martino, valicando il Passo Rolle si giunge in Val di Fiemme (fra i centri maggiori, Cavalese, Predazzo e Tesero), vallata ricca di foreste e nota come importante centro sportivo, soprattutto per lo sci nordico, del quale ha organizzato due mondiali (1991 e 2003); a nord di Fiemme si estende la terra dei Ladini, la Val di Fassa, formata da diversi piccoli centri (i più grandi e forse i più conosciuti sono Moena e Canazei) e scolpita da alcuni fra i più rilevanti gruppi delle Dolomiti (Marmolada, Sella, Catinaccio). Numerose sono le frazioni adagiate sugli altopiani di Folgaria e Lavarone, antiche comunità di origine cimbra e importanti centri turistici sia estivi che invernali, non lontano dal confine con il Veneto.
Nel Trentino occidentale, le due stazioni di Folgarida e Marillevaunite al comprensorio del Passo del Tonale e al paese di Peio rappresentano i maggiori centri sciistici della Val di Sole. Infine, località turistiche di primo piano sono i paesi (Andalo, Molveno e Fai) adagiati tra le pendici della Paganella e il cuore del Gruppo Dolomitico del Brenta.
Altre zone interessate da impianti di risalita per la pratica dello sci sono l'altopiano di Brentonico, il Passo Brocon, la Panarotta e il Monte Bondone.
Enogastronomia del Trentino Alto Adige:
La ricca tradizione culinaria del Trentino affonda le proprie radici nella storia della gente di montagna. Piccoli insediamenti, di economia quasi esclusivamente rurale dove, come spesso accade, la caratteristica principale era l'estrema povertà. Povertà dovuta a svariati fattori, sicuramente le condizioni climatiche che danno alla stagione di raccolta dei prodotti della terra uno spazio veramente breve (e comunque un unica raccolta annuale, a differenza di molte altre regioni italiane), a questo si vanno però ad aggiungere la difficoltà delle coltivazioni, vista la scarsa disponibilità di terreno utile in zone montane, e come se non bastasse anche la difficoltà negli scambi : Il "Mercato" si trovava nei centri più grossi, non sempre facili da raggiungere. Per questo oggi troviamo una ricca panoramica di prodotti e ricette che si sono arricchite con il tempo, e che ricordano forse solo lontanamente le ricette o i prodotti originali per ovvie ragioni di mercato, ma che rispecchiano tutt'ora il tipo di prodotti e di lavorazione che li ha fatti crescere da alimenti di uso quotidiano a prelibatezze tipiche.
Primi tipici:
bucatini alla leggera, minestrone di zucca, riso e polipetti, semolino saporito, polenta, gnocchetti de pujna (ricotta), canederli (knoedel), strangolapreti
Secondi tipici:
luganega, smacafam, torta di patate, titlen
Dolci:
grostoi, Kaiserschmarrn, strudel, straboi,
Vari:
brezel, groestl, crauti,pane nero
Vini:
Alto Adige Doc, Atesino delle Venezie, Caldaro Doc, Casteller Doc, Colli di Bolzano revocato nel 1995 Doc, Delle Venezie , Meranese di collina revocato nel 1995 Doc, Mitterberg tra Cauria e Tel, Mitterbeg zwischen Gfrill und Toll o Mitterbeg , Santa Maddalena revocato nel 1995 Doc, Sorni revocato nel 1995 Doc, Terlano revocato nel 1995 Doc, Teroldego Rotaliano Do, Trentino Doc, Trento Doc, Valdadige Doc, Vallagarina , Valle Isarco revocato nel 1995 Doc |
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