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La Toscana è una delle maggiori ed importanti regioni italiane per patrimonio storico, artistico, economico, culturale e paesaggistico. Posta nell'Italia centrale, confina a nord-ovest con la Liguria, a nord con l'Emilia-Romagna, a est con le Marche e l'Umbria, a sud con il Lazio. Ad ovest, i suoi 397 km di coste continentali sono bagnati dal Mar Ligure nel tratto centro-settentrionale tra Carrara (confine con la Liguria) e il Golfo di Baratti; il Mar Tirreno bagna invece il finale tratto costiero meridionale tra il promontorio di Piombino e la foce del Chiarone, che segna il confine con il Lazio. La Toscana amministra anche le isole dell'Arcipelago Toscano, oltre ad una piccola enclave situata all'interno dei confini delle Marche, appartenente al comune di Badia Tedalda, di cui sono divenute frazioni le località ivi situate.
Etimologia (origine del nome): Il nome Toscana deriva da Tuscia che si riferisce al nome del popolo che ivi abitava, i Tuschi (Etruschi). Da qui è derivato l'aggettivo tuscus, tuscanicus fino a tuscanus (toscano). Infatti la zona era conosciuta anche come Etruria.
Geografia: Il territorio toscano è per la maggior parte collinare (66,5%); comprende alcune pianure (circa l'8,4% del territorio) e importanti massicci montuosi (il 25,1% della regione).
Monti:
I monti principali sono: il Monte Prado (2054 m), il Monte Giovo (1991 m), il Monte Rondinaio (1964 m), il Monte Pisanino (1946 m) e l'Alpe delle Tre Potenze (1940 m). Il Monte Amiata (1738 m) è un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Si può far risalire la sua ultima eruzione a circa 700.000 anni fa. Inoltre, è' la più importante stazione sciistica della Toscana meridionale.
Fiumi:
L'Arno: Il principale corso d'acqua della Toscana è l'Arno, ed è anche il maggior fiume dell'Italia centrale dopo il Tevere. Ha una lunghezza totale di 241 km.
Il fiume in autunno è soggetto a piene assai violente ed impetuose, spesso causa di devastanti alluvioni. La più devastante a memoria d'uomo fu quella del 4 novembre 1966 che sfiorò secondo alcune stime 2.500 mc/sec a Pisa, 3.540 a Rosano e ben 4.500 a Firenze (che ne fu pesantemente investita): allora l'Arno esondò dalle arginature invadendo ampie zone del Casentino, della piana empolese e pisana, e soprattutto l'intero centro storico di Firenze, causando decine di vittime e danni incalcolabili al patrimonio artistico e monumentale della città; a Pisa crollò anche uno dei principali ponti cittadini. L'alluvione del 1966 è solo l'ultima in ordine di tempo di una serie di piene distruttive che nei secoli cambiarono numerose volte il volto di Firenze: nota infatti è la disastrosa alluvione del maggio 1333, che distrusse il ponte romano che insisteva sul sito dell'attuale Ponte Vecchio e che travolse la Statua Mutila, che secondo i cittadini rappresentava Marte, antico patrono della città di Firenze. In tutta Firenze, e in molte altre città e paesi lungo il corso del fiume, sono visibili segni affissi per ricordare il livello di piene di diverse epoche. Gli altri fiumi principali sono: l'Ombrone (161 km), il Serchio (111 km) e il Cecina (73 Km)
Laghi:
Tra i laghi principali ricordiamo: il Lago di Bilancino, un invaso artificiale (5,0 km²), il Lago di Chiusi (3,9 km²), il Lago di San Casciano (2,0 km²) e il Lago di Montepulciano (1,9 km²).
Isole:
Le isole principali della Toscana sono: l'Isola d'Elba, l'Isola del Giglio, l'Isola di Capraia, l'Isola di Montecristo e l'Isola di Pianosa.
Rilievi e colline:
Sia a nord che a est la Toscana è circondata dagli Appennini ma il territorio è prevalentemente collinare. Tuttavia, nella regione si trovano altri rilievi montuosi degni di nota al di fuori della dorsale appenninica, le Alpi Apuane a nord-ovest, il Monte Pisano tra Pisa e Lucca, la Montagna pistoiese a nord di Pistoia, i Monti della Calvana a nord di Prato, i Monti del Chianti tra le province di Siena e Arezzo, il Pratomagno a est, le Colline Metallifere a sud-ovest tra le province di Livorno, Pisa, Siena e Grosseto e i massicci del Monte Amiata e del Monte Cetona a sud-est.
Tra i sistemi collinari, nella parte centrale della regione ritroviamo, da ovest a est, le Colline livornesi, le Colline pisane, le Balze di Volterra, il Montalbano, le colline del Chianti e i rilievi collinari della Valtiberina. L'area meridionale della regione si caratterizza ad ovest per le Colline Metallifere, le colline della Val di Merse, le Crete Senesi, i rilievi collinari della Valle dell'Ombrone, le Colline dell'Albegna e del Fiora, l'Area del Tufo e i rilievi collinari della Val d'Orcia e della Val di Chiana.
Pianure e valli:
In Toscana si trovano aree pianeggianti sia lungo la fascia costiera che nell'entroterra. Il litorale comprende le pianure della Versilia, l'ultimo tratto del Valdarno Inferiore (che si apre nella Piana di Pisa) e la Maremma (la pianura più estesa), mentre nell'entroterra la pianura principale è il Valdarno che si sviluppa da est ad ovest lungo il corso dell'omonimo fiume, comprendendo le città di Arezzo, Firenze e Pisa. Altre pianure dell'interno sono la conca intermontana che comprende le città di Firenze, Prato e Pistoia (in continuità del medio Valdarno), la Piana di Lucca, la Valdinievole, la Valdera, la Valdelsa, la Val di Chiana, la Val di Cecina, la Val di Cornia, la Val d'Orcia e la Valle dell'Ombrone.
Aree naturali protette:
Le aree naturali protette coprono quasi il 10% del territorio regionale, per una superficie totale di 227.000 ettari. Ne fanno parte tre parchi nazionali, di cui uno, il Parco nazionale Arcipelago Toscano, ricade interamente in Toscana mentre gli altri due sono condivisi con l'Emilia-Romagna (Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano). Vi sono poi 3 parchi regionali (Parco naturale della Maremma, Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli e Parco naturale regionale delle Alpi Apuane), 2 parchi provinciali (Parco provinciale dei Monti Livornesi e Parco interprovinciale di Montioni), 36 riserve naturali statali (ad esempio, la Riserva naturale Abetone e la Riserva naturale Vallombrosa), 37 riserve naturali provinciali e 52 A.N.P.I.L. (Aree Naturali Protette di Interesse Locale, come, ad esempio, quella della Val d'Orcia). Nell'ambito della rete Natura 2000 sono stati inoltre proposti 123 SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e 30 ZPS (Zone di Protezione Speciale).
Storia: La storia della Toscana abbraccia un lunghissimo periodo di tempo, che spazia dalla preistoria ai giorni nostri, risultando fondamentale dal Medioevo in poi per la nascita della lingua italiana.
Le origini
Le prime tracce certe della presenza umana nella regione risalgono al II millennio a.C., grazie al rinvenimento di resti di villaggi su palafitte risalenti all'età del bronzo e quella del ferro, venuti alla luce in varie zone della regione. Tra il X e l'VIII secolo a.C., l'età del ferro trova la sua massima espressione nella civiltà villanoviana.
Gli Etruschi
Verso l'VIII secolo a.C. appaiono le prime testimonianze della presenza, in tutto il territorio dell'Italia Centrale, di un popolo misterioso e straordinario: gli Etruschi. Da essi, l'attuale territorio regionale prese il nome di Etruria. Delle ricche e fiorenti città etrusche meridionali restano oggi straordinari reperti soprattutto nella zone della Maremma, del litorale livornese, dell'entroterra senese e grossetano. Di eccezionale importanza sono le necropoli etrusche degne di nota, come Sovana, Vetulonia e Populonia. Anche nella Toscana settentrionale esistevano numerosi insediamenti, ma più isolati. Tra questi Fiesole, Volterra, Cortona.
I Romani
Nel III secolo a.C. gli Etruschi furono sconfitti dalla potenza militare di Roma e la Toscana venne così conquistata dai Romani, che si insediarono presso le preesistenti località etrusche, oltre a fondare nuove città come Florentia e Cosa, attualmente una delle meglio conservate, con le mura, il foro, l'acropoli e il capitolium, sorto originariamente come Tempio di Giove.
Il Medioevo
Dopo la caduta dell'Impero Romano la regione passò attraverso le dominazioni ostrogota e bizantina, prima di divenire oggetto di conquista da parte dei Longobardi (569), che la eressero a ducato con sede a Lucca (Ducato di Tuscia). Attorno al XII secolo inizia il periodo dei liberi Comuni, e Lucca diventa il primo comune in Italia. Nascono le prime forme di democrazia partecipativa e le associazioni di arti e mestieri, che fecero della Toscana un irripetibile esempio di autonomia culturale, sociale ed economica. Fra le città della regione si impone ben presto, per motivi culturali ed economici ma anche militari, il Comune-Signoria di Firenze. Nel Medioevo in molti comuni toscani vennero realizzate grandiose piazze con cattedrali, basiliche ed imponenti palazzi pubblici e vie con pregevoli edifici privati. Il romanico pisano ha lasciato straordinarie cattedrali, influenzando molte altre zone del Mediterraneo. Nelle aree rurali si svilupparono caratteristici borghi, castelli e fortificazioni e vennero costruite numerose pievi e abbazie. A partire dal XIII secolo anche la scultura riscoprì una dimensione monumentale, con maestri come Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), Giovanni Pisano (Pisa, 1248 ca – Siena, 1315 ca) e Arnolfo di Cambio (Colle di Val d'Elsa, circa 1240 – 1302). Fu con Cimabue (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302; eseguì il Crocifisso per la chiesa fiorentina di Santa Croce), e soprattutto con Giotto (Vespignano, 1267 – Firenze, 8 gennaio 1337; famoso pittore italiano, autore di numerosi dipinti e affreschi, tra cui quelli presenti nella Basilica di San Francesco di Assisi) che la pittura raggiunse livelli straordinari. Nel campo della letteratura italiana la Toscana ha dato i natali, nel corso dei secoli, a numerosi esponenti di spicco. In epoca medievale autori come Guido Cavalcanti (Firenze, 1255c. – Firenze, 29 agosto 1300) e Cino da Pistoia (Pistoia, 1270 – Pistoia, 1336) contribuirono al diffondersi del Dolce Stil Novo, che conobbe una notevole evoluzione grazie a Dante Alighieri (Firenze, tra il 14 maggio ed il 13 giugno 1265 – Ravenna, 13 settembre 1321), noto poeta, scrittore e politico italiano, considerato il "padre" della lingua italiana, autore di opere in lingua latina e volgare, tra le quali spicca certamente la Divina Commedia. Un'attenzione a parte meritano le opere del senese Cecco Angiolieri (Siena, 1260 – Siena, 1312 circa) che, a cavallo tra il Duecento e il Trecento, compose opere in apparente contraddizione al Dolce Stil Novo, rispetto ai cui canoni apparivano più materiali e terrene. L'umanesimo nacque a Firenze nel XIV secolo grazie a letterati e studiosi come Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374), la cui opera più nota è il Canzoniere, e Giovanni Boccaccio (Certaldo o Firenze, giugno/luglio 1313 – Certaldo, 21 dicembre 1375), famoso per il suo Decameron.
Rinascimento e dinastia medicea
Prima con Dante Alighieri e con Giotto nel Trecento, poi nel Quattrocento con altri grandi artisti, la Toscana, ed in particolare la città di Firenze, diedero un determinante contributo al Rinascimento Italiano. Durante il XV secolo salì al potere la famiglia Medici, una delle più ricche e potenti famiglie fiorentine. A partire da Lorenzo il Magnifico (Firenze, 1° gennaio 1449 – Firenze, 9 aprile 1492) il potere mediceo si consolidò e Cosimo de' Medici (Firenze, 27 settembre 1389 – Careggi, 1 agosto 1464) ottenne il titolo prima di Duca di Toscana, poi nel 1569 quello di Granduca di Toscana. La famiglia Medici continuò a regnare sopra la Toscana ininterrottamente fino al 1737. Alcuni artisti rinascimentali toscani sono considerati dei geni del periodo per le loro opere grandiose. Uno di questi, Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – 1446), fu architetto, ingegnere, scultore pittore e scenografo italiano del Rinascimento. Le sue opere architettoniche sono tutte a Firenze, dove costruì sia edifici laici che ecclesiastici, tra cui lo Spedale degli Innocenti e la Cupola del Duomo di Firenze (Santa Maria del Fiore). Il pittore italiano Masaccio (Castel San Giovanni, 21 dicembre 1401 – Roma, estate 1428), è noto soprattutto per aver dipinto, in collaborazione con Masolino da Panicale, la Cappella Brancacci della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze. Botticelli (Firenze, 1 marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510), fu pittore di fama internazionale, autore di opere fondamentali come La Primavera e la Nascita di Venere. Da non dimenticare, il pittore e matematico italiano Piero della Francesca (Sansepolcro, ca 1420 – Sansepolcro, 12 ottobre 1492), lo scultore Donatello (Firenze, 1386 – Firenze, 13 dicembre 1466), e lo scultore, orafo, architetto e scrittore d'arte Lorenzo Ghiberti (Pelago, 1378 – Firenze, 1455). Il culmine si raggiunse tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, con i più grandi maestri di sempre a Firenze: Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519), Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) e Raffaello Sanzio (Urbino, 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520), che pure era marchigiano, ma lavorò anche in Toscana in quegli anni). Leonardo da Vinci fu artista e scienziato italiano, uomo d'ingegno e talento universale. Tra le sue opere principali: La Vergine delle Rocce (1483 - 1486), Ultima Cena (1495 - 1497) e La Gioconda (1503-06). Il pittore, scultore, architetto e poeta Michelangelo Buonarroti fu una figura di primo piano del Rinascimento. I suoi lavori principali sono il David (1501), l'affresco sulla volta della Cappella Sistina (1508-1512) e il grande Giudizio Universale (1534-1541) posto sulla parete sopra l'altare, la celebre Pietà (1497-1499). Al XVI secolo invece sono legati i nomi di artisti della cerchia del pittore, scultore, architetto e trattatista italiano Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574), e di artisti originalissimi (e spesso incompresi) come Benvenuto Cellini (Firenze, 3 novembre 1500 – Firenze, 13 febbraio 1571), Jacopo Pontormo (Pontorme, 24 maggio 1494 – Firenze, 2 gennaio 1557) e Rosso Fiorentino (Firenze, 1494 – Fontainebleau, 1540). Per quanto riguarda la letteratura, in epoca rinascimentale, furono fondamentali i contributi conferiti da filosofi, politici e storici illustri come Niccolò Machiavelli (Firenze, 3 maggio 1469 – Firenze, 21 giugno 1527; op. cit. Il Principe, 1513) e Francesco Guicciardini (Firenze, 6 marzo 1483 – Arcetri, 22 maggio 1540), che scrissero numerose opere significative a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento.
Le innovazioni dei Lorena
Il Granducato di Toscana, alla morte di Gian Gastone (ultimo granduca della famiglia), passò alla famiglia dei Lorena. La più importante innovazione voluta dai Lorena fu l'abolizione (per 4 anni, fino al 1790 quando fu ripristinata) della pena di morte nel Granducato di Toscana, per l'epoca una innovazione di non poco rilievo. L'unica interruzione alla sovranità lorenense fu la parentesi napoleonica che durò fino al 1814. L'ultimo Granduca della Toscana fu Leopoldo II, che regnò fino all'ingresso del territorio toscano nel nascente stato unitario italiano.
Risorgimento e unità d'Italia
Durante il periodo napoleonico e nel primo periodo del Risorgimento Italiano, in Toscana trovarono asilo politico patrioti e scrittori. Il passaggio dal Granducato di Toscana allo Stato Unitario Italiano fu frutto di una incruenta rivoluzione e di un plebiscito, promosso il 15 marzo 1860 dal Governo Provvisorio Toscano, che decretò l'annessione al Regno di Sardegna e quindi al nascente Regno d'Italia. In attesa del trasferimento della capitale a Roma, cosa che avvenne nel 1870, Firenze ospitò il governo della nazione per cinque anni, divenendo il centro, oltre che della cultura, della politica italiana. Tra l'Ottocento e il Novecento sono da segnalare in particolare le opere letterarie di famosi poeti e scrittori come Giosuè Carducci (Valdicastello, 27 Luglio 1835 – Bologna, 16 Febbraio 1907), tra le cui opere segnaliamo: Pianto antico (1871), Odi barbare (1877) e Storia del Giorno di Giuseppe Parini (1892); e Giuseppe Ungaretti (Alessandria d'Egitto, 8 febbraio 1888 – Milano, 1° giugno 1970), tra le cui poesie ricordiamo: Il porto sepolto (1916), Allegria di Naufragi (1919) e Il dolore (1947).
SITI UNESCO
(Firenze) Centro storico di Firenze, 1982
(Pisa) Piazza del Duomo, Pisa, 1987
(Siena) Centro storico di San Gimignano, 1990
(Siena) Centro storico di Siena, 1995
(Siena) Centro storico della città di Pienza, 1996
(Siena e Grosseto) Val d'Orcia, 2004
Ville Medicee:
Le ville medicee sono dei complessi architettonici rurali venuti in possesso in vari modi alla famiglia Medici tra il XV ed il XVII secolo nei dintorni di Firenze e in Toscana. Il sistema delle ville medicee costituisce un vero e proprio microcosmo attorno al quale si svolgevano i rituali della corte medicea. Spesso sorte al posto di antichi castelli, tali ville esprimono al massimo l'alto livello di architettura rinascimentale e barocca raggiunto in Toscana, permettendo confronti sull'evoluzione degli stili. Tutto questo differenzia notevolmente le ville medicee dalle più "semplici" case rurali toscane. Oggi le ville hanno varie destinazioni: alcune sono veri e propri musei (La Petraia, Poggio a Caiano, Cerreto Guidi) altre sono occupate da istituzioni (come a Castello dove il giardino è un museo, mentre la villa è la sede dell'Accademia della Crusca) altre ancora sono state vendute o affidate a privati, i quali le tengono per uso privato oppure le hanno destinate a cornice di eventi pubblici e privati.
Segnaliamo qui di seguito alcune delle Ville più famose:
Villa Medicea di Cafaggiolo (metà del XIV secolo – 1738):
Si trova nel comune di San Piero a Sieve, a nord di Firenze ed è una delle ville medicee più legate alla storia dei Medici.
Villa medicea di Poggio a Caiano (1470 – 1738):
Chiamata anche Ambra, è una delle ville medicee più famose e si trova nel comune di Poggio a Caiano (PO). Oggi è di proprietà statale ed ospita un museo.
Villa medicea di Castello (1480 – 1738):
Si trova nella zona collinare di Castello a Firenze, molto vicina all'altra celebre villa medicea della Petraia, ed è celebre soprattutto per i magnifici giardini, secondi solo a quelli di Boboli. Oggi la villa, chiamata anche Villa Reale, L'Olmo o Il Vivaio, non è visitabile perché ospita l'Accademia della Crusca, mentre i giardini sono un museo vero e proprio gestito dalla Soprintendenza per il Polo Museale di Firenze.
Villa Medicea La Petraia (prima metà del XVI secolo – 1738):
Si trova nella zona collinare di Castello, in Via Petraia 40 a Firenze. È una delle più belle e celebrate ville medicee, magnificamente collocata in una posizione panoramica che domina la città di Firenze.
Castelli e abbazie toscane:
Castello di Albola:
Albola, o meglio Albola Vecchia, sorge nel territorio di Radda in Chianti e si raggiunge dal capoluogo seguendo le indicazioni che ci portano nel cuore della Valle del fiume Pesa. Il castello si presenta oggi come un classico insediamento fortificato d'altura con strutture risalenti per la maggior parte al XIII°/XIV° secolo costituite da una prima cinta muraria ellittica a recinzione delle abitazioni e del cassero. Albola è uno dei pochi castelli di questo tipo che conserva tracce della cinta muraria esterna al centro della quale possiamo ammirare lo slanciato cassero con annesso un'altro edificio più basso, anch'esso di origine medievale. La porta originaria del cassero si apre ad una certa altezza da terra, tutto il complesso è costruito in pietra ed è stato recentemente oggetto di restauro.
Oggi proprietà privata e sede di un'azienda agrituristica.
Abbazia di Sant'Antimo:
L'Abbazia sorge al centro di una valle proprio sotto il paese di Castelnuovo dell'Abate. Da Montalcino si segue la SP55 per circa 10 chilometri. Appena prima di entrare a Castelnuovo dell'Abate si gira a destra per l'Abbazia. Sant'Antimo è uno dei più importanti esempi di architettura monastica del XIII° secolo e sicuramente il più importante monumento romanico della Toscana meridionale. La chiesa che oggi ammiriamo ha sostituito, attorno al 1100, una precedente Abbazia del IX° secolo. Del complesso edilizio, appartenuto ai Benedettini e poi ai Guglielmiti, restano solo poche parti. La chiesa risale al XII° secolo ed è affiancata da un campanile quadrato. Fino al XIV° secolo Sant'Antimo fu importante centro spirituale, economico e culturale, spesso in contrasto con la stessa Repubblica Senese. I segni della sua antica ricchezza sono ben visibili nelle forme architettoniche, con evidenti influenze francesi, e nella ricercatezza e particolarità delle decorazioni.
Castello Mediceo:
Cafaggiolo è 25 Km a nord di Firenze, nel cuore del Mugello.
Il Castello di Cafaggiolo si trova a nord di Firenze, nel Mugello, da sempre legato alla famiglia Medici. E' considerato uno dei grandi capolavori dell'architettura rinascimentale, opera del famoso architetto Michelozzo. L'impianto originale del castello risale al trecento, epoca in cui era fortilizio della Repubblica. Nel 1443 Cosimo il vecchio diede incarico a Michelozzo di trasformare l'antica fortificazione in un edificio residenziale. Oggi è scomparso il fossato, il ponte levatoio e la cerchia di mura esterne che circondavano la villa fortificata, quest'ultima è ancora dotata di apparato difensivo a sporgere, anche se molto probabilmente fu inserito solo per una funzione decorativa.
Abbazia di San Galgano:
L'abbazia di San Galgano e l'eremo di Montesiepi sorgono nella valle del fiume Merse, fra i borghi medievali di Chiusdino e Monticiano, in provincia di Siena.
Il nucleo originario del complesso monastico Cistercense di San Galgano è costituito dal piccolo eremo di Montesiepi, sorto in forme romaniche come mausoleo del giovane santo eremita pochi anni dopo la sua morte, fra il 1182 e il 1185. La particolarità maggiore è la cosiddetta 'Rotonda di San Galgano' con pianta quasi unica per le costruzioni del tempo. Essa racchiude, oltre alla tomba del santo, la roccia con la spada. I monaci cistercensi stanziati a Montesiepi, non riuscendo più il piccolo eremo a contenere nè loro né i fedeli, decisero di iniziare nel 1218 nella pianura sottostante la costruzione dell'abbazia, incoraggiati dal Vescovo di Volterra. Ben presto i monaci di San Galgano divennero un punto di riferimento per tutto il territorio e per la Repubblica Senese, accumulando sufficienti beni per completare la costruzione dell'imponente Abbazia. Questa ha il classico aspetto goticheggiante degli altri complessi cistercensi, con pianta a croce latina a tre navate, ricca di capitelli intarsiati, chiostro, sala capitolare, campanile ecc. Oggi le rovine di San Galgano, ormai senza più tracce del tetto, sono il luogo nel quale si riesce a cogliere al meglio l'armonia fra cielo, pietra e terra ed uno dei monumenti medievali più visitati della Toscana.
Castello di Gargonza:
Il borgo murato di Gargonza sorge su una collina dominante la Val di Chiana circa a metà strada tra Arezzo e Siena nel comune di Monte S.Savino a soli 11 chilometri dall'uscita 'Monte S.Savino' della A1. Il Castello di Gargonza, splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato toscano, con la sua torre, i considerevoli resti delle sue mura e di una porta duecentesca, la sua Chiesa romanica del XIII°secolo con campanile a vela e bifora, le sue abitazioni affacciate sui suoi stretti vicoli è situato su un'altura dominante la Val di Chiana. Oggi è una delle opere fortificate 'non-colte' meglio conservate del territorio aretino.
Località turistiche:
Provincia di Arezzo:
Cortona:
Il territorio di Cortona è uno dei più ricchi patrimoni artistici legati alle civiltà antiche dell'Italia centrale. Negli ultimi tempi sono stati rinvenuti i resti di un'abitazione villanoviana risalenti addirittura alll'VIII secolo a.C. . Molteplici sono poi le testimonianze legate agli Etruschi, dei quali sono visitabili costruzioni e tombe risalenti a tutti i periodi, da quello arcaico a quello ellenistico.
Sansepolcro:
È la città più popolosa ed importante della Valle del Tevere aretina, famosa ai nostri tempi per la sua prestigiosa industria di paste alimentari ed in passato per l'arte del merletto.
Provincia di Firenze:
Certaldo:
Il suggestivo comune di Certaldo, arroccato su un colle e circondato dalle mura, si trova in provincia di Firenze, ad una altitudine di 67 metri s.l.m. ed ha una popolazione di circa 15000 abitanti. Nel comune abitò e morì lo scrittore Giovanni Boccaccio.
Fiesole:
A 300 metri sul livello del mare, il comune di Fiesole è un centro di medie dimensioni, popolato da 15000 abitanti, in prossimità di Firenze. È compreso tra due colli e ricco di bellezze storico-artistiche, archeologiche e naturali.
Vinci:
Il comune di Vinci è una delle "Terre del Rinascimento" per eccellenza, avendo tra i suoi nativi nientemeno che il grande artista e scienziato Leonardo da Vinci. Si estende lungo la vallata del Montalbano, in provincia di Firenze, ed ospita circa 14000 abitanti.
Provincia di Grosseto:
Castiglione della Pescaia:
Per la qualità del mare e delle spiagge, la cura ambientale e le attrezzature è considerata una esclusiva meta turistica, premiata nel 2005 con le 5 vele di Legambiente posizionandosi prima località balneare per qualità ambientale e turistica nella classifica annuale di Legambiente e Touring Club; per lo stesso motivo il territorio di Castiglione della Pescaia viene denominato anche "la piccola Svizzera" o "la Svizzera della Maremma".
Massa Marittima:
Di origine etrusca, è uno dei più antichi e affascinanti borghi del Grossetano. Le sue anguste stradine, dove è piacevole passeggiare alla scoperta di vecchie botteghe artigiane, salgono e discendono il colle aprendosi in suggestivi slarghi come l'armoniosa Piazza Garibaldi, dove si affacciano il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale e il meraviglioso Duomo duecentesco.
Orbetello:
Collocata in un ambiente unico e spettacolare, unica è infatti la sua topografia, vista dall'alto assomiglia alla prua di una nave ancorata nelle placide acque della laguna e unita al promontorio argentarino dalla diga artificiale, quasi fosse una passerella, che consenta di scendere a terra.
Pitigliano:
Un tempo chiamato "la piccola Gerusalemme", per via della sua consistente comunità ebraica, Pitigliano ha una popolazione di circa 4000 abitanti. Nel comune si possono osservare la Fortezza e il Palazzo Orsini e un piccolo tempio di origine paleocristiana. Le origini del borgo risalgono all'epoca degli Etruschi e dei Romani.
Sovana-Sorano:
È un paese di tufo scuro, costruito su terrazze tagliate in una rupe aperta e fatta scoscesa dal torrente Lente. È probabilmente di origine etrusca, ma il suo nome "Soranus" ne testimonia la romanità.
Provincia di Livorno:
Campiglia Marittima:
Lasciando la via Aurelia al bivio di Venturina, o nei pressi di S.Vincenzo, e inoltrandosi verso Est fra gli uliveti e la verdissima macchia mediterranea, dopo alcuni chilometri, sulla sulla sommità di una collina a poca distanza dal mare, appare Campiglia Marittima.
Cecina:
Si sviluppa nel territorio dell'alta Maremma, e possiede 10 chilometri circa di mare, una meravigliosa e vasta pineta, il clima mite e una posizione favorevole; inoltre il fatto di essere un importante nodo stradale e ferroviario le hanno dato l'opportunità di svilupparsi sempre di più nell'industria turistica.
Marina di Bibbona:
Intorno al Forte del settecento, costruito sul mare per difendere la zona dalle incursioni dei pirati, è sorta e si è sviluppata una delle località turistiche più apprezzate della Costa degli Etruschi: Marina di Bibbona. È una località balneare bella e frequentata, impreziosita dal mare cristallino e dalla Fortezza Medicea da cui prende il nome.
Piombino:
Capitale di un antico Stato italiano, città di mare ed erede di antiche tradizioni classiche e medioevali, patria etrusca della metallurgia, conserva ancora oggi numerose testimonianze artistiche ed architettoniche del suo passato.
Suvereto:
Nel sud della provincia di Livorno, posta in amena posizione sulle colline in prossimità della Costa degli Etruschi, Suvereto consente una vacanza combinata tra mare e collina.
Provincia di Lucca:
Castelnuovo di Garfagnana:
è il capoluogo e il cuore della verde Garfagnana che costituisce la parte settentrionale della valle del fiume Serchio racchiusa tra i contrafforti montuosi delle Alpi Apuane e dell'Appennino.
Pietrasanta:
monumenti medievali, rinascimentali e moderni, nella capitale internazionale della scultura, dove vivono numerosi artisti contemporanei.
Provincia di Pisa:
San Miniato:
Al centro di un'ampia area industriale particolarmente importante nel settore della produzione del cuoio, San Miniato per il ricco intreccio di vicende storiche e artistiche ancora chiaramente leggibili, rappresenta oggi in maniera esemplare la cultura toscana dei centri minori.
Le sue origini risalgono all'epoca etrusca-romana.
Volterra:
Velathri così veniva chiamata la città quando è stata fondata dagli Etruschi nel VII secolo a.C., aveva un perimetro murario di oltre sette chilometri lasciando presupporre agli studiosi che oltre alla città, all’interno vi fossero anche dei terreni coltivati. Quest’ultimi, non erano altro che una sorta di scorta di cibo nei periodi in cui vi fossero degli assedi molto lunghi.
Provincia di Siena:
San Gimignano:
patrimonio dell'Unesco, è un piccolo centro "cristallizzato" nell'edilizia duecentesca, con quattordici torri medievali che svettano tutt'oggi e un notevole corredo artistico (affreschi, chiese monumentali, opere d'arte) che testimonia il suo passato di luogo d'incontro tra la tradizione senese e fiorentina
Pienza:
altro patrimonio dell'Umanità, è una delle pochissime "città ideali" rinascimentali d'Europa, nel senso che è un esempio raro di urbanistica rinascimentale portata a compimento. Situata al centro della Val d'Orcia, una valle bellissima e intatta dal punto di vista paesaggistico, Pienza fa parte di un sistema territoriale chiamato "Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia", che mira alla conservazione dello straordinario patrimonio artistico dei cinque comuni che ne fanno parte: Castiglion d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia.
Montepulciano:
Paese di origine etrusca, Montepulciano nasce al centro di un paesaggio collinare tra la Valdichiana e la Val d' Orcia. Per le numerose opere lasciate da famosi artisti del Rinascimento è ricordata come "Perla del '500". La sua piazza principale "Piazza Grande" è circondata da stupendi edifici quali il Palazzo Pubblico, la Cattedrale e alcuni palazzi costruiti dal Vignola, dal Sangallo e dal Peruzzi. Sede di numerose manifestazioni folkloristiche e nota anche per il suo ottimo vino, Montepulciano resta uno dei centri di maggiore attrazione turistica e culturale della zona.
Monteriggioni:
Pregevolissimo e ben conservato borgo medievale dove si respira l'ambiente dell'epoca, nella piazzetta, nelle fortificazioni e nella chiesa parrocchiale, che ha mantenuto l'impianto romanico-gotico. Da vedere in particolare la poderosa cinta muraria.
Aree geografiche:
Argentario:
Splendido promontorio circondato dal mare e collegato alla costa dai tomboli della Giannella, della Feniglia, e da un istmo artificiale che corrisponde alla diga di Orbetello. Dall'Argentario si affacciano sul mare due rinomati ed accoglienti centri turistici: Porto Santo Stefano e Porto Ercole antichi borghi di pescatori che hanno poi fatto del turismo una risorsa principale. L' Argentario attrae i turisti per l'unicità del suo paesaggio, del suo ambiente marino e del suo clima eccezionalmente mite, che lo rende un luogo di vacanza ideale per tutto l'anno. Per gli amanti del trekking e della mountain bike, nella zona interna del promontorio si trovano moltissimi sentieri che dal mare salgono in mezzo ad una rigogliosa macchia mediterranea fino a 635 metri (punta telegrafo) offrendo panorami e scorci di rara bellezza. L'Argentario inoltre era conosciuto e frequentato già nell'antichità (come dimostra la villa romana dei Domizi Enobardi in località Santa Liberata), ed ha anche conservato alcuni "gioielli storici" come i forti spagnoli e le torri di avvistamento che all'epoca dello Stato dei Presidi (XIV° sec) difendevano il territorio dagli attacchi dei pirati saraceni.
Chianti:
Il nome Chianti oggigiorno identifica una zona geografica (in gran parte collinare) della Toscana centrale, caratterizzata da differenti condizioni geologiche, fisiche e climatiche, compresa fra le province di Firenze e di Siena. In questa zona specifica viene prodotto il vino Chianti Classico, facente anch'esso parte della DOCG Chianti (DM. 5/08/96 e succ. mod.) ma avente sin dal 1996 un disciplinare di produzione autonomo. All'interno della zona del Chianti Classico si trova il nucleo originario del Chianti, ovvero i comuni di Gaiole, Radda e Castellina; cioè la vecchia provincia del Chianti così come definita da Ferdinando III di Toscana.
Maremma:
La Maremma è una vasta regione geografica compresa in Toscana e Lazio che si affaccia sul Mar Tirreno. Prima degli innumerevoli insediamenti medioevali, la Maremma ha conosciuto presenze preistoriche, etrusche e romane che hanno lasciato importanti testimonianze storico-artistiche sparse nell'intero territorio. La Maremma mostra oggi ancora quasi tutta la sua natura di terra aspra, dai forti contrasti, dai colori particolarmente affascinanti. I butteri ora sono custodi della razza del cavallo maremmano che non serve quasi più a seguire le greggi durante la transumanza, ma viene impiegato per lo sport e per l'ippoterapia nei centri attrezzati e nelle molte strutture agrituristiche sorte nella zona. Alcuni territori protetti, tra i quali i più importanti sono il Parco Naturale della Maremma e la zona archeologica di Vulci, hanno permesso di mantenere pressoché intatto l'ambiente e quindi la flora e la fauna esistenti. Di seguito elenchiamo le località turistiche più note della Maremma: Castiglione della Pescaia, Massa Marittima, Follonica, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Piombino, Gavorrano, ecc.
Versilia:
La Versilia da sempre rappresenta il mare della zona Nord della Toscana. Si trova a cavallo tra le province di Lucca e Massa Carrara ed è meta di un turismo poliedrico. La Versilia attrae per la vita notturna, così come per la bellezza del posto, per i servizi di ottima qualità ma anche per la cultura che questo territorio riesce a sprigionare. Il turismo, forte durante l'estate, lascia la possibilità di trascorrere nei periodi invernali, indimenticabili vacanze a contatto con la natura.
Tra i comuni più noti della Versilia troviamo: Forte dei Marmi, Lido di Camaiore, Marina di Massa, Pietrasanta, Torre del Lago e Viareggio, una città nota ai più per le sue spiagge ed il suo mare, durante l'estate, ed il fastoso carnevale nel periodo invernale.
L'arcipelago toscano:
Isola di Capraia:
è una delle sette sorelle dell’Arcipelago Toscano, la terza come dimensioni dopo l’Elba ed il Giglio. E' un'isola di origine vulcanica, frastagliatissima e piena di insenature e grotte. L'isola si caratterizza ancora oggi per il suo aspetto selvaggio ed incontaminato: le innumerevoli possibilità di trekking naturalistico mirano a cogliere, nei suoi diversi aspetti, l'integrità ed il pregio ambientale di quest'isola. La presenza di un laghetto di acqua dolce, importante punto tappa per gli uccelli migratori, dà la possibilità di praticare attività di birdwatching.
Isola d'Elba:
è una delle località estive più visitate e suggestive della Toscana. L'isola è divisa in otto comuni e numerosi sono i paesaggi naturalistici da visitare. L'isola d'Elba è stata teatro di grandi eventi: non esiste civiltà del Mediterraneo che non abbia lasciato tracce rilevanti dei proprio passaggio. Natura, arte e cultura millenaria creano un'atmosfera unica, rievocano scenari straordinari, frutto di incontri tra popoli diversi. Oltre che per il turismo è famosa per i suoi prodotti tipici: si possono cercare funghi, bacche, fiori e castagne, o si possono gustare indimenticabili dolci primo fra tutti la schiaccia briaca, ricca di pinoli, uva passa e vino aleatico, oppure la gustosa schiacciunta, croccante e semplice, il corollo, soffice impasto di uova e zucchero o la sportella, tradizionale dolce pasquale con i semi di anice.
Isola del Giglio:
Come la perla nella conchiglia così, l'Isola del Giglio è custodita nell'azzurro e caldo mar Tirreno: le sue acque trasparenti la pongono al primo posto tra i mari più puliti d'Italia, il suo clima mite favorisce ai visitatori una vacanza piena di sorprese in tutte le stagioni.
Località montane:
Abetone:
Abetone (mt 1388 slm) deriva il proprio nome da un enorme abete, tanto grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone con le braccia tese, che venne abbattuto per far posto alla settecentesca strada Modenese. La montagna è importante stazione sciistica nei mesi invernali.
Località termali:
Montecatini Terme:
situata nel cuore della Toscana a breve distanza dai centri artistici e culturali fra i più noti d'Italia, è una cittadina viva e moderna, se pur ancorata da solidi vincoli ad un illustre passato. I suoi 9 stabilimenti di cura, che ne fanno il maggior centro termale italiano e uno dei primi in Europa, sono immersi nel verde di un ampio parco e impreziositi da multicolori giardini che favoriscono ed esaltano i benefici effetti dei trattamenti termali.
Terme di Saturnia:
Le Terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla località di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal Monte Amiata alle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (Terme di Roselle) e Talamone (Terme dell'Osa). L'area termale di Saturnia presenta, nel suo complesso, una vasta area liberamente fruibile ed una zona ove si è sviluppato il rinomatissimo e lussuoso stabilimento termale delle Terme di Saturnia. Secondo una leggenda, le Terme di Saturnia, note anche agli Etruschi e ai Romani, si sarebbero formate nel punto in cui cadde sulla Terra il fulmine che Giove scagliò contro Saturno, mancandolo, a seguito di un violento litigio scoppiato tra le due divinità mitologiche.
Enogastronomia toscana:
La cucina toscana è costituita, principalmente, da piatti e dolci tradizionali che mantengono inalterata la loro preparazione da tanti anni.
Il primo prodotto caratteristico che non trova uguali o simili in Italia è il pane toscano, caratterizzato dalla mancanza di sale. Pare che l'usanza risalga al XII secolo quando, al culmine della rivalità fra Pisa e Firenze, i pisani bloccarono il commercio del prezioso cloruro di sodio. Persino Dante ricorda quest'uso nella sua Commedia, quando afferma che in esilio ha provato lui stesso.
« [...] come sa di sale
lo pane altrui [...] »
(Paradiso, XVII 58-59)
In Toscana, la sacralità del pane, ovvero l'importanza di non buttarlo via ma di utilizzarlo anche quando è raffermo, è testimoniata da una lunga serie di antiche ricette ancora molto diffuse: la panzanella (fatta con pane ammollato nell'acqua, sbriciolato e mescolato con verdure fresche), la panata, la ribollita (nata dalla parsimonia contadina che riscaldava e ribolliva gli avanzi di questa zuppa preparata il giorno prima), la pappa al pomodoro (da cuocersi con pane, aglio, prezzemolo, basilico, sale, olio e pomodoro), la fettunta, la zuppa di verdura, la minestra di cavolo nero, l'acquacotta. L'acquacotta è il piatto simbolo della Maremma, piatto unico fatto di niente (di qui l'ironia del nome), nata per sfamare butteri e carbonai, via via arricchito fino a diventare una gustosa minestra. Si prepara con acqua, sale, pane, un filo d'olio, insalate di stagione, uova o funghi e una manciata di pecorino. Altra caratteristica della tradizione culinaria toscana per eccellenza è l'uso di carni bianche e selvaggina. I prodotti dell'aia del podere, dove pascolano liberamente polli, tacchini, oche, faraone e piccioni, insieme ai conigli ed alla selvaggina come la lepre ed il cinghiale, il fagiano e l'istrice, ecc. costituiscono da sempre il menù delle grandi feste. Il maiale anch'esso è molto usato, basti pensare al famoso salame toscano (finocchiona e capocollo), al prosciutto conservato sotto sale, alle salsicce ed ai prodotti particolari come il Buristo anch'esso frutto dell'ingegnosità della povera gente.
Tra le carni più famose toscane ricordiamo:
La Chianina e la Maremmana:
sono tipi di carne bovina ottenuti dai rispettivi capi che vengono allevati allo stato brado o semi brado, rispettivamente nella Val di Chiana e nella Maremma. Considerate entrambe di eccellente qualità, pur con caratteristiche diverse dovute ai distinti territori in cui pascolano, si prestano bene per la Bistecca alla Fiorentina, ove però viene percepita la maggiore sapidità naturale della carne maremmana rispetto alla chianina: per questa ragione, mentre la Chianina viene preferita per la classica bistecca, la Maremmana viene maggiormente utilizzata nella preparazione di spezzatini e brasati;
La bistecca alla fiorentina:
è un taglio di carne di manzo che, unito alla specifica preparazione, ne fa uno dei piatti più conosciuti della cucina toscana. Si tratta di un taglio alto comprensivo dell'osso, da cuocersi al sangue sulla brace;
La Cinta Senese:
è una razza suina allevata allo stato brado e semi brado su gran parte del territorio della provincia di Siena, nella parte meridionale della provincia di Firenze e in quella settentrionale della provincia di Grosseto. Sono considerati eccellenti i salumi di Cinta Senese, prosciutto in primis, ma anche la carne, sotto forma di bistecca o di ragù, e il lardo. In generale, i prodotti di Cinta Senese sono considerati di nicchia.
La trippa alla fiorentina, vede l'utilizzo delle interiora di bovino adulto nella preparazione di uno dei più noti secondi piatti tipici di Firenze. La trippa viene usata anche nella preparazione di altre ricette che si differenziano a livello locale;
Altrettanto conosciuta è la specialità del lampredotto: un particolare tipo di trippa, è uno dei quattro stomaci dei bovini (abomaso) che viene cotto a lungo in acqua con pomodori, cipolla, prezzemolo, sedano, sale e pepe. Il Lampredotto è un tipico piatto povero della cucina fiorentina, tutt'oggi molto diffuso in città grazie alla presenza dei numerosi tipici chioschi dei "lampredottai". Seppur prive di ricette famose, anche il fegato, la lingua e il cervello sono sempre stati alla base di secondi piatti di carne bovina. Uno dei piatti tipici è sicuramente il cervello alla fiorentina. La cacciagione è molto diffusa nella cucina toscana e viene utilizzata nella preparazione di ricette di primi e secondi piatti. Tra le carni più apprezzate sono da segnalare il cinghiale, la lepre, il daino, il capriolo e il fagiano. Nelle città di mare è consigliabile assaggiare anche il pesce, in particolare, non si può non provare una delle pietanze più tipiche e gustose: il famoso cacciucco alla livornese, composto da diverse qualità di pesce, crostacei e molluschi, in genere polpi, seppie, cicale, scorfani ed altre varietà di pesce cosiddetto "povero", messo a cucinare in tempi diversi, a seconda del diverso tempo di cottura richiesto dal tipo di pesce, in salsa di pomodoro e poi adagiato su fette di pane abbrustolito poste sul fondo del piatto. La ricetta originaria del cacciucco tradizionale prevedeva tredici specie di pesce: seppia, polpo, palombo, grongo, murena, cappone, scorfano, gallinella, ghiozzo, bavosa, boccaccia, cicala, sugarello. Nei formaggi la tradizione si concentra sul Pecorino Toscano, come prodotto da conservare,i più famosi quello di pienza e quello maremmano , mentre troviamo la ricotta ed il raveggiolo tra i formaggi molli. Infine grande spazio ai dolci, dove spiccano i famosi dolci senesi come il panforte, la zuppa del duca (tiramisu), la torta di cecco, ecc..
Vini:
La Toscana è stata da sempre una regione famosa per i vini prodotti, che attualmente sono suddivisi in 6 DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e 34 DOC (Denominazione di Origine Controllata), oltre a numerose IGT ( Indicazione Geografica Tipica), tra le quali spiccano anche alcune produzioni di altissimo livello, note nel mondo enologico con l'appellativo di supertuscans. Mentre le zone della Toscana centrale (province di Firenze e Siena) sono note in tutto il mondo da diversi decenni per la produzione del Chianti Classico e del Brunello di Montalcino, negli ultimi anni vanno sempre più affermandosi sul palcoscenico internazionale i vini prodotti nelle aree costiere (province di Livorno e Grosseto), favorite maggiormente dal clima più mite, secco e soleggiamento, tra i quali spicca l'eccellenza del Bolgheri Sassicaia, la struttura e l'equilibrio dei vini rossi maremmani (Morellino di Scansano, Montecucco e Monteregio di Massa Marittima) e l'armonia dei bianchi (Ansonica). Parallelamente al grande successo delle produzioni enologiche delle zone costiere, sono da segnalare anche i sempre più quotati vini rossi e bianchi della provincia di Arezzo.
Vini DOCG:
Brunello di Montalcino, Carmignano, Chianti (Classico, Colli Aretini, Colli Senesi, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli, Rùfina, Superiore), Morellino di Scansano, Vernaccia di San Gimignano, Vino Nobile di Montepulciano.
Vini DOC:
Bianco di Pitigliano, Moscadello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Rosso di Montepulciano, Vin Santo del Chianti, ecc.
Vini IGT:
Alta Valle della Greve, Colli della Toscana Centrale, Maremma Toscana, Toscano o Toscana, Val di Magra.
Olio:
La coltivazione dell’olivo in Toscana risale al VII secolo a.C. L’olio di oliva era inizialmente usato dai Greci come prezioso cosmetico; solo successivamente, in epoca etrusca e romana, si iniziò a usarlo come alimento. L’olivicoltura costituisce un elemento significativo dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura delle popolazioni che vivono sul territorio toscano, nel quale l’olivo trova condizioni di crescita ottimali che permettono di ottenere un olio con un raro aroma fruttato e di eccellente valore biologico. L'Indicazione Geografica Protetta Toscano, per l'olio extra vergine di oliva, è stata riconosciuta dalla UE basandosi su un disciplinare di produzione il quale prevede, oltre a requisiti di qualità e tipicità definiti, che tutte le fasi, dalla produzione delle olive, all'estrazione fino al confezionamento del prodotto certificato, debbano avvenire obbligatoriamente nell’ambito del territorio Amministrativo della Regione Toscana.
Proposte di piatti tipici:
Qui di seguito riportiamo i piatti più utilizzati e richiesti:
Antipasti: crostini misti (ai fegatini di pollo, freghe volterrane, al burro del chianti), salumi tipici, migliacciola, polenta fritta con porcini saltati, insalata tiepida di farro, sardine rifatte, seppie in zimino su pane abbrustolito, pere cacio e miele, torta d'erbe di Pontremoli.
Primi: pici all’aglione, pappardelle al cinghiale, pappardelle al ragù di cinta senese, risotto al cavolo nero, zuppa di farro e fagioli, acqua cotta maremmana, ribollita, minestrone con le castagne,
pappa al pomodoro, panzanella.
Secondi: trippa alla fiorentina, arista al finocchietto con spinaci saltati all’aglio, cacciucco di carne all’Aretina con patate, salsiccia e fagioli all’uccelletta, stracotto toscano, umidi di cacciagione.
Dolci: cantuccini con vin santo, torta della nonna, necci con ricotta, castagnaccio, torta di riso su salsa al cioccolato, schiacciata all'uva. |
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