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Le Marche sono una regione dell'Italia centrale di 1.542.106 abitanti con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna (province di Forlì-Cesena e Rimini), la Repubblica di San Marino, la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia), l'Abruzzo (provincia di Teramo), il Lazio (provincia di Rieti) e il Mar Adriatico.

Etimologia (origine del nome): Questa denominazione fu attribuita alla zona nel 1815, derivando da marca che identifica un territorio di confine retto da un marchese.

Geografia: Le Marche, regione dell'Italia centrale, si collocano sul versante medio Adriatico e occupano 9.694 km² di territorio italiano che si estende tra i fiumi Conca e Marecchia, a nord, ed il Tronto a sud; mentre ad ovest troviamo l' Appennino. Presentano una forma caratteristica di un pentagono irregolare e si sviluppano perlopiù in verticale da nord-ovest a sud-est. La regione è a prevalenza collinare, il 68,8% del territorio, mentre il restante 31,2% è montuoso. Il territorio è soggetto a terremoti: infatti, il 96,5% della regione, pari a 230 comuni su 246, è stato classificato a rischio medio o alto. Il litorale, lungo 173 km, è caratterizzato da ampie spiagge sabbiose, ad eccezione del Monte Conero, che rappresenta il punto più alto del versante marittimo e della zona di Grottammare. Gli altri due rilievi della costa sono i due colli che delimitano la città di Pesaro: il colle San Bartolo e il colle dell'Ardizio. Man mano che si procede verso l'interno si delinea la zona collinosa, un'area che si estende per 200 km² da nord a sud. Nella zona appenninica non si notano cime particolarmente elevate. Il gruppo montuoso più elevato è la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, in cui il Monte Vettore (2478 m) padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (1526 m), Monte Catria (1702 m), Monte San Vicino (1479 m), Monte Pennino (1570 m), Monte Rotondo (2103 m), Monte Fema (1575 m), Monte Priore (2334 m), Monte Bove (2143 m), Monte Sibilla (2175 m), Monte Vallelunga (2221 m), Monte Porche (2335 m), Monte Argentella (2201 m).

Storia: Nel 310 a.C. i Romani avevano stabilito un primo contatto con le genti delle future Marche tramite un foedus aequum che interessò i Camerti. Di lì a pochi anni (299 a.C.), strinsero un'alleanza con i Piceni contro i popoli delle regioni limitrofe. In questo contesto sconfissero i Senoni nella battaglia di Sentino (295 a.C.) . Ma nel 269 a.C. i Piceni si trovarono accerchiati e mossero guerra a Roma. La conseguente sconfitta di Ascoli (268 a.C.) consegnò definitivamente la regione ai Romani. Negli ultimi anni del dominio romano le condizioni di vita si erano fatte molto pesanti, per questo la maggior parte della popolazione si era trasferita in altre zone d'Italia. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, la prima invasione fu da parte degli Eruli guidati da Odoacre, che si stanziarono nel Piceno. Ma l'insediamento maggiore fu degli Ostrogoti, in particolar modo ad Osimo. I Visigoti distrussero Ostra, Suasa ed Urbisaglia. Tra il 535 ed il 553 d.C., durante la guerra gotico-bizantina, il territorio marchigiano fu dapprima conquistato dai bizantini, a parte Osimo ed Urbino; ma poi, dal 541 al 544 i Goti recuperarono gran parte delle città, a parte Ancona e Ravenna. Nel 552 l'esercito bizantino riuscì comunque a sconfiggere definitivamente i Goti e tutta L'Italia ricade sotto l'autorità di Giustiniano. La situazione tranquilla fino al 728 quando i Longobardi ripresero le invasioni verso le Pentapoli ed Osimo, ed altre città fino al 773 quando l'esercito franco di Carlo Magno riuscì a sconfiggere definitivamente i Longobardi e, con la conferma della Promissio Carisiaca fatta da suo padre Pipino il Breve, donò la parte settentrionale della regione al Papa creando lo Stato della Chiesa. Nel 1213 Bonconte I da Montefeltro riceve dall'imperatore il potere sulla città di Urbino. Nel dicembre 1433 Francesco Sforza invade il territorio marchigiano partendo da Jesi e solo nel 1447 la Chiesa riuscì a prendere il controllo. Con la fine della dinastia dei Della Rovere nel 1631 anche il Ducato di Urbino entra nei possedimenti della Chiesa che da questo momento avrà il controllo diretto di tutta la regione. Il territorio era diviso in diverse provincie, tra cui la marca anconitana, lo stato di Urbino e quello di Camerino, il Presidiato di Montalto ed i territori di Loreto, Ascoli Piceno e Fermo. Nel 1796 l'esercito francese, guidato dal generale Bonaparte, entra nelle Marche, ma pochi mesi dopo con il trattato di Tolentino la regione torna fra i possedimenti della Chiesa in cambio di denaro ed opere d'arte. Questa fu solo la prima delle spoliazioni operate da parte dei francesi nelle chiese locali. Ma sarà l'unica conseguenza, nello stesso anno nasce la Repubblica anconitana ed altre città insorgono contro il potere papale attratti dalle nuove idee rivoluzionarie di Liberté, Égalité, Fraternité. Con l'annessione al Regno d'Italia napoleonico nel 1808, la regione viene per la prima volta denominata "MARCHE" (cioè unione della Marca di Fermo, di Ancona, di Tolentino, ecc.) e quindi divisa nei dipartimenti del Metauro (Ancona), del Musone (Macerata) e del Tronto (Fermo). In pochi anni avvengono molti capovolgimenti di potere fra la Francia e lo Stato della Chiesa. Nel 1813 Gioacchino Murat, Re di Napoli, occupa la regione fino alla battaglia di Tolentino dove vince l'esercito austriaco e le Marche ritornano allo Stato Pontificio, definitivamente fino all'Unità d'Italia, divisa fra le delegazioni di Urbino, Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Camerino. In questo breve periodo di dominio napoletano si diffondono le idee della Carboneria, nel 1817 infatti avvengono i primi arresti per sovversione nella provincia di Macerata. Nel corso degli anni sono sempre di più le città in cui crescono tumulti, come Pesaro, Ascoli Piceno e Jesi. Nel febbraio 1831 in quasi tutta la regione dei moti popolari, guidati dal generale Giuseppe Sercognani, riescono a scacciare il delegato apostolico e creare un governo cittadino, ma già il mese successivo il Papa riesce a recuperare i territori, grazie ancora una volta all'esercito austriaco. Ma questa breve esperienza fa crescere ancora di più la voglia di uno stato italiano. Nel 1860, con la battaglia di Castelfidardo ed i successivi assedio e caduta di Ancona, le Marche escono definitivamente dallo Stato Pontificio e con il plebiscito del 4 e 5 novembre 1860 entrano nel Regno d'Italia con Regio Decreto del 17 dicembre 1860. La regione è divisa nelle quattro provincie di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e Urbino, e quindi con la soppressione delle delegazioni pontificie di Camerino e Fermo. Ulteriore modifica su l'aggregazione di Gubbio nella provincia di Perugia, mentre finora era compresa nei territori di Pesaro e Urbino. Nel 2004 è stata istituita la nuova provincia di Fermo che diverrà operativa nel 2009.

SITI UNESCO
(Pesaro e Urbino) Centro Storico di Urbino 1998

Castelli delle Marche:

offagna Castello di Offagna, prov. Ancona:
Il Castellum venne eretto fra il 958 ed il 978 e il sito prescelto fu il monte Sentino (dal latino sentis "spino, rovo"), un blocco tufaceo a 306 mt sul livello del mare, uno dei punti più alti nel quadrilatero Osimo-Camerano-Gallignano-Polverigi: la stessa sommità attorno alla quale si abbarbica ancora oggi l'abitato di Offagna.
avecelli Castello Avacelli, prov. Ancona:
La antica Castrum Lavacellorum sorse attorno al XI secolo. Passò sotto il dominio di Arcevia sul finire del XII secolo. Svolse una importante funzione militare lungo la fascia montana di confine tra i possedimenti longobardi e i bizantini. Conserva ancora parte della sua cinta muraria fortificata ed il nucleo medioevale. Da visitare la chiesa di S. Lorenzo, in particolare la pala attribuita all'Agabiti (1513 circa) nota come Madonna del Rosario Notevole testimonianza del periodo longobardo è pure la Chiesa di S. Ansuino.
arquata Castello di Arquata del Tronto, prov Ascoli Piceno:
E' una fortificazione duecentesca, dominatrice della vallata e sovrasta con le sue torri la Strada Consolare Salaria, spina dorsale del territorio e del collegamento con Roma, ed il fiume Tronto, che separa la Catena dei Sibillini dai Monti della Laga). La costruzione ha proporzioni eleganti ed equilibrate, le sue torri sono state elevate in diversi periodi storici per incrementare la difendibilità del luogo.
gradara Castello di Gradara, prov. Pesaro e Urbino:
Il mastio è stato costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo. Caduti in disgrazia presso il papato venne sottratta loro l'investitura della Curte Cretarie ed affidata al condottiero dei Guelfi di Romagna, Malatesta da Verucchio (detto Mastin Vecchio), capostipite e fondatore della dinastia dei Malatesta, i grandi Signori di Rimini e Cesena.

Località turistiche:

falconara Falconara Marittima:
Posto a poca distanza da Ancona, Falconara Marittima è una rinomata località balneare. Le origini del borgo sono molto antiche e la sua fondazione è coeva alla costruzione del Castello dei Conti Cortesi, avvenuta nel XIII secolo.
fano Fano:
Fano è un comune di circa 62.000 abitanti nella provincia di Pesaro Urbino. Posto in una zona ricca di bellezze naturali, Fano sorge al centro di importanti vie di comunicazione ed è la terza città della regione per numero si abitanti.
gradara paese Gradara:
A 142 metri s.l.m., con lo sfondo del Titano (RSM) e del Carpegna, a appena 3 km dal mare, si erge Gradara, teatro del tragico amore di Paolo e Francesca cantato da Dante, Petrarca, Boccaccio e D'Annunzio. E' stata insignita di recente dell'appellativo di Capitale Medioevale.
gabicce Gabicce Mare:
Posta lungo il corso del fiume Tavollo, che la divide da Cattolica (Rn) e che segna il confine tra Marche ed Emilia Romagna, Gabicce Mare è una delle più rinomate località balneari della regione.
grottammare Grottammare:
E' un'importante località turistica in provincia di Ascoli Piceno, da sempre rinomata per la qualità del clima cui si deve la fioritura dell'arancio, emblema della cittadina. Con San Benedetto del Tronto e Cupra Marittima costituisce la cosiddetta Riviera delle Palme, vantando dal 1999 il riconoscimento della Bandiera blu d'Europa.
conero Porto Recanati:
Divertimenti acquatici e attrezzature sportive d'ogni tipo, pianobar e discoteche, indimenticabili proposte enogastronomiche, numerosi itinerari storici, archeologici e artistici, fanno di Porto Recanati una delle mete turistiche più affascinanti e frequentate della costa marchigiana.
porto san giorgioPorto San Giorgio:
Un mare prezioso, una spiaggia di morbido velluto, lunghi viali alberati, un porto turistico all'avanguardia (bandiera blu della CEE), una rocca trecentesca, un'oasi verde e rasserenante perfettamente attrezzata per un turismo a misura d'uomo che non stordisce e travolge, ma ammalia con la dolcezza di un fascino discreto che dura nel tempo. Tutto questo e molto altro è Porto San Giorgio.
san benedetto del tronto San Benedetto del Tronto:
E' una città in provincia di Ascoli Piceno, affermatasi fin dai primi decenni del Novecento come una delle più note e apprezzate stazioni balneari italiane. A partire dalla seconda metà degli anni sessanta, si è imposta anche come la prima meta turistica delle Marche per numero di presenze. Vanta la Bandiera Blu della Comunità Europea e investe nel promuovere e nel consolidare un'immagine acquisita ormai non solo a livello nazionale.
sassocorvaro Sassocorvaro:
E' un comune della provincia di Pesaro e Urbino. L'impatto con il paese è suggestivo poiché si approda a un piazzale dominato dalla Rocca degli Ubaldini, capolavoro di architettura militare del XV secolo partorito dalla fantasia dell'architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini che operò intensamente in tutto il Montefeltro.
senigallia Senigallia:
E' una città della provincia di Ancona ed è il secondo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo. È una delle principali località turistiche delle Marche, richiamando visitatori da ogni parte d'Italia e d'Europa, anche grazie alla famosa spiaggia di velluto. Dal 1997 Senigallia si fregia ininterrottamente della Bandiera Blu, il riconoscimento che la FEE (Foundation for Environmental Education) rilascia alle località che garantiscono qualità delle acque di balneazione, attenzione alla gestione ambientale, informazione all'utente, servizi e sicurezza in spiaggia.

Enogastronomia marchigiana:

foor e.r. Le Marche rappresentano un punto di incontro tra le gastronomie del nord e del sud Italia. Immersa nel verde, al centro dell'Italia, questa regione è da sempre terra di antiche tradizioni e grande ospitalità. Domina, in particolare sull'Appennino umbro-marchigiano, una cucina fatta di sapori forti, decisi in cui domina la carne, tra cui spicca la saporitissima porchetta che viene preparata ancora secondo antiche tradizioni e che accompagna moltissimi piatti. Sulla costa invece si può gustare una grande quantità di prodotti ittici.
Piatto simbolo è il brodetto di mare,che ogni città marchigiana personalizza con l'aggiunta di qualche alimento che concorre a rendere il brodetto unico.
Abbondano crostacei, frutti di mare e pesce azzurro insaporito da erbe aromatiche ed olio d'oliva. Tipiche delle marche sono le grosse e succose olive che costituiscono uno dei più famosi piatti della regione: le olive all'ascolana. Le gigantesche olive di questa zona hanno una fama vecchia di secoli. Le mangiavano già gli antichi romani e ne fecero razzia anche i Cartaginesi, quando arrivarono da queste parti dopo aver valicato le Alpi.

Primi tipici:
melanzane sott'olio, patate con i tartufi, bucatini agli asparagi, bucatini alle triglie, conchiglioni con crema e prosciutto, farfalle ai fichi, frascarelli, fusilli con rucola e ricotta, li gnocchi co'lo sugo de papera, linguine con rossetti, ricotto di scampi e fior di zucca, spaghetti ai tartufi e vicigrassi

Secondi tipici:
agnello alla cacciatora, anatra al rosso, carpaccio al radicchio, coniglio in porchetta, frittura mista all'ascolana, cozze alla birra, polipo con i fagioli e polpettone di tonno.

Dolci:
bavarese classica, bostrengo, frustingo, funghetti di offida, lattaiolo, scarafolata e scroccafussi

Formaggi:
ambra di Talamello, caciotta del Montefeltro, caprino al lattice di fico, casciotta di Urbino, casècc, pecorino dei monti Sibillini, pecorino di monte Rinaldo e ricotta salata.

Vini:
Bianchello del metauro,Bianco dei colli Macoratesi, colli pesaresi Doc, Esino Doc, Falorino dei colli Ascolani, I terreni di Sansevero Doc, lacrima di morro d'Alba, Marche, Offida Doc, Rosso conero, Rosso Piceno, Verdicchio dei castelli di Jesi, Veridcchio di metelica, Vernaccia di Serrapetrona.

 

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