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La Lombardia (Lombardia /lumbar'dia/ nell'idioma locale) è una regione amministrativa a statuto ordinario dell'Italia nord-occidentale, istituita nel 1970. Conta più di 9,6 milioni di abitanti nelle sue 12 province, ha il suo capoluogo nella città di Milano e confina: a nord con la Svizzera, a ovest col Piemonte, a est con il Veneto ed il Trentino-Alto Adige, mentre a sud confina con l'Emilia-Romagna. Un sesto della popolazione italiana vive in Lombardia e circa un quinto del PIL nazionale viene prodotto in questa regione.
Etimologia (origine del nome): La Lombardia è una terra antica sulla quale sono passati e si sono stanziati, nel corso dei millenni, tanti popoli che, con le loro usanze e le loro culture, hanno contribuito a dare origine all'attuale regione. La storia di questa regione è antica e tormentata, fatta di invasioni e devastazioni, divisioni e lotte ma anche di collaborazioni, coabitazioni e sviluppo; è chiaro quindi che il nome, il simbolo ed il territorio della Lombardia derivano dalla commistione di una serie di eventi e accadimenti avvenuti nel corso dei secoli. Il toponimo deriva dal nome della popolazione dei Longobardi (Langbard in longobardo), quella popolazione di origine germanica che nel 568 invase l'Italia e fece di Pavia la capitale del suo regno di estensione, a suo tempo ben più vasto di quella che è l'attuale Lombardia.
Geografia: Sotto l'aspetto morfologico la regione viene divisa in quattro parti: una strettamente alpina, una montuosa o collinare, una pianeggiante o poco mossa suddivisa in Alta e Bassa pianura ed in fine la zona a sud del fiume Po. La regione è attraversata da decine di fiumi (tra cui il Po che, con i suoi 652 km, è il fiume più lungo d'Italia) ed è bagnata da centinaia di laghi di origine naturale ed artificiale.
Proprio lungo la fascia prealpina si trovano alcuni dei più grandi laghi d'Italia (come il lago di Garda, il Lago Maggiore e il lago di Como), mentre numerosi fiumi (come il Po, l'Adda, l'Oglio, il Mincio e il Ticino) e torrenti solcano le montagne formando strette e profonde valli, poi attraversano la pianura rendendola rigogliosa di vegetazione. In una piccola area a sud dell'Oltrepò pavese si ergono colline e montagne dell'Appennino ligure. I nomi delle Alpi della Lombardia derivano tutti dalle popolazioni che, al tempo dei Romani, vivevano tra queste montagne. Le Alpi Lepontine prendono il nome dalla popolazione ligure dei Leponzi stanziata in questa zona e assoggettata da Augusto. Le Alpi Retiche dai Reti, popolazione di origine etrusca rifugiatasi nelle Alpi Centrali durante l'invasione celtica. Le Alpi Orobie dalla popolazione di origine ligure, o forse celtica, degli Orobi.
Le catene montuose rivestono il 40,5% del territorio regionale e sono costituite dalle Alpi, dalle Prealpi e dagli Appennini. Appartengono alle Alpi lombarde una piccola porzione delle Alpi Lepontine e gran parte delle Alpi Retiche. Sul territorio montano della Lombardia spiccano quattro massicci orografici di rilievo: il Badile-Disgrazia, il Bernina, l'Ortles-Cevedale e l'Adamello. I primi tre solo in parte si ergono sul territorio nazionale, mentre l'Adamello sorge tra i bacini dell'Adda e dell'Adige e si trova completamente in territorio italiano. Le vette più alte delle Alpi lombarde sono il Pizzo Zupò che raggiunge i 3996 m e fa parte del massiccio del Bernina (che arriva ai 4049 m ma in territorio svizzero), ed il Monte Cevedale, del massiccio dell'Ortles-Cevedale, che arriva a 3764 m. Il massiccio dell'Ortles-Cevedale ospita il ghiacciaio dei Forni che ha un'estensione di circa 12 km² ed è il più grande d'Italia. A sud della Valtellina si stagliano le Alpi Orobie delimitate a est dalla Valcamonica e ad ovest dal bacino del lago di Como. Confinate ad ovest dal Lago Maggiore e a est dal Lago di Garda si trovano le Prealpi lombarde le cui vette superano di poco i 2500 m di quota. Le Prealpi sono in prevalenza costituite da sedimenti calcarei, sono più giovani delle Alpi. La loro origine sedimentaria ha permesso la formazione di solchi profondi nelle montagne, principalmente ad opera dei ghiacciai, che hanno portato alla formazione di strette e profonde valli solcate da fiumi e occupate in parte dei laghi prealpini, sbarrati verso la pianura da rilievi morenici. I rilievi morenici a sud delle prealpi, assieme alle prime sporgenze orografiche, formano quella fascia collinare (12,4% del territorio) che collega le prealpi alla pianura e che contiene numerosi laghi piccoli e poco profondi. La pianura lombarda occupa ben il 47,1% della superficie totale della regione ed è parte della Pianura padana che si estende dal Piemonte alla Romagna dalle Alpi agli Appennini. La pianura lombarda può essere suddivisa geologicamente in due parti: l'alta e la bassa. L'alta pianura è caratterizzata da materiali grossolani, molto permeabili, di origine alluvionale e presenta grossi solchi originati dai fiumi che scendono dalle montagne. La bassa pianura invece è formata da materiale argilloso, poco permeabile e declina dolcemente verso il Po.
Le valli lombarde:
Le valli lombarde sono un elemento importante e caratterizzante della regione Lombardia perché sono ricche di storia, cultura, tradizione e antichi saperi. In queste valli nasce la storia di questa regione, nascono le prime civiltà contadine e artigiane, da cui si svilupperanno poi le civiltà moderne e attuali più industrializzate.
Inoltre, sono la fonte principale di turismo per tutte le stagioni, grazie alle splendide e innumerevoli montagne che ogni anno attirano turisti desiderosi di sciare, fare trekking o passeggiate tra i rifugi, fare arrampicata, ecc.
Ecco un elenco delle valli principali dove si trovano le principali località turistiche:
Val Camonica: è una delle valli più estese delle Alpi centrali, nella Lombardia orientale, lunga circa 90 km. Inizia dal Passo del Tonale, a 1883 m slm e termina alla Corna Trentapassi presso Pisogne, sul lago d'Iseo. Ha una superficie di circa 1335 km2 e 118.323 abitanti. Questa valle è famosa per le sue incisioni rupestri, patrimonio mondiale dell'Umanità secondo l'UNESCO, e di conseguenza è ricca di parchi archeologici e testimonianze di civiltà antichissime.
Valchiavenna: è una regione alpina attraversata dai fiumi Liro e Mera. Compone, insieme alla Valtellina e ai territori della Val di Lei e di Livigno, la provincia di Sondrio.
Valli delle Orobie: alcune tra le valli più famose sono la Val Cavallina, la Valle Brembana, la Valle Seriana, la Valle Imagna e la Valle di Scalve.
Valtellina: è una regione alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del Lago di Como.
Aree naturali protette:
La Lombardia è stata la prima regione italiana a legiferare sulle aree protette di livello regionale (1983) introducendo concetti innovativi nella tutela del territorio, istituendo parchi fluviali (il primo in Europa fu il Parco Lombardo della Valle del Ticino nel 1974), parchi agricoli e parchi locali; tutte idee ed approcci usati anche nella legislazione nazionale (legge 394 del 1991). Il sistema delle aree protette lombardo consta di 22 parchi regionali (su 26 parchi individuati dalla legge 86/83 e distinti in fluviali, montani, di cintura metropolitana, agricoli e forestali. ), più di 60 riserve e 18 monumenti naturali. In totale sono ben 133 le aree protette nella regione lombarda, dalle vette e dai ghiacciai dello Stelvio e dell'Adamello ai parchi che circondano Milano, dalle risorgive alle torbiere, dagli ultimi residui di paludi e di foreste ai grandi fiumi, e ricoprono più del 22% del territorio regionale. Si va dagli oltre 60.000 ettari del Parco Nazionale dello Stelvio, il più grande dei parchi storici italiani e il più esteso dell'arco alpino (in tutto, 134.620 ettari divisi tra Lombardia e Trentino-Alto Adige), al Parco del Mincio, con le sue zone umide, il particolare sistema di chiuse e canali e il patrimonio artistico che racchiude. Dal Parco del Ticino, il primo parco regionale italiano, che protegge un territorio di oltre 91.000 ettari esteso su un'area densamente abitata e differenziata in aree incolte, agricole e urbane, al Parco delle Orobie Valtellinesi, che si estende in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico, ma con scarsa presenza umana. Si va dai parchi creati immediatamente a ridosso di grandi aree urbane, come il Parco Agricolo Sud Milano, un'area di ampie dimensioni che traccia una sorta di vasto semicerchio a sud della città, ai due Parchi dell'Adda, il nord e il sud, che preservano due tratti diversi del fiume, ciascuno con le sue precise caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche. Dallo spettacolare Parco dell'Adamello, nei cui 510 kmq si concentrano ghiacciai e nevai con cime che superano i 3.500 metri, ma anche boschi di conifere e folti castagneti, al Parco della Valle del Lambro che, istituito nel 1983, in questi anni è riuscito, grazie ad un efficace sistema di depurazione, a recuperare quello che era uno dei fiumi più inquinati d'Italia, dove ora sono ricomparse carpe, trote e cavedani. Ma l'elenco potrebbe essere ancora lungo e interessante: la Riserva Regionale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, con importanti testimonianze della civiltà camuna; il monumento naturale della cascate dell'Acquafraggia, in provincia di Sondrio, dove viene tutelata una delle più belle cascate alpine; il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio, sempre nel territorio di Sondrio, in cui è possibile ammirare, oltre ai resti di due castelli medievali, anche la Rupe Magna, che con le sue oltre 5.000 figure è considerata la più grande rupe incisa delle Alpi; il Parco del Brembo e dei cantoni di Lenna, che abbraccia l'area fluviale del Brembo; il Bosco della Fontana, nel territorio di Mantova, un'antica riserva di caccia dei Gonzaga che conserva uno degli ultimi lembi delle foreste che un tempo ricoprivano la Pianura Padana.
Nel Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, in provincia di Brescia, è possibile ammirare le più antiche incisioni rupestri, un patrimonio che risale addirittura al Mesolitico (8000-6000 a.C.).
Storia: La storia della Lombardia affonda le sue radici in un passato lontanissimo e nei secoli ci sono pervenute numerose e significative testimonianze di grande interesse artistico e culturale. Nella Pianura padana sono stati trovati vari oggetti di uso quotidiano che testimoniano la presenza dell'uomo in Lombardia già nel III millennio a.C. In Val Camonica, nella Lombardia orientale, si sviluppò l'antica civiltà camuna, che ha lasciato oltre 350.000 incisioni rupestri, il più grande sito d'arte rupestre Europeo. Le prime tracce di questa popolazione in Val Camonica risalgono al mesolitico. Per il loro altissimo valore, le incisioni rupestri nel 1979 furono il primo sito italiano ad essere nominato Patrimonio dell'Umanità. La regione, specialmente nella sua parte meridionale, venne abitata da popoli appartenenti alla civiltà villanoviana e poi da coloni etruschi, che fondarono la città di Mantova e diffusero la propria civiltà introducendo l'alfabeto e la scrittura. Nel IV secolo vi giunsero i Celti, che i Romani chiamarono Galli, un popolo proveniente dalle Alpi occidentali. Intorno al 400 a.C, orde di Galli insubri iniziarono l'occupazione della valle Padana spingendosi fino all'Adriatico. Sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la sottomissione della Pianura padana e nel 194 a.C. tutta la regione fu pacificata sotto le insegne dell'Urbe con il nome di Gallia Cisalpina, cioè "Gallia al di qua delle Alpi". I Romani diffusero l'uso del latino, delle loro leggi, dei loro costumi e realizzarono numerose opere di urbanistica. In questo periodo fiorirono i commerci e l'agricoltura, sorsero e si ingrandirono città e paesi. La provincia diede i natali a celebri esponenti della cultura latina, a Como nacque lo scienziato e scrittore latino Plinio il Vecchio (Como, 23 – Stabia, dopo l'8 settembre 79; Naturalis historia - 77), a Mantova (Mantua) il poeta e filosofo latino Virgilio (Andes, 15 ottobre 70 a.C. – Brindisi, 21 settembre 19 a.C.; Eneide - tra il 29 a.C. ed il 19 a.C.). Negli ultimi anni dell'Impero romano, la relativa vicinanza con il confine danubiano favorì numerose incursioni di popoli barbarici nel territorio lombardo; con il definitivo crollo dell'Occidente, si alternarono al suo possesso Ostrogoti e Bizantini. Nel 569 i Bizantini furono sopraffatti da una popolazione germanica proveniente (secondo Paolo Diacono) dall'attuale Scandinavia, i Longobardi, il cui dominio durò fino al 774. La Lombardia divenne il centro del loro regno e la capitale fu posta a Pavia, ma le diverse tribù dette faræ(ossia stirpi e/o carovane di viaggio) nelle quali questo popolo era diviso mantennero sempre una certa indipendenza dal potere centrale. Epoca di grande fioritura artistica e culturale è stata per la Lombardia quella medievale, quando la regione divenne uno dei centri principali della cultura italiana ed europea. La prima grande stagione dell'architettura lombarda è però quella del romanico, che si afferma tra il X e il XII secolo, in concomitanza con la gloriosa fioritura comunale. Nello stesso periodo sorgono nei dintorni di Milano gli splendidi complessi cistercensi delle Abbazie di Chiaravalle, Viboldone e di Mirasole, segnati dalla fusione tra gli elementi architettonici transalpini e quelli più squisitamente lombardi, con un effetto di mirabile compostezza ed eleganza. Sorgono anche edifici religiosi che rielaborano i motivi gotici inserendoli nella grande tradizione romanica, dando vita al tipico "gotico lombardo", come il Duomo di Lodi, in forme ancora romanico-gotiche, quello di Milano, la cui costruzione fu avviata nel 1386 e completata però solo nel XIX secolo, quelli di Monza e di Crema o la facciata del Duomo di Como, rimaneggiata in epoca più tarda. Nel XIV secolo vengono costruiti anche splendidi castelli, espressione emblematica, dal punto di vista architettonico, del trionfo militare e politico di famiglie potenti come i Visconti, che si trasformano nei secoli seguenti in residenze principesche, a cui lavorano gli artisti più famosi del tempo.
Il castello-simbolo della regione è il Castello Sforzesco di Milano, che fu costruito nel XV secolo da Francesco Sforza, divenuto da poco Duca di Milano, sui resti di una precedente fortificazione risalente al XIV secolo.  Per quanto riguarda la pittura del XVI secolo, ricordiamo Michelangelo Merisi (o Merigi o Amerighi), detto il Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610). Attivo a Roma, Napoli, Malta e in Sicilia fra il 1593 e il 1610, è considerato il primo grande esponente della scuola barocca e uno dei più celebrati pittori del mondo. Dopo il periodo di crisi e di stasi del Seicento, ecco rifiorire nel secolo successivo, grazie anche alla dominazione austriaca, l'arte e la cultura della regione, ora legate soprattutto alle committenze delle famiglie nobiliari. In alcune città, come Brescia, sorgono sfarzose chiese, ma anche grandi palazzi barocchi; ma soprattutto sorgono ville aristocratiche, disseminate in tutto il territorio lombardo, come ad esempio villa Alari Visconti (XVIII secolo) a Cernusco sul Naviglio o Villa Belgioioso (XVII secolo) a Merate. Sono ville barocche, neoclassiche, più tardi liberty, circondate spesso da curatissimi e ampi giardini e parchi ed erette in molti casi in luoghi di grande incanto naturalistico, che ancora oggi ci permettono di immaginare la vita della nobiltà del tempo. Degna di nota è Villa Arconati, detta anche il Castellazzo, una delle ville storiche del Parco delle Groane, situata a Bollate (MI), nella frazione Castellazzo di Bollate. Si tratta di un esempio di barocchetto lombardo settecentesco ed è monumento nazionale. Da citare anche la Villa Reale di Monza, un grande complesso di stile neoclassico che fu usato come residenza prima dai reali austriaci e poi da quelli italiani. Nel 1706 la Lombardia fu ereditata dagli Austriaci, che quasi un secolo dopo furono cacciati da Napoleone Bonaparte, il cui dominio durò solo una ventina d'anni. Caduto Napoleone, con la Restaurazione, la Lombardia ritornò sotto Vienna. Nel ‘700 la regione acquista un ruolo di primo piano nella vita letteraria italiana, con l’ Illuminismo, un movimento culturale che qui procede parallelamente alle riforme politiche e amministrative promosse da Maria Teresa d’Austria. Intellettuali del calibro dei fratelli Pietro e Alessandro Verri divennero gli animatori di un giornale coraggioso e polemico, “Il caffè” (uscito tra il 1764 e il 1766) intorno al quale si raccolsero i maggiori esponenti dell’Illuminismo lombardo, come Cesare Beccaria (Milano, 15 marzo 1738 – Milano, 28 novembre 1794; Dei delitti e delle pene - 1763) o Giuseppe Parini (Bosisio, 23 maggio 1729 – Milano, 15 agosto 1799; Il giorno – 1763-1765 e 1801). Emblema del 1848 in Lombardia furono le Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848) che videro protagonista il popolo milanese, impegnato in una insurrezione contro gli oltre quindicimila austriaci del maresciallo Radetzky. La resistenza dei milanesi, organizzata con efficienza grazie a una fitta rete di barricate e di contatti tra i quartieri della città, fu coronata dal successo per i milanesi stessi. Tra i principali esponenti del patriottismo risorgimentale italiano vi fu Carlo Cattaneo (Parabiago, 15 giugno 1801 – Castagnola, 6 febbraio 1869), strenuo difensore della laicità e della creazione di un'Italia unita federale. In seguito alla Seconda Guerra d'Indipendenza la Lombardia fu unita al Regno di Sardegna ed il 17 marzo 1861 fu proclamata l'Unità d'Italia. Un altro personaggio significativo del periodo fu Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Isola di Caprera, 2 giugno 1882), generale, condottiero e patriota italiano. Garibaldi è una delle figure più rilevanti del Risorgimento italiano, ed è forse il personaggio storico più famoso e popolare nell'immaginario collettivo degli italiani. In Italia è noto anche con l'appellativo di Eroe dei due mondi, per le sue imprese militari compiute sia in Europa, sia in Sud America. Tra il dicembre 1835 ed il 1848 Garibaldi trascorse un lungo esilio in Sud America. Prima a Rio de Janeiro, accolto dalla piccola comunità di italiani aderenti alla Giovine Italia. Nel 1842 Garibaldi riparò in Uruguay, dove lo stesso anno sposò Ana Maria de Jesus Ribeiro, passata alla storia - e quasi alla leggenda - del Risorgimento italiano con il vezzeggiativo di Anita. Anche Alessandro Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873) – forse la voce più alta della letteratura lombarda e uno dei maggiori scrittori italiani – riceve una formazione di stampo illuminista, contaminata però da uno slancio verso il trascendente della conversione al cattolicesimo. Manzoni (nipote di Cesare Beccaria) fu probabilmente lo scrittore che meglio di ogni altro diede voce all’animo della regione, descrivendola in pagine di grandissima poesia nel suo capolavoro, il romanzo “I promessi sposi”.
Manzoni fu anche un patriota e un uomo impegnato politicamente, oltre che letterato, basti pensare al componimento lirico Il cinque maggio che egli scrisse nel 1821 in occasione della morte di Napoleone.
SITI UNESCO
Arte rupestre della Valcamonica (1979)
La chiesa ed il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie con “La cena” di Leonardo Da Vinci (1980)
Crespi d’Adda (1995)
Sacri Monti di Piemonte e Lombardia (2003)
Castelli della Lombardia:
Castello di Vezio - Perledo (LC):
L'edificio, così com'è giunto ai nostri giorni, presenta caratteristiche costruttive di epoca medievale. Purtroppo parte del castello è andata distrutta a seguito di eventi bellici non precisati, ma merita una visita per il suo fascino leggendario.
Castello Visconteo - Trezzo d'Adda (MI):
Posto in posizione strategica su un promontorio che si incunea nella prospiciente terra bergamasca, che fu per secoli dominio della Serenissima, il Castello rimane a ricordo delle vicende storiche che legano Trezzo alla Milano dei Visconti e degli Sforza. Esso ha origine attorno ad una primitiva rocca longobarda che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda.
Castello di Sant'Angelo Lodigiano (LO):
E' un tipico esempio di architettura militare lombarda a pianta quadrilatera irregolare con torri angolari. Attualmente il Castello ospita una Casa-Museo, il Museo dell'Agricoltura e il Museo del Pane.
Castello di Vigevano (PV):
Castello Sforzesco, si può considerare una piccola città nella città, essendo per estensione uno dei più grandi complessi fortificati d’Europa. Il primo nucleo risale all’età longobarda (VII-X secolo), mentre la sua trasformazione in residenza signorile si deve ai Visconti e agli Sforza. Alla sua realizzazione contribuirono sicuramente artisti come Bramante e si pensa anche Leonardo. Tra il 1492 e il 1494 terminarono i lavori di costruzione.
Castello di Grumello - Grumello del Monte (BG):
Il Castello domina il borgo di Grumello del Monte e i suoi vigneti, nel cuore della Valcalepio, fascia collinare tra Bergamo e il lago d’Iseo. Fu costruito probabilmente intorno al Mille come fortezza militare dotata di una torre d’avvistamento, data la sua posizione strategica.
Castello di Brescia - Brescia (BS):
Ubicato sulla sommità del Colle Cidneo, il Castello di Brescia è una delle più grandi fortezze d'Italia ed è sede di due musei e di un plastico ferroviario. L'edificio più importante del Castello è costituito dal Mastio, la più importante sopravvivenza monumentale dell'imponente apparato difensivo con cui i Visconti fortificarono la città alla metà del secolo XIV.
Rocca Borromeo (Angera – VA):
Si tratta di uno dei castelli meglio conservati del territorio lombardo ed è un raro esempio di edificio fortificato medievale integralmente conservato, si erge su di uno sperone di roccia calcarea che domina la parte meridionale del Lago Maggiore. In posizione strategica per il controllo dei traffici, fu proprietà della casata dei Visconti.
Castello di Malpaga (Bergamo):
Il castello venne costruito verso la metà del Trecento su volere di Bartolomeo Colleoni. Questo sontuoso castello, con la tipica loggia di Medea e la cornice di merli ghibellini, è bellissimo non solo esternamente ma anche internamente: camini in pietra, soffitti a cassettoni, saloni eleganti e prestigiosi affreschi lo rendono unico ed adatto ad eventi speciali.
Castello di Soncino (CR):
Risale al X secolo, quando venne costruita una prima cinta muraria quale riparo da opporre alla calata degli Ungari. Nel 1200 il castello venne assediato e distrutto dai Milanesi e dai Bresciani. Ad oggi il maniero presenta una possente ed elegante pianta quadrilatera, voluta da Gian Galeazzo Sforza, che si snoda in torri quadrate. La struttura è poi alleggerita da finestre bifore che ne illuminano gli ambienti.
Castello di Pavia:
Ha origini ancora non note con certezza, ma il periodo è riconducibile al XIV secolo. Il maniero presenta una struttura elegante, semplice e sobria, con una tradizionale pianta quadrata, alte torri angolari ed il cotto rosso sulle facciate. La bellezza della fortezza proviene proprio da questa semplicità, senza dimenticare lo spettacolare cortile interno che racchiude.
Località turistiche:
Bormio:
A chi ama la vacanza estiva riposante, nel diretto contatto con la natura, i vasti boschi offrono un ambiente ideale. Da qui poi e facile partire alla scoperta del Parco Nazionale della Stelvio, delle sue valli, della ricca flora e fauna che vi dimora.
Campione d'Italia:
Campione d'Italia è un comune della provincia di Como. Costituisce un’enclave italiana nel Cantone svizzero del Ticino, separata dal resto d’Italia dal Lago di Lugano e dalle montagne. Un'isola italiana di poco meno di un chilometro quadrato in territorio elvetico, a metà strada tra la frontiera di Ponte Chiasso e Lugano: la piccola enclave di Campione d'Italia vale certo una visita sia per la bellezza del paesaggio in riva al Ceresio, sia per l'antica tradizione artistica, che ha lasciato segni di grande significato.
Colere:
è un comune della provincia di Bergamo, rinomato per le piste da sci in inverno e per le innumerevoli escursioni in estate. Il borgo è stato recentemente interessato da un incredibile boom del turismo che ha di fatto modificato la vita degli abitanti stessi, da sempre dediti alla pastorizia ed all’agricoltura.
Darfo - Boario Terme:
Ubicata in una tra le più belle valli bresciane, la Valle Camonica, Darfo - Boario Terme deve la sua notorietà alle fonti minerali che sgorgano alle pendici della montagna a nord-est , dove oggi si trova il Parco Termale o Parco delle Fonti.
Desenzano del Garda:
Una vacanza a Desenzano offre possibilità per tutti gli sports nautici, per escursioni sul lago ed intorno al lago, un calendario estremamente vario di manifestazioni lungo tutto il corso dell'anno. Il vecchio porto è governato dal castello, di costruzione medievale, si alzò probabilmente sulle fondamenta di un castrum romano. Dalla sua terrazza si gode dei più magnifici panorami del Garda.
Foppolo:
è un comune della provincia di Bergamo situato in Alta Val Brembana. Durante il periodo invernale Foppolo diventa il centro sciistico più importante delle Orobie bergamasche, con una grande quantità di piste da sci.
Livigno:
è un comune della Provincia di Sondrio ed è il più popolato fra i 26 comuni italiani posti oltre i 1816 metri di altitudine sul livello del mare. Durante il periodo invernale sono molte le persone che raggiungono la località per trascorrere una vacanza sulla neve. Durante la stagione estiva non mancano i villeggianti che approfittano della zona extra-doganale per fare shopping o che, attirati dall'altitudine del luogo, lasciano le città calde e afose per rifugiarsi nel fresco clima di Livigno.
Lòvere:
è un comune in provincia di Bergamo e si trova alla fine del lago d’Iseo e allo sbocco della Valcamònica, in una strategica posizione. Nel medioevo divenne un borgo fortificato e infatti conserva nella struttura urbanistica dell’abitato le caratteristiche di questo periodo. E’ oggi una frequentata località di villeggiatura.
Monte Isola o Montisola:
è la maggiore isola lacustre d'Europa, situata nel Lago d'Iseo, in provincia di Brescia, nel territorio del comune omonimo. Sulla sponda bresciana dell'isola è attestata la presenza di ville d'epoca romana. E' uno dei luoghi più ambiti e frequentati del lago durante i mesi estivi, in cui si possono fare bellissime passeggiate o escursioni in bicicletta.
Passo della Presolana:
è situato 1.297 metri sopra il livello del mare tra la Valle Di Scalve e la Val Seriana, dista da Bergamo 47 km ed è una rinomata località sciistica e base di escursioni nel gruppo della Presolana. Insieme alle frazioni di Bratto e Dorga ed ai centri sciistici di Monte Pora e all’antichissimo insediamento di Castione della Presolana, formano uno dei maggiori comprensori turistici del Bergamasco.
Passo del Tonale:
situato a 1.883 m s.l.m., è un valico alpino nelle Alpi Retiche meridionali che divide le Alpi dell'Ortles a nord e le Alpi dell'Adamello e della Presanella a sud. Centro turistico sia estivo che invernale, il Passo del Tonale è punto di appoggio per numerosi itinerari alpinistici ed escursionistici, ed è la maggiore fra le stazioni di sport invernali della Lombardia.
Ponte di Legno:
è un comune della Val Camonica in provincia di Brescia e rappresenta la più importante stazione turistica lombarda, provvista di centinaia di chilometri di piste da sci con annevamento artificiale e di moderni impianti di risalita, possiede una cabinovia inaugurata il 2 dicembre 2006 che collega in meno di 15 minuti Ponte di Legno con il Passo del Tonale, frazione del comune stesso.
Salò:
La sua posizione geografica è particolarmente favorevole, trovandosi infatti tra la Valtenesi, la Valle Sabbia e l'Alto Garda. Il suo centro storico è molto caratteristico, ricco di stradine, vicoli e piccole piazze circondate da dimore signorili, negozi, ristoranti e bar. Numerose sono le escursioni e le passeggiate che si possono fare nelle vicinanze, a Barbarano, Campoverde, Cunettone, Renzano, San Bartolomeo, Serniga e a Villa. Per gli appassionati di sport qui non mancano certo le possibilità: pesca sportiva, surf, canottaggio, vela, tennis. Inoltre ci sono impianti pubblici per il nuoto, il calcio, la pallavolo, il basket e le bocce, palestre private anche per la pratica di danza, ginnastica, scherma e judo.
Sirmione:
è un comune della provincia di Brescia, il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda. Sirmione è cittadina a forte vocazione turistica: le importanti vestigia romane e medioevali rappresentano un importante meta di turismo culturale.
Enogastronomia lombarda:
La Lombardia, forte di un settore agricolo fra i più sviluppati in Europa e geomorfologicamente complessa, fra laghi, pianure e montagne, si connota per un ricco catalogo di materie prime di qualità, attorno al quale si regge una tradizione gastronomica di nobile lignaggio.
La tradizione casearia lombarda è imponente, infatti con circa 90 tipi di formaggi la Lombardia si colloca tra le regioni di maggior produzione: si va dai formaggi d'alpeggio a quelli freschi e stagionati, come il bitto, lo zincarlin, il bagoss, lo sbrintz, il fontal, il formai de mut, il quartirolo, lo stracchino, la robiola, il casera della Valtellina e il taleggio. Grana Padano, Gorgonzola e Mascarpone sono fra i formaggi italiani più famosi al mondo.
Ugualmente strepitosa è la serie di salumi: bresaola, salame di Milano, salame Brianza, salame di Varzi e salame d'oca di Mortara sono tutti assolutamente da provare.
Fra i primi, minestre, polente e risotti occupano un posto privilegiato. Da provare la supa de can e la minestra di riso e farro; la minestra de macch si prepara con zampina di maiale e orzo, mentre la minestra sporca è una specialità bresciana con le rigaglie di pollo; la zuppa pavese è a base di uova, brodo e pane; la broeda si fa con farina, formaggio e latte; la busecca è una deliziosa zuppa di trippe.
I risotti sono molto amati in Lombardia. Ogni località ne ha una sua particolare interpretazione. Fra le ricette più tipiche sono da segnalare: il risotto al gorgonzola, anche con l'aggiunta di pera; il risotto alla milanese dall'inconfondibile colore giallo conferitogli dallo zafferano e con un pizzico di midollo di bue; il risotto alla vogherese, preparato coi peperoni; il risotto alla pitocca, con pollo e chiodi di garofano; il risotto alla valtellinese, con patate e formaggio d'alpeggio; il risotto con taleggio e tartufo nero, tipico del bergamasco; il risotto alla pilota, con le salamelle, magari rinforzato dal puntel, una succulenta braciola; riso e tridura, con uovo, grana e brodo. Sui laghi è da provare il risotto al filetto di persico. Un'antica e gustosa ricetta è il risotto alla certosina, che prevede un eclettico utilizzo di gamberi, sogliola, funghi, piselli e rane.
La polenta, come i risotti, è sottoposta ad un'infinita serie di varianti ed interpretazioni. Vi segnaliamo: la polenta taragna, nera con farina di mais e grano saraceno, condita con burro fuso e diversi tipi di formaggi, a seconda della località, come il bitto, lo scimut, il bagoss; la polenta, se impastata col taleggio, è conosciuta col nome di schisola, se fritta si chiama sciatt; la polenta conscia prevede l'utilizzo di panna e lardo; nel bergamasco si abbina con gli usei, gli uccellini, precedentemente lardellati: a Bergamo, inoltre, si preparano anche dei piccoli stampini infornati con polenta e formaggio, una vera leccornia, chiamati margottini. Giungendo, infine, alle paste bisogna dire che, pur occupando un ruolo tradizionalmente residuale rispetto a zuppe e risotti, alcune specialità hanno raggiunto fama nazionale e si connotano fortemente anche per la scelta ardita e originale degli ingredienti, con abbinamenti dolce-salato. Due esempi su tutti: i celeberrimi ravioli di zucca di Mantova e i casonsèi imbottiti di trita, amaretti e pera.
Da provare assolutamente i marubini di Cremona, imbottiti di stracotto di manzo e uova e i pizzoccheri della Valtellina, grossi spaghettoni di grano saraceno, conditi, con burro, formaggio e salvia.
Fra i secondi sono celeberrimi la cotoletta alla milanese, eredità asburgica in quel di Milano, l'ossobuco alla milanese, cucinato col vino bianco, e gli involtini con la mostarda di Cremona. La gastronomia lombarda ama i brasati e i gran bolliti, con vino, brodi o in umido: la preparazione del fricandò ed il manzo alla valtellinese sono figli di questa grammatica culinaria. Il manzo con olio prevede anch'esso una lunga cottura e si prepara con le acciughe e pangrattato. La trippa, detta foiolo, viene preparata alla milanese, in umido con fagioli e pancetta, o alla bergamasca, con zafferano, cetriolini e capperi. Delizioso è il fritto misto alla milanese, a base di polmone, animelle, fegato e cervello. Molto apprezzate le rane in guazzetto o arrostite ed in umido col vino: da provare le cosce di rana con la panna. Strepitosa è la cassoeula, a base di maiale e verze, ed assolutamente imperdibile il fegato alla lodigiana. Il pestoem è un'interessante trita di maiale, vitello e pancetta con cannella, ai ferri, poi servito con salse varie. Pantagrueliche golosità di carne nera: la lepre in crosta si prepara con panna, sullo spiedo, e con gli amaretti; il cervo si fa andare in umido in sapidi guazzetti; gli uccelletti si rosolano in spiedi col vino, dopo averli imbottiti di una ghiotta a base di vari formaggi lombardi, fegatini e uova; le oche si brasano con le verze; il camoscio in salmì è una complessa vivanda che richiede una lunga frollatura della carne ed una marinatura di almeno cinque giorni! Non mancate i nervetti alla salvia, gloria lariana a base di panna e piedini di vitello, e la savoiarda, pantagruelica preparazione a base di testina di maiale, peperoni, acciughe, capperi e lingua salmistrata. Grandi soddisfazioni vi regaleranno anche i pesci dei laghi: prelibato è il luccio in salsa, a base di peperoni, vino e acciughe, oppure in salmì e in zucca; strepitosi sono i misultitt, prima essiccati e poi grigliati, e le tinche in carpione; deliziosi sono il filetto di pesce persico dell'Iseo, il baccalà alla mantovana e le anguille a Como.
Fra i dolci, famosissimi sono il panettone, a base di uva passa e canditi, e la sbrisolona mantovana, ricca di mandorle; sicuramente da provare sono il pan de mei, la miascia, il masigott e la crema lodigiana.
Vini
Prestigioso è il bouquet di bottiglie lombarde. L'Oltrepò pavese, la Franciacorta e la Valtellina sono, sicuramente, aree di eccellenza: quest'ultima regione ci regala due grandi rossi DOCG: il Valtellina Superiore e lo Sforzato, degni frutti delle uve Nebbiolo, qui conosciute come Chiavennasca. Da provare le etichette Botticino, Garda e il Moscato di Scanzo. La denominazione Oltrepò pavese DOC ricomprende pregiati Pinot, Barbera, Bonarda, Chardonnay e Cabernet Sauvignon. Apprezzatissimi gli spumanti dell'Oltrepò e della Franciacorta. Alcuni nomi: Capriano del Colle, Botticino, Lambrusco mantovano, Tocai di San Martino della Battaglia, Valcalepio, Cellatina, Colli Morenici mantovani, Lugana, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Valtellina, San Colombano al Lambro e Riviera del Garda. Famose per la loro bontà ma soprattutto per i gradi sono le grappe lombarde che, è proprio il caso di dirlo, scaldano corpo e spirito!
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