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La Campania è una regione dell'Italia meridionale. Conta 5.811.390 residenti (demo.istat.it 31/12/2007) che la collocano al secondo posto per abitanti (dopo la Lombardia) e al primo per la densità. Il suo capoluogo è Napoli. Confina a ovest, sud-ovest con il Mar Tirreno, a nord-ovest con il Lazio, a nord con il Molise, a nord-est con la Puglia e ad est con la Basilicata.
Etimologia (origine del nome): Il nome Campania deriva dal termine latino campus, che vuol dire campagna, e per commistione linguistica, dal termine osco Kampanom, con il quale si indicava l'area nei pressi della città di Capua. Tuttavia, deve essere precisato che gli studi al riguardo non sono giunti a conclusioni univoche, poiché non è chiaro se la parola Campania sia una derivazione dell'aggettivo modificato di Capua (Capua, Capuania, Campania), ovvero se trovi invece coincidenza con il significato di "campagna", come farebbe presupporre la nota espressione "Campania felix". In questo secondo senso, si sottolinea che il sostantivo latino "campus" ha appunto il significato di "pianura, campagna aperta", che indicherebbe, unitamente al clima favorevole altrettanto noto, la particolare fertilità ed amenità dell'area.".
Geografia: La Campania è prevalentemente collinare (50,8%), il 34,6% di essa è montuosa e il 14,7% pianeggiante. Per quanto concerne il rilievo, possiamo innanzitutto distinguere, la dorsale appenninica centrale, decorrente da nord-ovest a sud-est e comprendente diversi massicci (Matese, Taburno, Avella, Terminio, Cervialto, Alburno, Cervati), seguita verso est da una zona di altopiani e conche (Benevento, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Valle Caudina, ecc). Nella zona litorale troviamo massicci di origine vulcanica (Somma-Vesuvio, Campi Flegrei) e di origine sedimentaria (monti Lattari e Massico). Le pianure più importanti sono a nord quella del fiume Garigliano e quella del fiume Volturno; quest'ultima confina a sud con il solco del fiume Sarno e costituisce la Pianura Campana propriamente detta, fertile ed intensamente popolata. Ricordiamo, inoltre, la pianura del fiume Sele a sud, formante la piana di Pesto e la pianura di Salerno. Ad est dei massicci dell'Alburno e del Cervati si distende il Vallo di Diano attraversato dal fiume Tanagro che in origine era un grande lago pleistocenico. I fiumi si riversano per lo più nel Tirreno ed hanno un corso tortuoso, con ripide gole tra i vari massicci della regione. Le sorgenti sono copiose e sorgono ai piedi dei rilievi calcarei, nei quali sono frequenti fenomeni carsici.
Isole Flegree
Vengono dette isole flegree le isole del golfo di Napoli di Ischia, Procida, Vivara e Nisida. Il nome Flegree deriva dalla comune appartenenza di queste isole all'area geologica dei Campi Flegrei. L'isola di Capri, pur situata nel golfo di Napoli, non viene generalmente compresa nell'arcipelago flegreo, in quanto appartenente ad un'altra area geologica. Le isole flegree e Capri vengono quindi definite con il nome di Arcipelago Campano (o anche Napoletano).
Capri
L'isola di Capri è un'isola nel golfo di Napoli. Situata di fronte alla penisola sorrentina, è celebrata per la sua bellezza sin dai tempi dell'impero romano. L'isola è, a differenza delle vicine Ischia e Procida, di origine carsica. Inizialmente era unita alla Penisola Sorrentina, salvo essere successivamente sommersa in parte dal mare e separata quindi dalla terraferma, dove oggi si trova lo stretto di Bocca Piccola. Capri presenta una struttura morfologica complessa, con cime di media altezza (Monte Solaro 589 m e Monte Tiberio 334 m) e vasti altipiani interni, tra cui il principale è quello detto "di Anacapri".
Ischia
L'isola d'Ischia con i suoi 46 km² di superficie e i circa 61 mila abitanti è la maggiore delle isole del golfo di Napoli e la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna. Dal punto di vista strettamente naturale l'isola presenta diverse peculiarità, dovute anche alla sua origine vulcanica, che tra l'altro ha reso possibile lo sviluppo di una fiorente attività economica, legata al turismo sia esso turismo termale, che turismo balneare. Il Monte Epomeo, è la cima più alta dell'isola d'Ischia con i suoi 789 metri. Per raggiungerlo si può arrivare sino alla località detta Fontana e poi si deve proseguire a piedi sino alla vetta o, come usavano i contadini di un tempo, a dorso di un asino. In prossimità della vetta in tufo verde vi sono i resti di un eremo e la chiesetta dedicata a S. Nicola di Bari. Dalla cima si può ammirare uno scenario di incomparabile bellezza che va da Capri, a Ponza, Gaeta, Napoli, il Vesuvio, i Monti Lattari e la penisola Sorrentina.
Procida
L'isola di Procida ha una superficie di 3,7 km². Il perimetro, estremamente frastagliato, misura circa 16 km. Il rilievo più elevato è rappresentato dalla collina di Terra Murata (91 m), sovrastata da un borgo fortificato di origine medioevale. L'isola si trova ad una distanza minima dalla terraferma di circa 3,4 km (Canale di Procida) ed è collegata da un sottile ponte alla vicina isola di Vivara. Le sue coste, in alcune zone basse e sabbiose, altrove a picco sul mare, danno vita a diverse baie e promontori che offrono riparo alla piccola navigazione e hanno permesso la nascita di ben tre porticcioli sui versanti settentrionale, orientale e meridionale dell'isola. La gran parte del suo litorale è compreso nell'area naturale marina protetta Regno di Nettuno.
Aree naturali protette
Le aree naturali protette della Campania occupano un territorio pari al 25% dell'intera superficie regionale e coprono per lo più il piano montano o collinare, salvo in rare eccezioni come nella valle del Sele e del Volturno. Fanno parte delle aree protette: due Parchi Nazionali (il Parco nazionale del Vesuvio e il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano) e numerosi fra Parchi Regionali, Riserve Naturali Statali, Riserve Naturali Regionali, Aree Marine Protette e altre Aree Protette, fra cui Oasi Naturali, Parchi Sommersi e Siti di Importanza Comunitaria.
Il Parco nazionale del Vesuvio è nato il 5 giugno 1995 per il grande interesse geologico, biologico e storico che il suo territorio rappresenta. La sua sede è collocata nel comune di Ottaviano. L'area protetta si sviluppa dai boschi e le macchie del piano collinare del Vesuvio fino alle colate laviche della cima del monte. Interessanti elementi floristici endemici come il lichene Stereocaulon vesuvianum e la Genista aetnensis, nonché l'importante stazione relitta di Betula pendula sul Monte Somma e nella Valle del Gigante.
Il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano è senza dubbio l'area protetta più importante e la più vasta di tutta la regione. Ricchissima di biodiversità, è stata istituita per preservare un variegato sistema di ambienti e specie animali e vegetali. Il più celebre ed interessante endemismo del parco è la Primula palinuri; nel piano montano si segnala inoltre la presenza dell'aquila, il corvo imperiale e la lontra. La regione del Cilento è caratterizzata da eccezionali paesaggi naturali e siti di grande importanza culturale e storica; per questo motivo e per le sue importanti testimonianze archeologiche è iscritta nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1998.
Il Vesuvio
Il monte Vesuvio è un vulcano esplosivo attivo (attualmente in stato di quiescenza dal 1944) situato in Campania nel territorio dell'omonimo parco nazionale. Si tratta di un vulcano particolarmente interessante per la sua storia e per la frequenza delle sue eruzioni. Fa parte del sistema montuoso Somma - Vesuvio ed è alto 1281 metri. È situato leggermente all'interno della costa del golfo di Napoli, ad una decina di chilometri ad est del capoluogo campano. Il Vesuvio detiene un primato a livello mondiale: si tratta del vulcano che per primo è stato studiato sistematicamente (1841). L'eruzione più nota purtroppo per la sua tragicità è quella che vide la distruzione delle città di Pompei ed Ercolano nel 79 d. C.
Storia: La Campania fu abitata da popolazioni molto antiche come gli Osci o Opici, gli Aurunci, gli Ausoni, i Sidicini ed i Sanniti; i quali parlavano la lingua osca, una lingua indoeuropea del gruppo italico. A partire dal II millennio a. C. circa. Successivamente, anche la Campania, come altre zone dell'Italia meridionale, fu soggetta a colonizzazione greca. La prima delle colonie greche in Campania ed in Italia, fu Ischia, dove nell'VII secolo a. C. un gruppo di coloni provenienti dall'Eubea si insediarono sull'alture di Punta Chiarito, nella frazione di Panza. Da lì i coloni, interessati al commercio di ferro con le popolazioni etrusche del continente si spostarono nella zona nord dell'isola, sull'altura di Monte di Vico, nel comune di Lacco Ameno, fondando così Pithecusa, che nel periodo di massimo splendore raggiunse i 10.000 abitanti. Per sfuggire probabilmente all'attività vulcanica dell'isola, i coloni greci decisero di spostarsi sulla terraferma e fondarono Cuma. Alcuni abitanti della stessa Cuma si insediarono sul Golfo, fondando un villaggio che prese il nome di Partenope: era il primo nucleo cittadino dell'attuale Napoli. L'insediamento greco avvenne solo lungo le coste, mentre la parte interna era abitata dagli etruschi che diedero vita ad una lega di dodici città con a capo Capua, Nuceria, Nola e altre. La regione venne prima invasa dai sanniti (intorno al V secolo a. C.) e poi divenne un obiettivo espansionistico di Roma. A seguito delle tre guerre sannitiche (343-290 a. C.), con esito infausto per le popolazioni locali, fu occupata dai Romani, che vi fondarono parecchie colonie (come quella di Puteoli, l'attuale Pozzuoli). Durante la seconda guerra punica, solo poche città si allearono ai cartaginesi, mentre la maggior parte della regione restò fedele a Roma. Amministrativamente fece parte della Regio I; ai tempi di Diocleziano acquisì poi autonomia. Durante l'occupazione romana, molti Potenti, costruirono lungo la costa le proprie ville estive. Anche dal punto di vista economico ci fu uno sviluppo dell'agricoltura e del commercio.
Dai longobardi al vice regno spagnolo
Sul finire del V secolo d. C. i longobardi scesero in Italia arrivando fino in Campania. Nell'anno 1030 i normanni acquisirono il feudo di Aversa, primo loro possedimento nel Sud-Italia. La Campania venne poi compresa nel Regno di Sicilia, e affidata ai rispettivi sovrani (Angioini e Aragonesi). Il Regno di Sicilia divenne poi un vice regno della Spagna, e il viceré risiedeva a Napoli, che divenne capitale. La politica dei sovrani spagnoli favoriva i ceti più alti: ciò scaturiva in rivolte da parte delle classi più povere. Una delle figure rivoluzionarie di quest'epoca fu Masaniello, che condusse un'accesa campagna contro il viceré.
Dai Borbone all'Unità d'Italia
Dopo la guerra di successione polacca la Campania passò ai Borbone. Il primo re fu Carlo di Borbone, rimasto famoso per avere intrapreso molte riforme in campo economico e legislativo. La capitale, Napoli, divenne centro culturale e intellettuale, oltre a diventare una delle città europee più popolate e avanzate. Dopo la breve esperienza della Repubblica Partenopea di Napoli, nel 1799, Napoleone Bonaparte nominò Re di Napoli suo cognato Gioacchino Murat che abolì definitivamente il feudo. Dopo l'età napoleonica il Congresso di Vienna riaffidò il Regno delle due Sicilie ai Borbone. Anche la Campania fu poi coinvolta nelle rivolte liberali e nei moti per l'Unità d'Italia. Nel 1861 la regione venne annessa al Regno d'Italia.
Dal dopoguerra a oggi
Durante la seconda guerra mondiale la Campania fu teatro di alcune famose operazioni militari, come lo sbarco a Salerno e le Quattro giornate di Napoli. Nel dopoguerra la Campania fece parte di quel gruppo di regioni del Sud Italia, fonte di emigrazione soprattutto verso il Nord Italia. Negli anni '70 e 80 si è visto un aumento della criminalità organizzata (in questo caso la Camorra) che ha portato molti disagi di tipo sociale alla regione. Il 23 novembre 1980 fu sconvolta da un grave terremoto che colpì buona parte di essa. Ancora oggi la Campania resta una regione italiana con diverse problematiche, prime su tutte la criminalità organizzata e l'emergenza rifiuti.
Personalità campane
Il filosofo e letterato più noto del Novecento a Napoli fu Benedetto Croce, famoso per i suoi studi in estetica, etica, logica, economia, storia, politica. Artisti, attori, sceneggiatori e uomini di spettacolo napoletani famosi furono Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo e la loro sorella Titina De Filippo. Il principe Antonio de Curtis fu uno dei più importanti attori comici del Novecento a Napoli. E' conosciuto in tutto il mondo con il soprannome di Totò. L'attrice Sophia Loren è cresciuta a Pozzuoli. Il famoso produttore cinematografico Dino De Laurentiis è nato a Torre Annunziata. Tra gli attori e registi campani contemporanei ricordiamo Teresa De Sio, Lello Arena, Massimo Troisi (deceduto nel 1994), Gabriele Salvatores.
SITI UNESCO
Centro storico di Napoli (1995) Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (1997) Il Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta con il Parco, l’Acquedotto vanvitelliano ed il Complesso di San Leucio (1997) Costiera Amalfitana (1997) Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula (1998)
Castelli della Campania: I castelli difensivi giunti sino a noi intatti nella struttura sono sei, cinque nel centro storico (Maschio Angioino o Castel Nuovo, Castel Capuano, Castel Sant'Elmo, Castel dell'Ovo e la Caserma Garibaldi, costruita appunto a mo' di castello fortificato), e l'altro in zona periferica, il Castello di Nisida di epoca tardo-angioina che oggi ospita la Colonia di Redenzione per Minorenni. Vanno inoltre menzionati i resti di altri due castelli: il Forte di Vigliena (1702) e il Castello del Carmine (1382). Altre strutture della città hanno forme ed aspetto di castelli (Castello Aselmeyer; 1902), il cui interesse storico è limitato al significato artistico e decorativo della struttura.
Castel Capuano:
E' il più antico castello di Napoli, aveva la funzione di proteggere l'entroterra di Napoli e fu costruito nel XII secolo da Guglielmo I di Sicilia, come residenza reale normanna.
Castel dell'Ovo:
Dopo il Castel Capuano è il più antico della città di Napoli ed è uno degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del Golfo. A funzione prettamente difensiva delle coste cittadine, il castello sorge infatti sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni ed è liberamente visitabile.
Castel Nuovo:
Meglio noto come Maschio Angioino, è uno dei simboli della città di Napoli. Domina la scenografica piazza Municipio. La sua costruzione si deve all'iniziativa di Carlo I d’Angiò, che nel 1266, sconfitti gli Svevi, salì al trono di Napoli e Sicilia e stabilì il trasferimento della capitale da Palermo alla città partenopea.
Castel Sant'Elmo:
All'epoca chiamato Belforte, è stato sempre un possedimento molto ambito per la sua favorevole posizione in altura che ne assegnava una funzione di controllo della città. Fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò e ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assumendo l'attuale pianta a stella.
Località turistiche:
Amalfi e la Costiera Amalfitana:
Amalfi è un comune di 5.421 abitanti della provincia di Salerno. Dà il nome all'omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana, che dal 1997 è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. La costiera amalfitana è il tratto di costa campana, situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno È un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti insediamenti turistici.
Castellammare di Stabia:
Si trova sul golfo di Napoli, all'inizio della Penisola Sorrentina. Importante centro turistico, deve la sua fama agli scavi archeologici della antica città di Stabiae, al termalismo, con ben due strutture termali, tanto da essere definita 'Metropoli delle acque, dei climi e del mare'.
Ercolano:
Posta ai piedi del Vesuvio, Ercolano sorge a pochi metri sul mare. La città è famosa per le sue origini leggendarie e per i suoi scavi archeologici, che, con quelli di Pompei e Oplontis, dal 1997 fanno parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Marina di Camerota:
In provincia di Salerno, la "perla del Cilento", com'è soprannominata, è ricompresa nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quindi protetta dall'Unesco quale patrimonio mondiale dell'umanità e riserva della biosfera. Da sette anni consecutivi Bandiera Blu europea per gli approdi turistici.
Paestum:
E' un'antica città della Magna Grecia sacra a Poseidone ma devotissima anche a Hera e Atena. Il suo territorio è ancora oggi cinto dalle mura greche, così come modificate in epoca lucana e romana poi. Si trova nel comune di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno e mostra importanti monumenti architettonici di epoca greca e romana, per cui se ne consiglia la visita.
Palinuro:
Grazie alla bellezza del mare ed alla grandiosità delle sue coste e grotte marine, è una delle più famose e frequentate località balneari della regione.
Pompei:
Posta nell'area metropolitana di Napoli, Pompei ha uno dei siti archeologici più visitati del mondo. Le origini del borgo sono molto antiche e durante il periodo della dominazione romana era una delle cittadine più ricche e potenti dell'Impero. Oggi Pompei è famosa nel mondo per i resti archeologici della città romana, che fu completamente ricoperta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d. C., ma è dotata anche di splendide spiagge che si affacciano nel Golfo di Napoli. Nel 1997, l'UNESCO ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area sulla base dei criteri culturali considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79, costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato, e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo.
Positano:
Situata nel cuore della Costiera Amalfitana, Positano è una delle perle d'Italia, incastonata in un angolo di paradiso tra ripide scogliere e dolci onde marine. E' nota località di mare per le sue numerose spiagge raggiungibili grazie alle tipiche "scalinate" che dall'alto del paese giungono in basso.
Pozzuoli:
Nota località termale, famosa per i suoi ristoranti e sede di un importante mercato ittico, è una delle poche città al mondo a possedere due anfiteatri romani.
Sorrento:
Posta su una terrazza tufacea a strapiombo sul mare, Sorrento è famosa per le sue belle spiagge, il suo golfo, e per l'ottima cucina.
Torre Annunziata:
La città di Torre Annunziata, situata ad un’altitudine di 10 metri sopra il livello del mare, deve il suo nome all’antica Torre costruita nel 1300 per avvistare i pirati saraceni che venivano dal mare.
Altre località:
Da non perdere anche le due città Bandiera Arancione della Campania, splendide da un punto di vista paesaggistico e assai suggestive da un punto vista storico e archeologico: Sant'Agata de' Goti e Cerreto Sannita.
Enogastronomia campana:
La Campania è storicamente una terra famosa per la bontà dei suoi prodotti tipici, grazie alla generosità della natura che le ha donato terreni fertilissimi ed un clima mite; non a caso era chiamata Enotria cioè “Terra del vino”. Sono proprio i vini, insieme alla mozzarella di Bufala, i prodotti che stanno riscuotendo il consenso maggiore aldilà dei confini non solo regionali ma anche nazionali. Si annoverano infatti tra le loro fila vini di indiscussa qualità come il Taurasi, il Greco di Tufo, il Fiano i quali hanno avuto il massimo riconoscimento della DOGC, ma anche vini che nulla hanno da invidiare a quelli delle altre regioni con una tradizione enologica altrettanto illustre. La ricchezza di questa regione risiede nel fatto che ogni area della Campania possiede le proprie tradizioni enogastronomiche che, rispettando la naturale evoluzione storica, esaltano le tipicità di ogni luogo. Dalle ricette marinare costriere alla cucina rurale delle zone interne è tutta una esaltazione di formaggi, di salumi e carni, di olio, di verdure e frutta, degli ottimi dolci famosi in tutto il mondo. La cucina campana in generale è una cucina ricca e genuina, con alcune note originali derivanti dalla presenza storica di greci, spagnoli e francesi sul territorio. Ma il vero trionfo ed il simbolo della cucina napoletana nel mondo è la pizza. Nata come piatto semplice e povero, la pizza nel corso dei secoli ha fatto il giro del mondo ed ha conquistato il palato di intere generazioni. La pizza è la creazione più celebre di tutta la cucina napoletana ed è un'invenzione molto antica. In passato, un primo tipo di pizza si faceva in epoca romana, ed era una specie di focaccia di grano. Ma la pizza per antonomasia, fragrante, gustosa e croccante diventò presto popolarissima presso il popolino, ma anche presso baroni e principi: dominava i ricevimenti dei Borboni, che ne erano ghiotti, e Ferdinando IV arrivò a farla cuocere nei forni di Capodimonte, gli stessi dai quali uscivano le preziose ceramiche artistiche. Si narra che anche i sovrani piemontesi si lasciarono conquistare da questo umile cibo meridionale: fu per Margherita di Savoia che nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito creò la patriottica pizza "tricolore" in cui bianco, rosso e verde erano costituiti da mozzarella, pomodoro e basilico e che da allora si chiama appunto "pizza Margherita". Tra i prodotti della terra più tipici ricordiamo: il limone di Sorrento, il pomodoro San Marzano e la melannurca campana.
I Formaggi
Formaggio in Campania è sinonimo di mozzarella di bufala; questo prodotto è infatti il fiore all'occhiello della gastronomia regionale e, insieme alla pizza, l'ambasciatore dei nostri prodotti tipici nel mondo. Il suo nome deriva dal termine "mozzare", dal modo in cui le viene data la sua caratteristica forma tondeggiante. Ma la produzione casearia campana non è solo mozzarella; esistono infatti altri formaggi derivati dal latte di vacca, come il Provolone del Monaco o il famoso Caciocavallo Podolico, o di derivazione ovina (su tutti il Pecorino di Carmasciano) che vantano la stessa importanza gastronomica per gusto, tradizione, qualità nutritive.
L'olio d'oliva
L'olio extravergine d'oliva può essere considerato l'essenza stessa della cucina mediterranea ed infatti le distese di oliveti, insieme a quelle di vigneti, caratterizzano spesso il paesaggio del nostro territorio. Elemento comune delle diverse varietà di oliva presenti sul territorio è la grande qualità che riescono a trasmettere agli oli che ne derivano. Esistono infatti già 6 oli extravergine di oliva a cui è stato riconosciuto il marchio DOP ed quasi altrettanti in fase di istruttoria. In generale l'olio extra vergine d'oliva campano si presenta di colore giallo con sfumature verdognole, leggermente fruttato, armonico e delicato, dal sapore dolce con lievi note di amaro e piccante. Senza dubbio uno dei prodotti di maggior qualità di questa generosa terra.
Le carni
La tradizione dell'allevamento è molto radicata specialmente nell'entroterra campano; la necessità di utilizzare tutte le parti degli animali macellati, riservando per il proprio autoconsumo le parti meno pregiate, ha spontaneamente dato vita a prodotti (salami, soppressate, salsicce) che con il tempo hanno acquistato un loro valore gastronomico. Su tutti è da menzionare il salame napoletano che viene oramai prodotto in tutte le aree della regione. Un prodotto alquanto nuovo, che sta riscontrando un notevole successo anche nei mercati nazionali, è la carne di bufalo campano; questa carne presenta caratteristiche nutrizionali ed organolettiche molto simili a quella della carne vaccina ma è meno grassa, più succosa e dal sapore più incisivo. Nato inizialmente come fenomeno di moda trainato dal successo della mozzarella, la carne di bufalo potrebbe presto diventare un altro dei prodotti di spicco della gastronomia campana.
I vini
Eccellenza è il primo aggettivo che viene in mente descrivendo la qualità dei vini della Campania; questa, è il caso di dirlo, è una terra in "fermento" in quanto ai più famosi DOCG Taurasi, Greco di Tufo, Fiano si accompagnano una varietà ed una quantità di vini DOC di qualità assolutamente elevata. Questo è il segno della rinascita di una tradizione millenaria che oggi si pone ad un livello più elevato, ridando nuova linfa vitale a vini come il Falerno del Massico e l'Aglianico del Taburno, due rossi eccezionali per robustezza e armonia. Ma è anche il territorio nel quale stanno crescendo vini relativamente "nuovi" come la Falanghina e la Coda di Volpe a completamento di un panorama enologico che ha pochi uguali nel mondo.
I dolci
Cosa sarebbe un buon pasto senza un ottimo dolce alla fine? Non preoccupatevi, in Campania questo è un pericolo che non correte. Ne esiste una varietà così sconfinata che non basterebbe una pagina intera solo per elencarli, a cominciare dal più caratteristico di tutti: il babà. Il babà è un dolce morbido dalla caratteristica forma cilindrica con la testa a forma di fungo, generalmente bagnato nel rhum. Numerosi sono inoltre i dolci tradizionali legati alle festività: la pastiera nel periodo pasquale; struffoli, roccoco e mustaccioli a Natale, il migliaccio a Carnevale, le zeppole per il giorno di San Giuseppe. Molto pregiati inoltre sono i torroni, soprattutto quelli di Benevento e di San Marco dei Cavoti. Insomma, per i più golosi, non c'è che l'imbarazzo della scelta!
Piatti consigliati:
Tra i cibi da provare non possono mancare: la Pizza Ca' Pummarola Ncopp', il Baccalà Alla Napoletana, la Mpepatella Di Cozze. |
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