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parchi e riserve

 

L'Abruzzo è una regione politica dell'Italia centrale, con capoluogo L'Aquila e confina a nord con le Marche, ad est è bagnata dal Mare adriatico, ad ovest con il Lazio e a sud con il Molise. L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola a statuto ordinario; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise. Secondo la classificazione ufficiale NUTS, l'Abruzzo appartiene all'Italia meridionale. Questo è dovuto al fatto che prima dell'espansione del Regno di Sardegna, l'Abruzzo apparteneva al Regno delle Due Sicilie, corrispondente all'attuale Italia meridionale, mentre gran parte dell'attuale Lazio apparteneva allo Stato della Chiesa, tradizionalmente fatto coincidere con l'Italia centrale, ad eccezione del circondario di Sora e il circondario di Gaeta, che erano ricompresi nelle Due Sicilie

Etimologia (origine del nome): La parola Abruzzo - secondo l'ipotesi più accreditata proposta per la prima volta dallo storico umanista Flavio Biondo nella sua pubblicazione L'Italia Illustrata - deriverebbe da Aprutium come corruzione di Praetutium, cioè la terra dei Praetutii, l'antica popolazione che abitava la colonia fenicia di "Petrut", in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi dell'attuale Teramo.

Geografia: Regione prevalentemente montuosa (65%) e per il restante costituita in massima parte da colline (34%). La regione presenta le più alte vette dell'Appennino Continentale con il Gran Sasso d'Italia (Corno Grande) e il massiccio della Majella (Monte Amaro) cui si aggiungono i rilievi dei Monti della Laga al confine con Lazio e Marche, del Gruppo Sirente-Velino e delle Montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo al confine con Lazio e Molise. La pianura (1%) è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. I fiumi principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Vomano che sfociano tutti nel Mar Adriatico.
natura abruzzo Natura:
Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, la lontra europea il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo. Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Parco Nazionale della Majella, Parco Regionale Sirente Velino.
Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise fu inaugurato a Pescasseroli (AQ) il 9 settembre 1922, mentre l'Ente Parco fu istituito il 25 novembre 1921 con direttorio provvisorio. È compreso per la maggior parte (3/4 circa) nella provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli. Il Parco nazionale d'Abruzzo, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso, è il più antico parco d'Italia noto a livello nazionale per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, lupo, camoscio d'Abruzzo ed orso bruno marsicano , nonché per le prime e numerose iniziative per la modernizzazione e la diffusione localizzata dell'ambientalismo. È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. Si estende prevalentemente in territorio montano e pastorale, dove non è praticabile la coltura della vite e dell'olivo, sconfinando nel piano delle colture nelle valli del Giovenco e in Val di Comino.
gran sasso Il Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga fu istituito nel 1991 e ha sede ad Assergi (AQ). Il parco si estende per una superficie di circa 201.400 ettari, su un terreno prevalentemente montagnoso. Nel Parco è presente una piccola popolazione di circa 110 esemplari del raro camoscio d'Abruzzo, reintrodotti tra il 1992 ed il 1999. L'area protetta è abitata anche da mammiferi come:il lupo appenninico, la volpe, il cinghiale, il cervo, il capriolo, il gatto selvatico ed infine saltuariamente l'orso marsicano. Tra gli uccelli si posso osservare: l'aquila reale, il falco pellegrino, il gheppio ed il lodolaio. Una strada molto suggestiva è la Strada maestra del Parco che attraversa il Parco nel territorio di confine tra il massiccio del Gran Sasso e la catena della Laga.
majella Il Parco nazionale della Majella, istituito nel 1991, è uno dei pochi parchi nazionali italiani con la peculiarità di presentarsi compatto dal punto di vista territoriale. Infatti, la sua area si raccoglie attorno al grande massiccio calcareo della Majella e alle Montagne del Morrone ad ovest e ai monti Pizi e Porrara ad est. La maggiore vetta compresa nell'area del parco è quella del Monte Amaro (2.793 metri). Nel parco sono state censite oltre 2.100 specie vegetali che rappresentano all'incirca un terzo di tutta la flora italiana; alcune specie sono state per la prima volta identificate dai botanici proprio in loco. Le specie animali sono invece oltre 150, tra cui il camoscio d'Abruzzo, il cervo, la donnola, il lupo appenninico, ecc. All'interno del parco si trovano ben sette riserve naturali statali e alcuni beni d'interesse culturale, tra i più rilevanti d'Abruzzo.
sirente Il Parco regionale naturale del Sirente - Velino è un'area protetta, situata in Provincia dell'Aquila, istituita nel 1989, che si estende per una superficie di circa 56.450 ettari. Nel parco risultano censite 1.926 entità floristiche, 216 Specie Vertebrati, 149 Uccelli, 43 Mammiferi, 13 Rettili, 11 Anfibi, come da sito ufficiale del parco. Nei boschi di faggi e betulle il mammifero più interessante presente è sicuramente il gatto selvatico, che si pensava scomparso dalla zona. Alla presenza costante del Lupo appenninico si affianca quella della Volpe, la Lepre, la Faina e la Donnola. Gli ornitologi possono osservare diverse specie di rapaci, l'aquila reale, il gufo reale, lo sparviero e la poiana, oltre a specie più piccole. Da qualche anno e' presente anche il grifone con numerosi esemplari. All'interno dell'area protetta, ci sono anche due stazioni sciistiche, quella di Campo Felice, e quelle di Ovindoli, meta di molti appassionati.

Storia: La storia dell'Abruzzo è strettamente legata alla restante parte dell'Italia Meridionale con cui condivide in particolare otto secoli di appartenenza ad una comune nazione (Regno delle Due Sicilie). L'Abruzzo nel corso della storia non è mai stato un territorio unitario. Anticamente era diviso tra un gran numero di popoli tra i quali Marsi, Vestini, Peligni, Marrucini, Frentani. Nel corso dei secoli l'Abruzzo era spesso diviso in due regioni: l'una a nord del fiume Aterno e l'altra a sud del fiume. Questa divisione era seguita dalle due regioni augustee Picenum e Samnium. Nel medioevo lo stesso confine sull'Aterno divideva i due ducati longobardi di Spoleto e Benevento. E dal XIII secolo le due regioni venivano chiamate Abruzzo-Citeriore e Abruzzo-Ulteriore. La divisione naturale del territorio abruzzese si è riproposta recentemente col distacco della regione Molise. Non esistendo un centro politico, le numerose città dell'Abruzzo, di antichissime origini e brillante civiltà, seguirono ciascuna la propria storia indipendentemente. Così Marruvium e Corfinium furono centri preromani, Atri e Amiternum fiorirono sotto l'impero romano, Sulmona e L'Aquila fiorirono nel medioevo, mentre Pescara appartiene alla storia moderna.
eta preromanaL'età storica preromana
Le prime tracce della presenza umana in Abruzzo risalgono al Paleolitico e sono attribuibili alle popolazioni essenzialmente agricole stanziate nelle vallate aperte verso il mare. Su queste si impose progressivamente, in Eta’ del Ferro, una cultura più evoluta, quella dei Piceni, le cui piu’ importanti testimonianze sono state rinvenute nella necropoli di Campovalano in provincia di Teramo e conservate nel Museo Archeologico di Campli. Sempre in Eta’ del Ferro sui Piceni cominciarono ad affermarsi popolazioni di ceppo osco-umbro genericamente indicate come italiche o sannitiche. Queste si dividevano in numerose genti fra le quali si ricordano i Marsi, i Sanniti, i Vestini, gli Equi, i Peligni. Il reperto più importante di questo periodo giunto fino a noi e’ la statua del Guerriero di Capestrano, una stele funeraria del VI secolo a.C., raffigurante un guerriero con tutte le sue armi da offesa e difesa ed oggi conservata al Museo Archeologico di Chieti. Altre testimonianze del periodo preromano sono individuabili in tutta la regione.
eta romana L'età Romana
Con Roma, fin dall'epoca dei primi Re, le genti abruzzesi non ebbero rapporti pacifici. Se Tarquinio Prisco dovette scontrarsi con gli Equi, le mire espansionistiche dei suoi successori furono tenacemente ostacolate dalle alleanze federative stipulate dalle genti italiche. Nel tentativo di fondare uno Stato unitario lungo la costiera adriatica, furono soprattutto i Sanniti i piu’ irriducibili avversari dei romani. A questi inflissero pesanti sconfitte, fra cui l'umiliazione delle "Forche Caudine". Dopo alterne vicende, gli italici furono definitivamente sottomessi al termine della guerra sociale (91-98 a.C.). Con la pacificazione e la divisione in regioni dell'Italia voluta da Augusto, l'Abruzzo e il Molise diventarono la IV regione romana con il nome di "Sabina et Samnium". Fra le numerose testimonianze di epoca romana ricordiamo il teatro e l'anfiteatro di Amiternum, nei pressi di L'Aquila; i resti della città di Alba Fucens (i cui lavori di scavo non sono ancora completati), vicino ad Avezzano; il centro di Juvanum a Montenerodomo (Ch) con edifici templari, il teatro e il foro; il Santuario di Ercole Curino a Sulmona; Peltuinum a Prata d'Ansidonia (Aq) e Corfinium, l'attuale Corfinio (Aq), costruita sulla via Valeria e capitale della lega italica all'epoca della guerra sociale con il nome di Italia. Resti importanti di epoca romana sono stati inoltre rinvenuti a Teramo, Atri, Chieti.
il medioevo in abruzzo Il Medioevo
Con la caduta dell'Impero Romano, cessa in Abruzzo ogni attività costruttiva degna di rilievo, anche per il coinvolgimento della regione nella guerra greco-gotica (535-553). Nell'843 l'Abruzzo fu occupato da Carlo Magno che, oltre a ripristinare l'unita’ territoriale della regione, avvio una ripresa costruttiva che si espresse in edifici di grande importanza, arrivati fino ad oggi, sia pure in forme largamente rimaneggiate. Attorno all'anno Mille comincia l'avanzata dei Normanni che, dopo circa un secolo, nel 1143, assumono il controllo dell'intera regione, unificandola sotto il Regnum Siciliae (e poi di Napoli), del quale farà parte integrante per sette secoli. Successivamente, Federico II di Svevia unifica amministrativamente la regione, facendone lo Iustitieratus Aprutii (nel 1233) e fissandone come capoluogo Sulmona. Nel 1254 viene fondata L'Aquila che, sotto la dinastia degli Angioini diviene, nei due secoli successivi, la principale città del Regno dopo Napoli. Le alterne vicende politiche, l'assenza di un potere centrale che unificasse i criteri di "politica difensiva", le lotte fra le grandi famiglie feudali sono i principali fattori che hanno impedito nel periodo fra il 1200 ed il 1400 la realizzazione di un sistema organico di castelli e rocche secondo un disegno unitario. Tuttavia, le numerose strutture difensive sorte nel periodo presentano una grande varietà tipologica al punto che costituiscono "un 'eccezionale sintesi indicativa di quasi tutti gli aspetti dell'architettura fortificata" (Perogalli). Purtroppo la maggior parte questi edifici sono oggi fortemente degradati ma, per il contesto ambientale in cui sono inseriti - spesso in luoghi isolati e difficilmente accessibili -, riescono sempre ad affascinare anche il visitatore occasionale.
monachesimo in abruzzo Monachesimo
Accanto alle vicende politiche, grande importanza assunse per l'Abruzzo dall'XI secolo in poi la presenza dei Benedettini. Diffusori di civiltà e cultura, i monaci hanno lasciato in Abruzzo innumerevoli testimonianze della loro presenza, fra le quali spicca l'Abbazia di San Liberatore a Majella, presso Serramonacesca (Pe). Da qui, tra l'XI e il XII secolo, si irradiarono nella regione le più importanti correnti artistiche: la Valvense e la Casauriense. La penetrazione in Abruzzo dei Benedettini cistercensi segno’ inoltre un decisivo passo verso lo sviluppo sociale ed economico della regione. Abili ed attivi imprenditori, colonizzatori e bonificatori, svilupparono presto in Abruzzo una rete articolata di conventi ad economia integrata, che si rese in grado di sopperire autonomamente alla mancanza di strutture economiche e produttive del tempo. Una testimonianza interessantissima della vivacità economica dei monaci Cistercensi è rappresentata dal convento, o meglio dalla Grancia di Santa Maria del Monte, isolata sugli sterminati pascoli di Campo Imperatore ad oltre 1600 metri di quota. L'edificio, sorto agli inizi del XIII secolo, era dotato di fondaci, stalle e vasti recinti all'aperto, per accogliervi e smistare ai pascoli le grandi greggi di proprietà dell'Ordine.
barocco in medioevo Il Rinascimento e il periodo Barocco
Alla dinastia degli Angioini si sostituì quella degli Aragonesi allorché, nel 1442, anche il Regno di Napoli cadde in mano di Alfonso d'Aragona. Ne’ valse ad impedire il passaggio di poteri la resistenza di L'Aquila, che fu definitivamente sottomessa nel 1492. Dopo un breve periodo di dominazione francese, l'Abruzzo segui’ le sorti del Regno di Napoli passato nelle mani di Ferdinando il Cattolico nel 1504. Le lotte fra il successore di Ferdinando, Carlo V, e il Re di Francia coinvolsero l'Abruzzo in numerosi e gravi scontri militari. Le città abruzzesi, e L'Aquila in particolare, si schierarono di nuovo con la Francia ma furono drasticamente punite dal monarca spagnolo che, smembrando il contado della città e sottoponendola a dure misure repressive nel 1529, ne decreto’ l'inarrestabile decadenza. Sotto la dominazione spagnola furono erette numerose opere di fortificazione, a testimonianza dell'importanza strategica che aveva l'Abruzzo nell'ambito della contesa fra Spagna e Francia. Nel corso del '400 la lenta penetrazione delle forme rinascimentali tocca anche gli edifici sacri e quelli civili oltre che i castelli. Volumetrie più ariose e aperte si innestano su forme medievali come nel caso della chiesa dell'Annunziata a Sulmona (Aq) o in molti palazzi gentilizi di Sulmona, L'Aquila, Popoli, Tagliacozzo, arricchiti di ampi cortili, con scalee e porticati di gusto scenografico. Lo stile rinascimentale toscano si diffonde in Abruzzo al punto che la chiesa di San Bernardino a L'Aquila (1415) ricorda planimetricamente quella di Santa Maria del Fiore a Firenze; mentre San Flaviano a Giulianova (Te) e Santa Maria del Tricalle a Chieti sono altrettanti esempi dell'attenzione rivolta in Abruzzo ai templi a pianta centrale del Rinascimento toscano. Il periodo barocco, sviluppatosi dopo la peste del 1656 e i due terremoti del 1703 e 1706, si configuro’ come un periodo di "ricostruzione" e si esplico’ sia nella realizzazione di nuovi edifici come le chiese di Santa Caterina e Sant'Agostino a L'Aquila, sia - più spesso - nella decorazione interna di antiche chiese medievali.
Tra le realizzazioni barocche di più rilevante importanza sono la Badia Morronese, presso Sulmona (Aq), la chiesa dell'Annunziata a Penne (Pe) e quella di Sulmona, la chiesa del Suffragio a L'Aquila, quella di Santa Maria Assunta a Castel di Sangro, quella di Santo Spirito a Teramo.
gabriele d'annunzio L'età moderna: dalla fine del '700 all'epoca contemporanea
Alla dominazione spagnola, durata fino al 1707, subentrò quella austriaca fino al 1734 e, fino all'occupazione da parte di Napoleone del Regno di Napoli nel 1806, quella dei Borboni, restaurata dal Congresso di Vienna nel 1815. Nel periodo napoleonico furono compiute riforme in campo amministrativo, della giustizia, dell'economia e, soprattutto, fu abolita la feudalità. Il Risorgimento registra i moti del 1837 a Penne ed alcuni fenomeni di resistenza all'esercito piemontese come quello di Civitella del Tronto che si svilupparono nella forma del brigantaggio dopo il 1860, duramente repressa dallo Stato unitario. Nel decennio successivo all'unità la regione assistette al principale evento di carattere economico: il prosciugamento del lago del Fucino, iniziato nel 1852 da una società francese, ma poi gestito da Alessandro Torlonia che si assicuro’ la proprietà delle terre in risarcimento delle spese sostenute. Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo la ritirata di Caporetto, l'Abruzzo offrì ospitalità ai profughi e al comando militare, trasferitosi in territorio abruzzese, colpito, nel 1915, da un disastroso terremoto. Il fascismo trovo’ in Abruzzo un favorevole terreno di espansione a causa del forte divario esistente tra i ceti sociali, soprattutto fra i proprietari terrieri e i braccianti, questi ultimi reduci da una guerra che aveva peggiorato le loro già misere condizioni di vita. Durante la seconda Guerra Mondiale la regione subì, nell'inverno del 1943-44, le devastazioni dell'esercito nazista in ritirata e gli eccidi perpetrati da questo ai danni della popolazione civile, ma partecipò anche attivamente alla lotta di liberazione con la Brigata Majella. L'opera di ricostruzione post-bellica tardò ad avviarsi. Anche se lentamente, lo sviluppo della regione viene affermandosi solo agli inizi degli anni '60, per conoscere il periodo di massima espansione fra la metà degli anni '70 e gli anni '80 al punto da collocare l'Abruzzo a livelli di sviluppo economico di Centro-Nord. Solo dopo l'Unità si assiste ad un notevole risveglio culturale: la scena è ovviamente dominata da Gabriele D'Annunzio, ma importanti sono pure i pittori Francesco Paolo Michetti, Teofilo Patini, Filippo e Giuseppe Palizzi e lo scultore Costantino Barbella. Per quanto riguarda l'architettura vanno ricordate le interessanti forme liberty che si diffusero ai primi del '900 in molte residenze, soprattutto delle località costiere come Pescara, Giulianova, Francavilla, Ortona, molte delle quali sono ancora ben conservate.

SITI UNESCO
L'Aquila patrimonio Unesco

Segnaliamo che questa descrizione dell'Abruzzo è stata realizzata prima che la regione venisse violentemente colpita dal terremoto dell'aprile 2009 causando purtroppo più di 300 morti e 1000 feriti, quindi l'utente della guida potrebbe riscontrare delle differenze rispetto alla realtà attuale, soprattutto per quanto riguarda alcune città e monumenti particolarmente danneggiati dal terremoto. Il sisma ha infatti distrutto o seriamente danneggiato l'80% del patrimonio artistico aquilano. Tra gli edifici più importanti che sono crollati nella città dell'Aquila ci sono: la cupola della chiesa delle Anime Sante situata nel centro storico della città, una parte della Casa dello Studente, l'edificio della Prefettura e l'hotel "Duca degli Abruzzi". La situazione più grave è in via XX settembre, dove molte abitazioni sono inagibili. Mentre alcune case sono state distrutte in parte, una è distrutta completamente vicino al palazzo dell'ANAS. Si stima che 10/15 mila siano gli edifici danneggiati. Nel cosiddetto decreto Abruzzo, approvato dopo la Pasqua del 2009, sono previste misure per fronteggiare l'emergenza terremoto, sia per quanto riguarda i numerosissimi sfollati e i parenti delle vittime, sia per quanto riguarda la ricostruzione e il restauro del patrimonio artistico-culturale.

Castelli d'Abruzzo:

Rocca calascio - Calascio: Rocca calascio - Calascio:
Un esempio, per tutti, è lo straordinario castello duecentesco di Rocca Calascio, uno dei più belli e suggestivi castelli d'Europa. La Rocca, al culmine di un'altissima vetta(m. 1464 sul livello del mare), presenta un impianto regolare con grandi torrioni a pianta circolare, grossa torre o maschio al centro. Conserva ancora nitide strutture murarie e perfino una rarissima merlatura originale. Posta a dominio del versante meridionale del Gran Sasso, della Valle del Tirino e della Piana di Navelli ha sempre svolto un'importante funzione di sorveglianza: era, infatti, la parte più elevata di un sistema di punti di avvistamento per il controllo del territorio. Da qualche anno il borgo rivive, soprattutto nella stagione estiva, grazie al ritorno di alcuni abitanti.
Castello Piccolomini - Celano Castello Piccolomini - Celano:
Secondo notizie raccolte dagli storici marsicani, la fondazione del Castello sarebbe da attribuire al Conte Pietro di Celano e risalirebbe al 1392. Danneggiato gravemente dal terremoto del 1915, a seguito del quale crollò gran parte della zona superiore dell'edificio principale, è stato via via restaurato fino ad essere restituito alla primitiva consistenza. Il Castello, pur presentando diversi caratteri stilistici risulta sostanzialmente unitario ed armonico, ed è senza dubbio uno dei più prestigiosi esempi di castello residenza della nostra penisola. Attualmente è sede del Museo Nazionale d'Arte Sacra della Marsica.
Castello Orsini - Avezzano Castello Orsini - Avezzano:
Il Castello Orsini, gravemente rovinato dal terremoto del 1915, fu costruito nel 1490 da Gentile Virginio Orsini ed è il classico tipo di fortezza quattrocentesca. Nel 1565 fu adattato a palazzo fortificato da Marcantonio Colonna. Attualmente i resti del Castello, sistemati e restaurati, hanno all'interno una Pinacoteca ed una Sala Polivalente.
Castello Piccolomini - Balsorano Castello Piccolomini - Balsorano:
Nella parte alta di Balsorano domina il suggestivo castello Piccolomini. Con pianta a pentagono irregolare e con 4 torri agli angoli, al centro del cortile si trova un pozzo quadrato, sistemato tra 2 colonne, con capitelli rinascimentali.

Località turistiche:

Oltre a L'Aquila, Chieti e Teramo, che vantano centri storici ricchi di antiche chiese, pregevoli palazzi civici, musei e siti archeologici, tra le città d'arte abruzzesi vanno annoverate Sulmona, che diede i natali ad Ovidio, Atri (che diede il nome al Mare Adriatico), Giulianova, vero esperimento di città ideale del Rinascimento, Campli, Civitella del Tronto, con la sua poderosa fortezza borbonica, Scanno, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Vasto (anticamente chiamata l'Atene degli Abruzzi) e Penne. Tra i borghi più caratteristici, invece, vanno citati Santo Stefano di Sessanio,Castel del Monte, Calascio, Castelli (nota per la produzione artigianale di ceramiche), Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Rivisondoli, Pescasseroli (che ha dato i natali al filosofo Benedetto Croce), Capestrano, Loreto Aprutino, Bisenti e Città Sant'Angelo. Le località di mare sono davvero molte, tra cui: Roseto degli Abruzzi (Te), Silvi Marina (Te), Tortoreto (Te), Francavilla al Mare (Ch), ecc.

alba adriatica Alba Adriatica:
Rinomata località balneare, Alba Adriatica ospita in estate dai 30.000 ai 50.000 turisti che affollano i 15 km di spiagge sabbiose e di lungomare e che durante le notti intense trovano divertimento per tutti i gusti. Meritano attenzione la torre di avvistamento del XVI secolo e Villa Moscarini, residenza di campagna.
atri Atri:
Fondata dai Piceni in una felice posizione collinare, Atri divenne Colonia romana nel 256 a.C. Secondo la tradizione da Atri proveniva la famiglia dell’Imperatore Adriano che ha dato il nome alla città. Gioiello dell’arte abruzzese, Atri conserva ancora intatto il suo aspetto antico, nascondendo delle testimonianze di notevole pregio. Eretta su una precedente chiesa del IX sec., la Cattedrale, consacrata a S. Maria Assunta nel 1223, conserva ancora testimonianze delle fasi della primitiva edificazione, sorta su una cisterna romana. A rendere particolarmente suggestivo il paesaggio di Atri è la presenza dei calanchi, formazioni carsiche derivanti da una particolare forma di erosione, oggi compresi nella Riserva Naturale dei Calanchi di Atri che include ben 350 ettari di territorio.
Campo Imperatore Campo Imperatore:
Campo Imperatore è un vasto altopiano, di origine glaciale e carsico-alluvionale, situato a circa 2000 m di quota in provincia dell'Aquila nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia. Si estende per oltre 15 Km di lunghezza e 5 di larghezza, a partire dai 1500m fino ai 2100m di quota, ed è parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E' soprannominato il 'Piccolo Tibet' per la somiglianza unica, su piccola scala, dei suoi scenari con quelli del vasto altopiano asiatico. È sede di un Giardino Botanico nonché di uno dei più importanti Osservatori Astronomici d'Italia ed è base di partenza per molte ascensioni alle Vette del massiccio del Gran Sasso d'Italia. Nel 1943, nell'Albergo di Campo Imperatore, fu tenuto prigioniero Benito Mussolini fino alla sua liberazione avvenuta il 12 settembre 1943 da parte dei soldati tedeschi guidati dal capitano delle SS Otto Skorzeny (Operazione Quercia).
giulianova Giulianova:
Le origini di Giulianova risalgono al III secolo a.C. quando i romani crearono una nuova colonia marittima chiamata Castrum Novum Piceni che divenne un importante crocevia commerciale, anche in virtù del suo porto. Collocata a breve distanza dal mare la cittadina domina la costa adriatica rappresentando, con il suo lido, un elemento portante nel turismo balneare abruzzese. Le numerose testimonianze urbanistiche le conferiscono un aspetto suggestivo: notevole è la chiesa di S. Flaviano, a pianta ottagonale con sculture ed opere di artisti contemporanei come Francesco Coccia e Venanzo Crocetti. Molto importante è la collezione di dipinti dell’Ottocento napoletano, di artisti della scuola di Posillipo, conservati nella pinacoteca civica Vincenzo Bindi. Particolarmente suggestivo è il santuario della Madonna dello Splendore con annessa pinacoteca. Ancora oggi sopravvive l’attività dei corallari che lavorano gli eleganti rametti di corallo ottenendone gioielli di rara bellezza.
Montesilvano Montesilvano:
Il paese è formato da due nuclei, Montesilvano Marina e Montesilvano Colle. Quest'ultimo, panoramica terrazza sull’Adriatico, conserva ancora i caratteri del borgo fortificato e alcune interessanti chiese come S.Michele Arcangelo (sec.XII-XIII), a tre navate, con portale in pietra e abside rettangolare, S. Maria del Carmine con il convento (sec.XIV) e fuori dall’abitato la chiesa della Madonna della neve (sec.XIV)con resti di preziosi affreschi. Montesilvano spiaggia è attualmente una moderna e attrezzata stazione balneare, che va caratterizzandosi grazie anche all'ubicazione, vicina all'autostrada, come centro di turismo congressuale e come sede di mega strutture attrattive.
ortona Ortona:
Distesa su un promontorio a picco sull'Adriatico, circondato da vigneti di uva "pergolone" e "montepulciano". E' una frequentata stazione balneare, con pittoresche spiagge, tra cui il lido Riccio e il lido dei Saraceni. Suggestiva, al centro del paese la panoramica passeggiata sul versante orientale del promontorio, che inizia a nord con il Castello Aragonese, voluto da Alfonso di Aragona a difesa del porto e si conclude nella villa comunale.
penne Penne:
In posizione panoramica, su due colli, tra le valli del Fino e del Tavo. Il suo territorio comprende la Riserva Naturale Lago di Penne, oasi del WWF, in cui si effettuano visite guidate. È definita città del mattone, per le sue costruzioni quasi interamente in cotto, impiegato anche per pavimentare le vie strette e ripide dell'antico abitato, che conserva ampi tratti della cinta muraria quattrocentesca. Scenografico è l'accesso principale alla città, attraverso la porta S. Francesco, dal movimentato frontespizio, opera del De Sio, come il palazzo Castiglione, che le fa da sfondo.
Pescasseroli Pescasseroli:
E' conosciuta come stazione climatica, luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, e come principale centro del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Nel paese, infatti, si trovano un museo e un centro di visita con alcuni esemplari della fauna autoctona, fra cui l'orso marsicano, oltre alla ricostruzione della tomba dei resti di una donna che abitò la zona nel VI secolo a.C.
Roseto degli Abruzzi Roseto degli Abruzzi:
E' un'incantevole stazione balneare e un moderno centro turistico nei pressi della foce del Vomano, ricca di bellezze naturali e di tesori artistici. Roseto degli Abruzzi presenta 10 km di spiaggia, folte pinete e belle passeggiate lungo il mare ed un clima salutare con un'atmosfera accogliente e rilassante.
Silvi e Silvi Marina Silvi e Silvi Marina:
Situato ai piedi delle suggestive colline di Città Sant'Angelo e Atri, Silvi è una rinomata stazione balneare. Il centro storico si trova sulla parte collinare, a 4 km da Silvi Marina.
sulmona Sulmona:
Secondo la leggenda fu fondata da Solimo, compagno di fuga di Enea dalla distruzione di Troia. E’ famosa anche per aver dato i natali ad Ovidio, che declamava “Sulmo Mihi Patria Est”, fiero di essere nato nel cuore della fertile Conca Peligna, con i suoi vigneti e i campi di lino (citati da Marziale e da Plinio), con la florida economia e la vivace vita culturale, di cui si vedono ampiamente i segni ancora oggi, nei monumenti e nei reperti che continuano a venire alla luce.
Situata nella grande conca omonima, sul sito dell’immenso lago preistorico, alle cui acque un terremoto aprì la via verso il mare, alla confluenza dei fiumi Gizio e Vella; immersa nello scenario dei grandi Parchi nazionali d’Abruzzo e della Maiella, dai quali dista una manciata di chilometri, è una porta d’ingresso per i migliori luoghi della natura abruzzese, della quale si respira il profumo sin dal centro storico, in cui si legge ancora la struttura della antica città romana, ricca di storia, di pregiate architetture, e di ogni suggestione, e soprattutto, interdetta al traffico ordinario. Dal XVI secolo è famosa in tutto il mondo per i suoi confetti, immortalati da Giacomo leopardi (“datemi due cannellini di Sulmona”), oggi offerti in mille colori e forme artistiche.
vasto Vasto:
È l’antica Histonium, secondo la leggenda fondata da Diomede, di cui si hanno tracce sin dal IX secolo a. c. Incastonata nello scenario naturale della costa, spesso a picco sul mare, la città lascia intuire i segni della sua storia, specie quando muovendosi nel centro storico, che a tratti si affaccia sul mare e offre ripide vedute di scogliere e di onde, si cercano i resti dei torrioni e del castello quattrocentesco, per giungere al bellissimo palazzo marchesale.
Inserita nella strada del vino “Tratturo del Re”, di cui costituisce la tappa conclusiva, Vasto offre un eccellente saggio di tradizione culinaria, in cui confluiscono le cento culture della sua storia e il profumo del mare (mitico, è il brodetto alla vastese, in cui, a differenza dell’antagonista omonimo piatto pescarese, tutti gli ingredienti vengono cotti per lo stesso tempo in un tegame di coccio).

Enogastronomia abruzzese:

foor e.r. Mediterranea negli ingredienti e nei profumi, creativa nella varietà e nella originalità dei piatti e dei prodotti più tipici, dalle radici contadine e pastorali della propria tradizione la cucina abruzzese ha saputo trarre la capacità di essere insieme povera e nobile, distillando sapori antichi, di sontuosa semplicità. Accanto ai piatti della propria cucina, l'Abruzzo propone una scelta di prodotti tipici tanto raffinati quanto inconsueti, al pari dei suoi vini ed olii, apprezzati dagli intenditori di tutto il mondo.

Pasta
La tradizione abruzzese è ricca di diverse paste fresche. Le più caratteristiche sono i maccheroni alla chitarra, gli gnocchi di patate, gli "strozzapreti", i tagliolini (sottili tagliatelle, ottime con i brodi di carne), le taccuzzelle (ottime per i minestroni vegetali e per la pasta e fagioli), gli spaghetti aglio, olio e peperoncino e quelli all'amatriciana (dal nome dell'omonima città ai confini fra Abruzzo e Lazio). I condimenti più adatti sono il sugo di castrato e il ragù, anche di salsiccia. Nel teramano sono caratteristiche le "scrippelle", crepes rustiche servite "m'busse" (bagnate, cioè in brodo) o usate per preparare sformati, conditi con poco ragù, e farciti di fegatini di pollo, polpettine, uova sode e pecorino fresco. Fra i piatti da provare segnaliamo la polenta di Pettorano: è possibile assaggiarla in occasione dell'omonima sagra che si svolge in paese nel mese di dicembre.

Olio
Numerose sono le varietà coltivate e lo standard dell'olio prodotto è sempre qualitativamente elevato. Di norma l'abbacchiatura avviene ancora a mano e, nella stessa giornata, le olive vengono portate al frantoio per la molitura, ottenendo così un olio a bassa acidità e apprezzate caratteristiche organolettiche. In tutte le zone si può essere sicuri di acquistare un olio dalle qualità eccelse, non dimenticando che tre sono le D.O.P riconosciute, precisamente: D.O.P. Aprutino-Pescarese; D.O.P. Colline Teatine e D.O.P. Colline Teramane o Pretuziano.

Le carni
Come in tutte le terre a forte tradizione pastorale, la carne ha un ruolo importantissimo nella gastronomia dell'Abruzzo. Molto diffusi sono l'agnello e il castrato (maschio adulto di pecora), cotti sulla brace o al forno. Diffusissimi tra i contadini e i pastori e oggi alla base di gustosi picnic sono gli arrosticini, sottilissimi spiedini di carne ovina cotti sulla carbonella. A base di carne ovina sono anche l'agnello incaporchiato accompagnato da patate arrosto, le trippette di agnello e le matassine o torcinelli, preparate con frattaglie di agnello e pancetta avvolte nella rizza (il grasso delle interiora) e cotte allo spiedo. Tra le specialità tradizionali meritano di essere citate la ‘ndocca ‘ndocca di maiale (che include muso, piedini, costata e cotica), il tacchino alla canzanese e il coniglio ‘mbriache, un ottimo spezzatino al vino bianco. Nella parte meridionale della regione è tradizionale il fegato alla lancianese, preparato in un tegame di coccio e condito con salvia e peperoncino.

Formaggi
cacio di vacca bianca, caciocavallo abruzzese, caciotta vaccina Frentana, caciocavallo Silano, caciofiore Aquilano, cacioricotta, caprino fresco, formagella del Sannio, formaggi e ricotta di stazzo, formaggio del buongustaio, formaggio puntato o marcetto, giuncata abruzzese, giuncatella, incanestrato foggiano di castel monte, pampanella, pecorino abruzzese, pecorino del parco, pecorino del sanio, pecorino di atri, pecorino di farindola, pecorino sott'olio, ricotta al fumo di ginepro o affumicata di anversa, ricotta stagionata di pecora, scamorza abruzzese, scamorza passita, stracciata.

Spezie
Il peperoncino è l'ingrediente fondamentale dei piatti abruzzesi, mentre lo zafferano, che qui trova la sua culla italiana, stranamente non viene quasi impiegato in cucina, e l'unico piatto che lo prevede è una marinata di pesce: lo scapece di Vasto.

I Vini
I vitigni tradizionali dell'Abruzzo sono il Trebbiano d'Abruzzo tra i bianchi, e il Montepulciano d'Abruzzo tra i rossi. Accanto ad essi, più di recente è stato operato il recupero di varietà minori (Passerina, Pecorino, Cococciola). L'elenco dei vini Doc della regione include il rosso Montepulciano d'Abruzzo (che conta anche la tipologia Cerasuolo, rosata), profumato e dal sapore asciutto e robusto, il Trebbiano d'Abruzzo, asciutto e dal delicato profumo, e il Controguerra, nelle sue varie versioni di bianco e di rosso, specifico di una precisa area del Teramano. Vini Indicazione Geografica Tipica (IGT): Alto Tirino, Valle Peligna, Colline Pescaresi, Colli Aprutini, Del Vastese o Histonium, Colli del Sangro, Colline Frentane, Colline Teatine, Terre di Chieti.

Piatti consigliati:
Tra i primi consigliamo i tajarill (una pasta lunga fatta a mano esclusivamente con acqua e farina) con fagioli e pancetta, o al sugo con polpette di formaggio e uova; o anche i maltagliati da accompagnare con un'ottima zuppa di fagioli freschi al sugo.
Di secondo non potete non assaggiare i classici arrosticini di pecora, famosi spiedini tramandataci dalla antica tradizione pastorale. Si utilizza la carne di agnello o di castrato, tagliata in piccoli pezzi, infilati in uno spiedino di legno e fatti arrostire sulla brace. Un altro piatto tipico abruzzese è la tradizionale porchetta abruzzese, caratterizzata dalla preparazione di un maiale adulto (anziché di un maialino come in altre regioni). Una curiosità che pochi sanno è che la porchetta abruzzese era molto apprezzata a Roma e il Papa spesso ordinava quella della zona teatina. Per gli amanti del pesce, tipico delle zone marinare, il Brodetto di pesce è un gustoso piatto abruzzese nelle sue varianti di Pescara, Vasto e Giulianova. Pallotte cace e ove: le polpette di formaggio e uova sono una delle espressioni culinarie più semplici e più buone della cucina abruzzese. Si prepara semplicemente facendo delle polpette con solo uova e formaggio da grattugia (pecorino, formaggi grana), si fanno dorare friggendole e si saltano in un semplice sugo di pomodoro (o sughi segreti delle massaie locali). Infine, per concludere si può assaggiare il parrozzo, un dolce tipico dell'Abruzzo, fatto con farina gialla di mandorle e ricoperto di cioccolato fondente, nato a Pescara su iniziativa di un noto pasticciere. Il nome fu dato da Gabriele D'Annunzio, e deriva dal Pane rozzo, cioè il pane dei contadini, fatto con la farina di mais.

 

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